Luigi Calagna e Sofia Scalia, in arte Me Contro Te, si sono sposati ieri sera in un evento a pagamento all’Unipol Dome di Milano, trasmesso come un vero e proprio show. Il matrimonio dei due youtuber, coppia anche nella vita, si è trasformato in un concerto-evento aperto al pubblico pagante.
Noi All Music Italia abbiamo un mantra: la musica viene prima di tutto. In che senso, direte voi? Nel senso che la ricerca della qualità per quest’arte restano elementi quasi sacri. Ci sono principi, insomma, sui quali non possiamo più permetterci di arretrare nemmeno di un millimetro.
Ecco perché concerti-eventi come quelli dei Me Contro Te di ieri sera all’Unipol Dome di Milano ci fanno arrabbiare così tanto: perché qui di musica non ce n’è neanche l’ombra.
E non è una questione di essere snob, attenzione. Il tema è che forse dovrebbe esistere un limite anche al business, che Luigi Calagna e Sofia Scalia hanno già ampiamente superato da tempo.
Se mettiamo in vendita anche un matrimonio vestendolo da show, qual è il prossimo step?
Quando è stato annunciato lo scorso anno, in tanti si sono chiesti se fosse normale che un giorno così intimo come un matrimonio potesse diventare un’occasione per fatturare altri soldi. Come se la coppia di youtuber siciliani non ne avesse già abbastanza.
Considerate che solo nel 2024 l’Ufficio Camerale ha parlato di un fatturato della loro società di 4.303.126 euro. Cifre incredibili che i due influencer hanno raggiunto con YouTube, ma anche con film, merch a non finire e, ovviamente, anche con tanta musica. Attualmente i Me Contro Te hanno all’attivo quattro album, e oltre 100.000 ascoltatori mensili su Spotify.
Chiaramente, dietro di loro c’è una macchina produttiva gigantesca, e la stragrande maggioranza dei loro pezzi sono tormentoni facili per bambini, tutti da ballare e dal valore artistico sostanzialmente inesistente.
Non stiamo dicendo una banalità, beninteso! In passato, songwriter come la compianta Alessandra Valeri Manera hanno composto dei signori brani per le sigle dei cartoni interpretate da Cristina D’Avena. Detto in altre parole: fare musica per i più piccoli non significa necessariamente svolgere un cattivo lavoro.
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Chi partecipa ai loro live e ha più di 10 anni, insomma, è stato sostanzialmente obbligato da un piccolo fan del duo, pagando bei soldoni per show al pari di una Baby Dance.
Di per sé non ci sarebbe nulla di male, non fosse altro che adesso la coppia ha trasformato in business anche il giorno più bello della loro vita.
Considerato che i vip pack per un Meet & Greet con loro due (concerto escluso!) sono arrivati a costare fino a 250 euro, forse qualche domanda ce la dovremmo fare.
Ci chiediamo dunque quale sarà ora il prossimo step: Luì e Sofì ci faranno pagare anche lo svelamento del loro primo test di gravidanza, o del parto del loro eventuale primogenito?
I Me Contro te si sposano live, e nel frattempo la musica muore
Com’è ovvio, una grossa fetta dei loro guadagni per gli eventi “live” è legata alla partecipazione quasi obbligata di almeno una seconda persona accompagnatrice, un adulto che si è ritrovato il proprio figlio o figlia incluso – suo malgrado – nel cosiddetto “Team Trote”.
Così, mentre milionate finiscono investite in spettacoli del genere, si perdono fondi preziosi che si potrebbero utilizzare in altro modo. Per esempio, pagando legalmente gli abbonamenti alle piattaforme di streaming (che sappiamo, in ogni caso, remunerano pochissimo) o altri eventi dal vivo, magari di bravi artisti emergenti che si sono fatti il mazzo sul palco, raccogliendo però le briciole.
Lasciateci dire: povera Italia.
Credits foto di copertina: Ufficio Stampa Words for You











