L’assemblea degli associati di AFI, l’Associazione Fonografici Italiani, ha revocato lo stato di liquidazione di AFI Servizi, la società di servizi controllata al 100% dall’associazione, e ha nominato amministratore delegato Sergio Cerruti. La decisione è stata comunicata il 10 settembre 2026. La capogruppo AFI resta invece in liquidazione volontaria.
La liquidazione dell’associazione è stata deliberata dall’assemblea dei soci del 23 gennaio 2025, che ha eletto commissario liquidatore Cerruti, past president di AFI, con oltre il 90% dei voti.
Cerruti è anche presidente di Just Entertainment (JE), la società che ha portato al TAR l’affidamento diretto del Festival di Sanremo alla RAI. Il file PDF del comunicato del 10 settembre, arrivato in redazione dall’ufficio stampa di AFI, riporta come autore un account di JE.
All’epoca AFI aveva spiegato la scelta con i contenziosi aperti, a partire dai diritti non pagati dalla RAI: 12 milioni di euro rivendicati dall’associazione, oltre 50 per l’intera industria discografica secondo i suoi calcoli. Nel luglio 2024 l’AGCOM aveva dato ragione ad AFI con una sanzione da 60.000 euro alla RAI.
Cerruti: nessuna svendita degli asset di AFI
AFI smentisce anche le letture dell’operazione circolate nelle settimane scorse, senza dire chi le abbia fatte: nessuna dismissione e nessuna svendita degli asset. Le parole di Cerruti non lasciano margini: “Voglio essere chiaro: quello che stiamo costruendo non è un’asta al ribasso nata sulle ceneri di AFI. Non ci sono ceneri, non ci sono dismissioni.”
Il titolo del comunicato parla di un’AFI “pronta a tornare”, ma il testo non indica date né delibere per chiudere la liquidazione della capogruppo. Nel febbraio 2025 l’associazione aveva legato quel passaggio al recupero delle somme dalla RAI.
Cerruti presenta la revoca di AFI Servizi come l’inizio di una fase nuova, per dotare l’ente “di un braccio operativo e di un braccio associativo distinti”. Gli altri progetti sono in valutazione, nessuno ancora formalizzato.
L’attacco alle altre associazioni dei produttori
Nella stessa dichiarazione Cerruti cita le “recenti dichiarazioni di altre associazioni dei produttori musicali, orientate a convergere verso le logiche di corporazioni multinazionali”, senza fare nomi, e rivendica per AFI il ruolo di “unica vera casa dei produttori discografici italiani”.
Fra le altre associazioni di produttori ci sono FIMI, nata nel 1992 dall’uscita delle multinazionali da AFI, e PMI (Produttori Musicali Indipendenti). A giugno 2026 Dario Giovannini, eletto presidente di PMI, ha annunciato il suo ingresso e quello di Filippo Sugar nel direttivo di FIMI, “una sinergia strategica nata per unire la discografia italiana”.
Già nell’aprile 2025, nella polemica sul Festival di Sanremo, Cerruti aveva risposto a Enzo Mazza di FIMI scrivendo che, mentre AFI combatteva in tribunale contro la RAI, “qualcun altro cuciva accordi nelle stanze dei bottoni, svendendo i diritti dei suoi mandanti”.
Fra le battaglie rivendicate nel comunicato del 10 settembre ci sono la violazione del copyright contestata a Meta, la causa contro la RAI per il mancato pagamento dei diritti e un dossier sull’intelligenza artificiale che Cerruti definisce imminente.











