SANREMO 2015 – SECONDA SERATA: la pagella di Fabio Fiume

pagelle

Seconda serata del carrozzone cantato ieri da Emma & Arisa, peraltro benissimo, ovvero il Festival. L’atmosfera è rilassata e come potrebbe essere diversamente con il 50% di share come risultato dell’ascolto della prima serata?

Carlo Conti è un padrone di casa serioso e diligente. Te lo immagini capace anche di fare lavori da elettricista, sai che non sbaglierà. Eppure dopo un po’, non certo per colpa sua, il brodo si è allungato e pure la sua bravura ha avuto non pochi problemi a mantenere il ritmo. E se la soluzione fosse utilizzare di più le ragazze?
Voto per la seconda serata scende da 8 a 7+

Emma è molto carina col primo abito rosso, più a suo agio, ma peggiora decisamente il tiro col secondo completo pantalone e giacca e la camicia con fioriture laddove già c’è troppa abbondanza per restare dentro la giacca. Come conduttrice fa quanto ieri: poco! E stasera non canta nemmeno.
Voto scende da 6+ a 6

Arisa… continuo a chiedermi chi le ha fatto sto taglio da Calimero? Si capisce che anche lei non ci si ritrova, visto che continua a tirarsi le ciocche dei capelli come quando le donne tirano giù la gonna. E poi chi le ha consigliato gli abiti stasera? Ma anche ieri volendo. Conduzione, per quel poco che le è dato fare, migliorata e sicuramente goffamente simpatica
Voto sale da 6 a 6,5

Rocio è un magnifico colpo d’occhio ogni volta che scende la scala. Stasera da prova di danza, sulle note di “Lei verrà” dell’indimenticato Mango e tiene botta al conduttore… ma non temete, sempre solo nelle occasioni che le sono concesse?
Voto sale da 7 a 7+

Conti come Baudo insomma? Speriamo di no, da quel punto di vista.

Si parte con la sfida delle nuove proposte e la prima battaglia è Kutso vs Kaligola

Kutso – Elisa
Simpatici, pepati, nuovi soprttutto per un palco come questo. Per Sanremo sembra quasi il brano vittima sacrificale, ma così non è e forse ci si poteva aspettarselo per via del televoto. Una bella scossa elettrica anche alla platea, comunque molto partecipa stasera. Il look lasciamo stare… si fa tutto per ridere!
7 alla canzone; 7 al canto; 0 se vogliamo esser seri, 10 se scherziamo al look

Kaligola – Oltre il giardino
Delicato, piccolo, carino, piccolo, rap melodico, piccolo l’ho già detto? Un po’ fragilino come presenza scenica ma è molto giovane, forse troppo… piccolo se non si fosse capito. Il brano è carino, sensato; il look contemporaneo per la sua età, visto che è piccolo!!!
6,5 alla canzone; 6 al canto; 6 al look

Enrico Nigiotti – Qualcosa da decidere
Avevo già segnalato questo brano quando lavorai alla recensione dei 60 finalisti di Sanremo giovani, descrivendolo come uno dei brani più ariosi da canticchiare. Il giudizio si è confermato con questo nuovo ascolto. Enrico lo interpreta bene, col piglio di chi vuole sfondare tutto, ma sa che è meglio che sta calmo per ottenere il miglior risultato. Look casual e adatto a lui.
7,5 alla canzone; 7 al canto; 7 al look

Chanty – Ritornerai
Troppo usuale il titolo, quando parte l’attacco temi che lo sia anche nella fattura. Invece Chanty si sospende tra Malika ed il soul americano. Buona anche la sua performance. La voce c’è, la bomboniera di capodimonte al posto dell’abito pure!
7 alla canzone; 7,5 al canto; 5= al look

Passano il turno i due mediamente più forti ovvero i Kutso e Nigiotti. Dispiace per Chanty, mentre Kaligola promette bene ma ha bisogno di più tempo visto che è…: piccolo!!!

