NEW MUSIC FRIDAY 11 SETTEMBRE 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI
I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
CAVALLI MONGOLI – CANTIERE
★★★★★★★½ 7½
Non so chi siete, da dove venite, cosa avete fatto prima ma so di avere perso tanto, tantissimo tempo prima di trovarvi, amarvi e consigliarvi all’Italia intera.
I Cavalli Mongoli sono belli belli in modo assurdo (cit.) e fanno musica che ti fa saltare per aria il cervello per quanto è strana e diversa rispetto alla media plasticosa della musica commerciale e discografica di oggi.
Finalmente freschezza, divertimento in musica che unisce vari mondi ma, per sintetizzare, la loro follia sta nell’unire la tecno con la musica da videogiochi 8-bit, quelli della vecchissima Atari per intenderci.
I Cavalli Mongoli, magari, non andranno mai primi in classifica Fimi ma di sicuro possono andare al primo posto nel nostro cuore e, consiglio, andate a guardare tutte le loro copertine. C’è una storia, c’è un progetto, c’è qualcosa.
Vi prego, non mollate mai regaz.
OMBRA – AMANTIDE
★★★★★★★½ 7½
Che gran bel brano questo di Ombra, sulla scia musicale di un Frank Ocean d’annata ma anche Childish Gambino, Tyler The Creator e tutto quel mondo in chiave jazz, soul, r&b mixata con un tocco di rap nelle strofe che rende il progetto davvero coinvolgente e bello da vivere.
Il sexy saxophone inserito nella seconda parte del brano dona quel tocco di eleganza che in un brano del genere era necessario.
“Fammi d’amante, fammi d’amantide” è un gioco di parole che lascia capire tutto perché si parla di una donna che è così bella da essere irresistibile ed è per questo che, nonostante tutto, si preferisce cadere in tentazione a costo di essere decapitati (psicologicamente in questo caso) proprio come fa la mantide religiosa dopo avere consumato il rapporto con la sua controparte maschile.
Ombra è una bella scoperta, da tenere a mente. C’è un qualcosa alla Mac Miller che intriga.
ELISA – KINTSUGI
★★★★★★★ 7
Elisa con il mood musicale di Blanchito dei tempi migliori arriva in modo inaspettato ma funziona alla grande. Bellissimo questo ritmo sostenuto della batteria a cui fa da contraltare la dolcezza di una voce che sa quando e come spingere.
“Non sai quanto ci rivedo nel kintsugi” dice la cantautrice, con il riferimento alle cicatrici coperte con l’oro che sono la caratteristica di questa forma d’arte. Kintsugi, infatti, fa riferimento a quella tecnica di riparazioni orientali che prevedono l’utilizzo dell’oro fuso per rimettere in sesto una qualsiasi ceramica.
Elisa mette in piedi questo parallelismo tra una relazione, probabilmente la sua relazione anche se questa è solo una supposizione, e questa forma artistica di riparazione con la giusta grazia ed eleganza.
I suoni anni 80, la batteria ricreata in digitale che non disturba, i pad che danno ampiezza, le doppie voci che sono una caratteristica da sempre delle sue produzioni permettono di ritrovare un’Elisa che conoscevamo già ma che è capace di immergersi in un mondo più moderno.
Lavoro gestito davvero bene e che, come lancio del futuro album, risulta efficace.
22SIMBA – PROVINCIALI
★★★★★★★ 7
Questo ragazzo sa scrivere molto bene e usa la sua penna per raccontare la sua vita vera, quella di provincia a Saronno.
Il rapporto con il padre, la fortuna di avere scelto un lavoro che gli sta donando tante soddisfazioni e una cosa molto chiara: lui non è speciale, anche chi ascolta può fare lo stesso percorso perché 22Simba ha la stessa storia di tanti altri ragazzi.
E’ lui stesso che lo specifica, non elevandosi sopra la massa ma restando con i piedi ben piantati al suolo. Consapevolezza massima in una rap ballad che fa capire che siamo di fronte a un ipotetico protagonista del genere in ottica futura.
L’unica cosa che rivedrei è il fatto di poggiare sulla base con la stessa attitude, in certi tratti, di Nayt. E’ abbastanza palese che la fonte d’ispirazione sia proprio lui ma è importante che Simba non si faccia inghiottire dal paragone mettendo del suo.
Grande evoluzione.
OTTOBRE – NON MI VA
★★★★★★★ 7
Guarda cara Ottobre, magari a te potrà anche non andare ma ti garantisco che all’ascoltatore la tua botta di rock va e anche tanto.
Al momento, se prendiamo in considerazione il rock che si avvicina al metal ma che vuole strizzare l’occhio al mainstream, Ottobre è l’unica che cavalca il suo destriero lungo questa strada e lo fa anche molto molto bene.
