28 Giugno 2019

LE PAGELLE DEL CRITICO MUSICALE AI NUOVI SINGOLI IN USCITA IL 28 GIUGNO

Come ogni venerdì il nostro critico in Da Oggi in Radio, recensisce e formula per noi le pagelle ai nuovi singoli in uscita. Mietta, Levante e Carmen Consoli, Diodato...

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Le Frequenze di Tesla – Il robot che sembrava me

C’è un bel po’ di differenza tra la percezione di se stessi e quello che invece pensa chi ci osserva. Lo sanno bene Le Frequenze Di Tesla e qui lo raccontano con vari cambi di tempi ed intenzioni ma qualche “e” aperta di troppo. Ascoltando tutti i cambiamenti, alcuni davvero interessanti soprattutto dal punto di vista musicale, perdi un po’ il filo ad un certo punto.
Cinque ½

Levante & Carmen Consoli – Lo stretto necessario

Entrambe siciliane sono qui combinate benissimo. La canzone è scritta da Levante con altri siciliani doc quali Colapesce e DiMartino e la scelta della Consoli è stata un’ottima idea, talmente ottima che il brano sembra più un Carmen d.o.c che un brano di Levante. Il testo è molto scenografico e ti trasporta nei luoghi e nelle situazioni che disegna.
Sette ½

Marco Ligabue – Altalena

Meno rock e più folk è qui molto vicino al mondo stilistico del fratello che l’avrebbe giusto indurita un po’ con la sua voce. L’inciso è funzionale ed orecchiabile ed i cori in sottofondo fanno propri insegnamenti di band quali gli Of Monster And Men. E nella richiesta di aiuto a dimenticare Marco trova uno dei brani migliori della sua carriera.
Sette

Mietta – Milano è dove mi sono persa

Stravolge tutto Mietta, cosa che aveva fatto anche a metà anni 90 con una coppia di dischi, Cambia Pelle e Daniela è felice, rinunciando a facili melodie rassicuranti per fare una dance elettronica che ti sorprende, che mette da parte le belle note e si concede la voglia di far alzare i sederi degli ascoltatori dalle sedie. Funziona come poche cose altre sue degli ultimi 20 anni. Buon per lei anche se adesso tocca ai programmatori. Interesserà questa Mietta fresca come una rosa di fresco sboccio?
Sette +

Musicomio – Me encantas

L’insieme di tante cose che tirano per la maggiore, messe tutte qui nello stesso pezzo, senza riuscire però ad andare oltre l’effetto casino di una festa. Tra i tanti punti interrogativi c’è la scelta di capire perché inserire un paio di frasi in spagnolo. Mistero.
Cinque

Nek – Alza la radio

La radio è una distrazione, accesa offre spesso la distrazione a qualsivoglia problema. Nek la omaggia mischiandola con la sensazione che stia parlando di una bella donna da conquistare. Penetrante il sound di fondo che è difficile da dimenticare se lo ascolti almeno una volta e su cui lui ben si destreggia.
Sei ½

Walter Nudo – Keep shining

Progetto danzereccio con chitarre di base country vecchia maniera, come se discoteca e saloon si unissero. Si parla di amore universale ma la resa vocale è quella del mio salumiere che canticchia mentre affetta la mortadella. Non c’è tecnica e non c’è tono personale che meriti oltre un ascolto distratto… come quello del salumiere appunto.
Cinque

Panpers & Skz – Sempre meglio che lavorare

Questa canzone in teoria ha dentro tutto ciò che normalmente critico e sarebbe quindi bocciabile su tutta la linea, però… Però le trovo un testo intelligente, fotografia di un momento in cui le nuove generazioni tra problemi reali o pigrizie generalizzate, preferisce perder tempo a concentrarsi su futilità, magari andando a scrocco. Per cui il sei glielo do!
Sei