Comincia adesso il vero show di prima serata con il grande spettacolo di danza ed ombre cinesi, che è davvero una cosa bella, e poi giusto il tempo di ricordare il sistema voto e si parte con la gara dei big

Nina Zilli – Sola
Blues tanto blues per lei, mischiato come sempre ai ’60 che scorrono nelle vene di Nina non solo musicalmente, ma anche con tutto lo stile, dalle acconciature, agli abiti che oggi fanno molto ultima Romina Power con le maniche svolazzanti! Positiva del tutto la prova, con un ottimo cantato ed una canzone che potrebbe addirittura crescere con ascolti successivi
7,5 alla canzone; 8 al cantato; 6,5 al look

Marco Masini – Che giorno è
Masini smette i panni che ultimamente lo avevano vestito, ovvero una maggiore morbidezza e torna all’incazzatura, sentita, potente. Un mood che si ripete penserete? Invece no, perchè Marco stavolta non è pessimista; la sua incazzatura è per un amore che sembra arrivato al capolinea ella stanchezza, ma a cui lui è pronto a dare la possibilità della speranza. Il crescendo è tipico Camba/Coro, la differenza ce la mette Masini tanto da non scimmiottare i giovani colleghi che dei brani dei due si son cibati. Look da professore con gli occhiali… ma di quelli fighi che vengono in moto e non con la vecchia Citroen Visa.
7 alla canzone; 6,5 al cantato; 6,5 al look

Anna Tatangelo – Libera
Molto sanremese eppur non disdicevole. C’è tanto sentimento, qualche fuga di libertà che poi si capisce essere voglia di prigionia tra le sue braccia, ma almeno non si passa per lo stucchevole. Oltretutto il suo autore, Kekko Silvestre dei Modà non lo è mai nei testi; passionale si, stucchevole no. Si sente meno però qui la sua mano rispetto al pezzo di Annalisa. Il perchè è forse da ricercarsi nel fatto che la Tatangelo ha un’identità interpretativa più definita, che può piacere o meno, ma la riconosci, sai che è lei. Annalisa purchè bravissima è ancora un filino confusa su cosa vuole espressivamente essere. Ha cantato molto bene e con un look raffinato da primissima serata.
6,5 alla canzone; 7+ al cantato; 8,5 al look

Raf – Come una favola
Ha un vistoso orzaiolo, è dimagritissimo e …. ma ti fa proprio st’effetto qui Sanremo caro il mio Raf? La giacca è un po’ ardita con quelle borchie e l’espressione è di chi ha preso proprio tanto freddo ed è appena entrato in una stanza climatizzata a Tropici. Ma Raf è sempre Raf, il pop elegante è lui e non si smentisce mai. Il brano è bello e cresce, permettendogli difatti persino di schiodarsi dalla posizione fermo/rigida del semaforo guasto. Attento però, perchè ad ogni movimento la stonatura fa capolino da dietro l’angolo senza avvisare. E ma che ci vuoi fare il semaforo è rotto!!!
7,5 alla canzone; 5 al cantato; 5,5 al look

Tempo di primo ospitone e tocca a:

Biagio Antonacci (Se io se lei + Pazzo di lei + Sognami)
Il primo pensiero che mi pervade non appena inizia il medley è che spero non mi distrugga nuovamente “Liberatemi” che ormai è completamente fuori dal suo attuale registro vocale. Poi ascolto tutto il resto e mi rendo conto che non sono le canzoni ad esser finite fuori registro, ma lui che il registro lo ha dimenticato proprio a casa. Certo il repertorio c’è ed è per questo che Biagio è un grande; si perchè io lo critico per i vistosi problemi vocali, gli ho persino mediante recensione di un concerto, consigliato di andare a farsi vedere da uno specialista, però io so che Biagio il posto nell’olimpo della musica italiana lo ha meritato e pertanto non si tocca. Certo vivo meglio ricordando quei brani in disco che risentendoli live oggi. Poi arriva l’omaggio a Pino Daniele, di cui canta “Quando”, su cui già ieri abbiamo speso mai troppo buone parole. Sono costretto via social nell’ascoltarlo a chiedere di non fare paragoni, perchè non avrebbero senso. Prendiamoci il bello del gesto e basta
8 alle canzoni del medley; 4 al canto; 7 al look… che scivola a 4 appena mi sono accorto che non aveva i calzini. Sarà pure moda ma che cosa brutta!