Non Mi Va è quella direzione alla Korn dei tempi d’oro, c’è proprio quell’attitude ed è fantastico ascoltarla in un mondo e un periodo storico in cui tutto è uguale, tutto è una copia della copia e niente risulta interessante.
Arriva lei e ti sbatte in faccia la chitarra distorta, il doppio pedale e la sua voce fuori di testa.
Grazie per avere pubblicato questo singolo un mese prima del tuo nome, ne avevamo bisogno di questa carica.
LIL JOLIE, DARIO MANGIARACINA – GOMMA
★★★★★★½ 6½
Immaginario: siamo nel 2005 e i Baustelle pubblicano La Malavita. La band di Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi si fa riconoscere dal mondo mainstream con testi studiati anche nelle virgole e una musica a metà tra pop e alternative che, in quel periodo, nessuno proponeva come loro.
A distanza di quasi 20 anni ecco Lil Jolie nei panni della Bastreghi e Dario Mangiaracina, in pausa dal progetto La Rappresentante di Lista, in quelli di Bianconi.
Gomma è una specie di La Guerra è Finita mista ad altre canzoni di quell’album e, anche, del successivo Amen. Insomma, l’ispirazione è chiarissima.
Avevamo già detto e sottolineato dell’evoluzione identitaria di Lil Jolie, confermiamo questa crescita con Gomma seppur i singoli precedenti avevano quel qualcosa in più.
SOAP – CIGARETTE
★★★★★★½ 6½
Soap è tornata e ha deciso di mettere nero su bianco i suoi problemi, le sue fragilità, le sue mancanze e quello che queste mancanze le hanno causato psicologicamente.
E’ una canzone dove si mette a nudo e racconta la sua anima, cosa di cui evidentemente lei per prima voleva fare e di cui il pubblico poteva potenzialmente avere bisogno per comprenderla meglio.
La chiave musicale con cui sceglie di farlo è quella del mondo afro misto al ritmo latino, che riesce a farla uscire bene per quanto non sia originalissima come scelta ma molto impattante in positivo in questo caso.
E’ un ritorno che fa ben sperare.
MARRACASH E GUÈ – CASINI
★★★★★★ 6
Il brano dei festeggiamenti di Santeria è stato creato sul sample di Gangsta Paradise di Coolio che, a sua volta, era stato creato sul sample della ben più lontana Pastime Paradise di Stevie Wonder.
E’ un brano che si sviluppa sul filone della moda del momento, cioè far matchare un testo rap con un sample del passato che viene rilavorato un po’ e reso moderno quanto basta, come il sale e il pepe.
Marra e Guè sono sale e pepe, per l’appunto, e viaggiano insieme su qualsiasi ricetta al meglio. Poi, come in questo caso, forse meno sale e meno pepe avrebbero reso il piatto migliore.
Il problema di questo brano è che fa parte del mega progetto di rilancio di Santeria per il decennale ed è normale, dunque, che venga analizzato inserito nel suo contesto più ampio e non solo come singolo.
Proprio per questa ragione, valutando tutto il progetto nella sua interezza, Guè ha abbassato il livello delle sue barre rispetto dieci anni fa mentre Marra fa il suo e lo fa al meglio. Il problema è che il suo standard non è più da tanto tempo “il meglio”, è quel plus ultra che nessuno ha.
In sintesi, Marra e Guè hanno fatto il compitino con un brano che non ricalca per nulla ciò che è stato ed è Santeria, volevano solo tornare con un brano qualsiasi per iniziare i festeggiamenti però è difficile accettare che due top player come loro si limitino al compitino fatto bene.
Purtroppo eccoci qui, con un brano ok ma non memorabile.
SILENT BOB – MORIRE È NIENTE
★★★★★★ 6
Silent Bob ha sempre dimostrato, fin dagli esordi, di sapere usare la sua penna nel modo migliore possibile, raccontando il suo mondo complesso e pieno di strade senza uscita.
La sua voce fa capire quanto la sua sia un’anima sofferente, lo ha sempre lasciato trapelare ed è per questo che ha conquistato i favori del pubblico.
Poi, però, arriva per tutti i rapper di nuova generazione il momento di fare qualcosa di più mainstream, la ballatona rap dove si parla d’amore ed evidentemente per lui era questo il momento.
Silent Bob può fare meglio di così, molto meglio di così, ma comunque il risultato non è scadente. Semplicemente non avrà quel favore della gente che ci si aspetterebbe.
PAGELLE NUOVI SINGOLI 11 SETTEMBRE 2026 – I BOCCIATI DA AMI
CAMILLA MAGLI – MENTA
★★★★★½ 5½
Camilla Magli ha studiato, è una cantautrice che tenta da anni di imprimere il proprio nome nella scena italiana ma il problema è che le manca identità sonora e vocale, questo brano lo conferma.