Piotta – Maledetti quegli anni 90

Passano gli anni, Piotta è un altro artista, uno che adesso dice che i Vorrei non sono più tanti e gli Avrei voluto invece sono in fila, li a ricordarci i rimpianti. Nessuno può sapere quanta vita ancora ha a disposizione, ma di certo può pensare di averne vissuta già tanta e che probabilmente questa è più di quella che gli resta. E’ pensieroso Piotta in questo dialogo con qualcuno che probabilmente non c’è più e per comunicare queste sensazioni sceglie un sound più cantautorale. Intimo.
Sette

Vito Ranucci & Alessio Caraturo – Cala ‘a sera

Se si accelerasse la parte musicale iniziale sembrerebbe di ascoltare La la la di Naughty Boy . La voce di Alessio è molto evocativa e si destreggia con dolcezza su una musica che non vuole essere urlata, bensì cullata. Elegantissima.
Sette

Federico Scavo – One heart

L’arrangiamento fa parecchio dance anni 90, quella che strizzava più l’occhio al pop, privilegiando comunque la parte cantata. Il brano è funzionale però senza un particolare segno distintivo nella linea melodica. Anche la voce scelta e cioè Louise Claire Marshall, che pure ha collaborato con artisti come David Gilmour o Marc Almond è troppo pulita e distaccata, più da corista che da lead vocal.
Cinque ½

Sesto – Ma tu ci sei?

Simpatica nell’insieme ma paga un po’ dazio per essere un po’ troppo uguale dall’inizio alla fine ed avere un piccolo cambio solo per gli incisi che però non sono per nulla forti come le strofe o fare facilmente presa come con il “Don dom podibom”.
Cinque ½

Martina Sivilli – Troppe volte

Spesso ciò che vediamo nello specchio non riflette ciò che siamo, quasi come se si fosse due identità diverse. A volte questo può essere non soltanto un disagio personale ma anche un’esigenza che matura a seguito di delusioni. Il brano però è arrangiato in maniera troppo semplice, come una marcetta condita da una ritmica che fa un po’ Halo di Beyoncé.
Cinque

Bernardo Sommani & Petra Magoni – Risposte

Più che le risposte del titolo, la canzone è più un insieme di domande; un invito all’ascolto dell’altro. La Magoni interviene in sovrapposizione vocale nella seconda strofa ma stranamente non riesce ad impreziosire un brano che procede come una marcetta spedita che si perde in incisi troppo ripetuti.
Quattro ½

Tox – Casa mia

Leggerissimo sotto tutti i punti di vista: musicalmente con la realizzazione che è proprio base, base, il testo, appropriato per età ma che davvero dice pochissimo ed una voce che non ha caratteristiche particolari per rimanere impressa.
Quattro ½

Ummo – Come un alieno

Ballata rock che ha però un inciso più debole delle strofe, già proprio nelle liriche che citano Come un alieno rimasto solo nell’universo che non ha più voglia d’espandersi, trovarci un senso… Ecco non ce lo trovo nemmeno io; che sia un alieno?
Cinque

Silvia Vavolo & Red Canzian – Dante aveva ragione

Citazione colta per la cantautrice toscana quella del sommo poeta per raccontare di quelle persone che non si pronunciano mai, restando nell’apatia del subire le cose e mai di scegliere. Buon impasto corale, anche nel sottofondo, si avvale di un recitato dell’ex Pooh Canzian, che ha voluto semplicemente impreziosire il brano. Voce personale, più attenta all’interpretazione che al virtuosismo.
Sei ½

Andrea Vigentini – Come l’estate

Sapore vintage per una canzone estiva e fresca che però non rimarca luoghi comuni o frasi trite e ritrite già in migliaia di canzoni a tema estate per l’appunto. Completa nella scrittura ed arrangiata con una matrice pop che rifugge banalità e non scimmiotta altre cose inflazionate.
Sette

Ale Zuber & Claudio Tozzo – A mano a mano

Eh si è proprio la celebre canzone scritta da Riccardo Cocciante e giunta alla notorietà grazie a Rino Gaetano che nel 1981 la rese celebre. E verrebbe da strapparsi i capelli per come una canzone iconica sia diventata un pretesto per rappare e per una base dance di pochissimo conto.
Quattro=

Scopri quali di queste canzoni sono state inserite nella nostra playlist Spotify dell’estate italiana.

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