Si torna alla gara

Il Volo – Grande amore
Facciamo distinzione: grande esecuzione; persino il Mago Otelma avrebbe potuto prevedere la caduta del teatro a colpi non di bombe ma di acuti generosi fino all’inverosimile. Come si dice nella mia Napoli: “io ‘o teng e t’o dong”… ovvero: “io ce l’ho e te lo dono, non me lo tengo per me insomma”. Pezzo però proprio vecchio, più vecchio dell’età dei tre messe assieme, più vecchio di “Romantica” di Tony Dallara, più vecchio della loro immagine imbalsamata nonostante i 20 anni. Uno mi sembra un nerd imborghesito, l’altro la risposta italiana al cantante scomparso di “La Bamba” ed il terzo il figlio del famoso compare Agrippino amico di Martufello, vestito a festa. Grandi voci, grandissimi visti anche in prospettiva, ma sarei curioso di sapere se è questa la musica che loro comprano su iTunes, o magari in un negozio di dischi. Vedete? Posso essere antico anche io!
4 alla canzone; 10 al canto; 8 al look per eleganza, 4 se penso che hanno 20 anni.

Tutti fermi di nuovo è il momento di Charlize Theron. Non scrivo, no-considerazioni, no-voto, no-critiche. Mi limito a guardare e contemplare, contemplare e guardare.

Irene Grandi – Un vento senza nome
… ed una canzone senza inciso ad impatto. L’attacco e le strofe mi hanno subito catturato attenzione, perchè inusualmente eleganti per la cantante fiorentina, che eppur brava è sempre stata, ma più votata al rock che all’eleganza. Si belle strofe ma l’inciso? Pensi adesso esplode, adesso c’è un cambio passo. No, proprio non arriva. Scade il tempo ed il senso a primo ascolto è di un’opera incompiuta. L’Irene è molto emozionata, nel suo abitino minimal e l’interpretazione manca di spinta. Il taglio nuovo di capelli fa un po’ zia zitella di paese. Per quanto fatto in carriera, spero che il secondo ascolto di venerdì migliori queste tiepide impressioni.
5 alla canzone; 6,5 al canto; 6,5 al look

Lorenzo Fragola – Siamo uguali
Non serviva molto a Lorenzo per conquistare il pubblico. Era sufficiente una canzone carina, di quelle che dici:” si vabè, carina”, che fosse appetibile per le radio e che ben potesse essere sostenuta dal suo visino bello e pulito, con l’occhio sognante del bravo ragazzo. Il compito è stato svolto in maniera esemplare, grazie anche al mentore Fedez. Qualche problemino ad adattarsi all’orchestra, lui che ormai era abituato alla base, ma poi alla fine anche in questo l’ha svoltata. Si è presentato ad X Factor come autore con un buon potenziale british e ce lo ritroviamo a Sanremo col pezzetto pop. Sarà davvero questa la sua strada?
6,5 alla canzone; 6,5 al canto; 7 al look

Ed arriva Angelo Pintus per il momento “facce ride”. Molti hanno criticato ieri Alessandro Siani, di non capirne la comicità, troppo da sud. Poi però affollano i cinema per i suoi film e lo vanno a vedere ad Assago o all’ Arena di Verona. Ma perchè Angelo Pintus fa ridere? A me sinceramente nemmeno sorridere. Non capiamo noi del sud questo tipo di comicità. Ho letto su Twitter di gente che diceva: “ma perchè Siani merita il palco di Sanremo, ma chi è”. Forse uno che fa film che incassano 10 milioni di Euro? Che fa spettacoli al vostro palazzetto di Assago o all’Arena di Verona e fa 10.000 paganti? Vi invitano Pintus per il successo del Forum e del tour e non possono invitare Siani che oggi è il comico che incassa di più in Italia, Mah!
Senza voto