Ascoltare Menta ti dona la sensazione di ascoltare Elisa nelle strofe e La Municipal nel ritornello, con anche quel tocco alla Joan Thiele che dona l’eleganza perfetta. E Camilla Magli dove la trovo? Quale parte del brano mi può far pensare “ok, questa è lei”? Un dettaglio, un accento, una virgola.
Cosa rende, musicalmente, Camilla Magli riconoscibile e non paragonabile ad altri? E’ una domanda da porsi perché è una di quelle che sa il fatto suo, è sulla scena da tanti anni ormai ed è sacrosanto pretendere, da ascoltatori, che questa ragazza porti a casa i risultati che meriterebbe di agguantare per i sacrifici fatti.
Purtroppo è difficile ipotizzare, anche se glielo si augura, che possano arrivare con questo nuovo singolo, per quanto realizzato tecnicamente molto bene.
GEOLIER, ACHILLE LAURO – PER NOI
★★★★★ 5
Geolier si è Achillelaurizzato, questo singolo lo conferma.
Questo singolo lo abbiamo già sentito, è esattamente come tutti quelli dell’ultimo album di Lauro ma non solo, c’è anche un chiaro riferimento a Canzone D’Amore di Geolier che ha scelto di abbandonare la via del rap nudo e crudo che lo ha contraddistinto rispetto alla media dei suoi colleghi. E’ proprio un patatone innamorato, si sente.
Il problema di questa canzone non è che sia brutta, se qualcuno dicesse una cosa del genere sarebbe da internare per direttissima. Il problema è che già l’abbiamo sentita in mille salse diverse negli ultimi due anni da parte di Lauro e a una certa anche basta, per favore.
Sarà una hit? Sì. Farà i numeroni? Ovvio. Questo successo nasconderà il fatto che questa sia l’ennesima ballad copia e incolla di Achille Lauro che ha trascinato anche l’incolpevole Geolier? No.
ORLANDO – GRAN FINALE
★★★★★ 5
No, non ci siamo questa volta per Orlando. La canzone è una classica, classicissima canzone all’italiana che abbiamo sentito mille e mille volte. Non c’è innovazione, non c’è quell’elemento che in passato aveva acceso la lampadina su questo ragazzo, è tutto piatto.
La struttura del brano è una di quelle power ballad alla Bresh sanremese, alla Olly, alla Alfa. Orlando è quel mondo lì, per carità, ma se non hai quel nome e ti metti in scia in un mercato che è già saturo, tra l’altro con un tema trito e ritrito come quello della storia d’amore triste, cosa puoi fare? Che risultati speri di ottenere?
Il problema non è Orlando, perché è innegabilmente bravo. Il problema è che ciò che ha proposto questa volta già esiste e non ti stimola al riascolto.
SELTSAM – SCANDALO AL SOLE
★★★★★ 5
Seltsam che prova a fare Blanco in salsa post estiva non era nella bingo card del 2026 e, per quello che ha proposto fino a questo momento, questo è un passo indietro.
La struttura melodica è esattamente come quella di un Blanco nel prime ma con meno forza, meno struggimento, molto più pop da radio e, infatti, il ritornello non ricalca le strofe e va alla ricerca della riconoscibilità facile.
Seltsam ha questa forza qui, riesce a creare dei brani che la gente possa facilmente riconoscere ed è aiutato da un timbro simpatico e per nulla respingente, anzi.
Se, però, il percorso è fatto di brani con testi belli, scritti bene, e un tipo di musica diversa dal resto dei suoi competitor perché fare questo passo indietro?
Oh, magari sarà proprio questo il brano dell’esplosione ma io una domanda (non su Seltsam) me la farei se esplode un brano con un testo non impegnato e, invece, i brani precedenti sono rimasti un po’ al palo nonostante la loro oggettiva bellezza.
Si può e si deve pretendere di più da ragazzi con talento come lui.
FILIPPO GRAZIANI – PANICO (PUNK77)
★★★★★ 5
Che strano ascoltare Filippo Graziani in questa canzone, è spiazzante perché si sente davvero la voce e il timbro di Filippo, quello reale, che si discosta dal padre.
Il singolo precedente, di cui vi abbiamo parlato settimane fa, aveva una storia migliore, una vocalità migliore, una produzione migliore, tutto migliore rispetto questa Panico Punk77 che ricalca quel mondo country pop, più country che pop, ma senza la stessa riconoscibilità e originalità.
C’è di tutto un po’ meno in questa canzone rispetto la precedente, anche se è da apprezzare il fatto che ci sia una linea di continuità chiara tra le due uscite. Questo fa capire che l’album di prossima uscita avrà uno storytelling chiaro ed è un punto di vantaggio, però è chiaro che non tutti i singoli possono essere allo stesso livello. Questo non è al livello del precedente.
Cliccate su continua per scoprire se questa settimana c’è una Golden Song.


















