SANREMO A RISCHIO: LARA FABIAN, star internazionale incompresa?

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Questo 65esimo Festival di Sanremo sta riservando tante sorprese al pubblico italiano, su tutte l’exploit di Nek, che dopo aver conquistato i cuori con la sua Fatti avanti Amore in gara nei Big – il videoclip ufficiale sta letteralmente dominando su Youtube con più di 484mila visite – ieri si è aggiudicato la serata Cover con la sua reinterpretazione di Se telefonando. Tuttavia, ci sono artisti per i quali questa edizione del Festival si sta rivelando più amara del previsto e, tra questi, abbiam già disquisito di MorenoAnna Tatangelo e Bianca Atzei. Oggi è la volta di Lara Fabian, che nel titolo in testa abbiamo a buon diritto definito “star incompresa”: vi spieghiamo il perché.

Per farlo possiam partire da Sto male, versione italiana della canzone Je suis malade di Dalida, che la Fabian porta in giro per il mondo da diversi anni, ma con la quale ieri sera all’Ariston non ha impressionato, forse perché tradotta… Anzi, qualcuno ha addirittura lamentato sui social un italiano troppo mal pronunciato, a tratti biascicato, che avrebbe reso ancora meno giustizia a uno delle brani più cantati nel globo. Con questo, innegabilmente la sua voce ha saputo regalare momenti di grande pathos, in particolare col grande acuto finale, sostenuto per un tempo da guinness! Rivediamo insieme la performance.

Tuttavia a noi sembra che con Voce, il brano portato in gara dalla cantante originaria di BruxellesLara Fabian abbia fatto una buona performance al Festival, almeno per quel che riguardo la pronuncia e la resa canora, ciononostante è finita ugualmente nella temuta zona rossa (in compagnia di Grignani, Britti e Anna Tatangelo). Viene da chiedersi: cosa non ha funzionato?

Non ci dimentichiamo che la sua Adagio ha fatto storia nella musica italiana ed è il brano con cui l’artista belga ha conquistato il nostro pubblico; oltre a ciò, lei è una grande star ed era molto attesa a Sanremo, Conti l’ha fortemente voluta: la sua produzione (multilingue ma per lo più francofona) è conosciuta a livello internazionale, avendo collezionato 20 milioni di dischi in tutto il mondo, da Oriente a Occidente.

Pertanto non si può che pensare che l’unico tallone d’Achille della Fabian sia proprio il pezzo che ha scelto di farci ascoltare all’Ariston, né più né meno: forse sarà troppo debole nel groove, o fors’anche nel testo (troppo impegnato?). Voi che ne pensate? Dite che stasera si confermerà in fondo alla classifica del Festival o che con la seconda esibizione di Voce, metterà a segno una difficile risalita? Intanto rivediamo insieme la prima.

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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