Si torna nuovamente alla gara
Biggio & Mandelli – Vita d’inferno
Tornano Cocky&Renato e per l’occasione si vestono da Elio e Le Storie Tese. Il brano è molto sfizioso ma è un misto di cose già viste, già sentite. In più pensate ciò che volete, ma io al Festival non li avrei presi comunque come concorrenti. E’ un posto tolto a chi aveva un disco da lanciare, tour da fare, proprio da loro che hanno dichiarato che al massimo metteranno in vendita qualche altra cosa via iTunes. Inoltre l’effetto simpatia è figlio dei tempi: invecchia presto!
5 alla canzone; 5 al cantato (6 Mandelli, 4 Biggio); ridiamo per il look

Bianca Atzei – Il solo al mondo
Campeggia una culotte nera all’Ariston, la sfoggia Bianca Atzei tra mille trasparenze variopinte. Entra e si capisce subito che è troppo felice di essere li. Canta bene e la cosa non è che me l’aspettassi del tutto, visto che in un paio di occasioni mi è capitato di non sentirla brillare e
prende applausi perchè il pezzo è trascinante ed emozionale. Certo il testo ha qualche passaggio scontato di troppo però nell’insieme compie la sua missione di far notare Bianca. Molto Kekko comunque, perchè alla fine come “‘a mamm è semp ‘a mamm”, anche l’autore è sempre l’autore.
6,5 alla canzone; 7 al canto; 6 al look

Moreno – Oggi ti parlo così
Niente più niente di meno di ciò che ci si aspetta da Moreno. Rappettino ino ino, da uno che forse potrebbe far meglio. Di buono c’è che inizia ad esserci un accenno di cantato, anche se sostenuto dai coristi, un inciso che potrebbe prendere a secondo ascolto ed una simpatia innata che ti strappa già la sua faccia. Di cattivo c’è che alla fine non capisci dove vada a parare il testo. Si parla delle difficoltà prima di diventare famoso? Di quelle generali della vita? Delle botte prese prima di diventar famoso o di quelle che raccoglie da quando lo è? Mah
4,5 alla canzone; 6 al canto; 7 al look

Ed adesso un imperdibile sketch con Luca Argentero e Claudio Amendola, per una bella marchetta cinematografica, che in un contesto come Sanremo guardo davvero con grandissima difficoltà. Mi chiedo perchè non riempirci un programma brutto come la Domenica in di Perego & Insegno, come era una volta? Un bel contenitore domenicale per i lanci dei libri, dei dischi, delle fiction, dei film, di programmi nuovi? No si preferisce abbozzare inutili talent o chiamare saltimbanco dalla qualsiasi provenienza e costringerci quindi a guardare una cosa fuori contesto a Sanremo. Ma scusate porsi la domanda: “Ai Grammy’s o agli Mtv Music Awards, vanno a presentare film”?

Ed ora in chiusura gli ultimi due ospiti internazionali

Conchita Wurst – Heroes
Ha un pezzo non affatto male, un po’ disneyano, che canta però molto bene. Il problema è il personaggio che fa troppo strano, non certo per la scelta di presentarsi come Drag Queen, ci mancherebbe, ma perchè la barba sa proprio di provocazione, di mezzo usato per farsi notare. Sono assolutamente per la libertà, sessuale, razziale, religiosa, però ammetto che in particolare questa scelta, mi infastidisce perchè non vedo più la drag queen ma una mossa pubblicitaria e basta
7 alla canzone; 8 al canto; 2 al look per questioni di barba!

Marlon Roudette – When the beat drops out
Il suo album è davvero ben fatto e Sanremo è indubbiamente l’occasione migliore per proporlo, dopo il grande successo del singolo che qui ci propone. Il problema è che il singolo è uscito l’estate scorsa, credo Settembre se memoria non mi inganna. Non sarebbe stato il caso di proporre il nuovo singolo “Flicker”? Non ha la stessa forza, vero, ed allora scusate, ma avete sbagliato singolo! Il giubbetto chiuso come chi sta andando sulla neve, sotto ai riflettori non si può proprio vedere Marlon eh!
8 alla canzone; 7 al canto; 4 al look

Termina un’altra serata del Festival, ci si ribecca domani con gli altri 4 giovani e i giudizi sulle cover e tutto il cucuzzaro.

Fabio Fiume

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica