GIANLUCA GRIGNANI: “Amareggiato per i problemi tecnici. Il mio brano è portatore di speranza”

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Arriva Gianluca Grignani.

Il 12 febbraio è uscita la nuova versione del disco di Gianluca e ci racconterà cosa contiene oltre al brano di Sanremo.

Penso che la cosa più importante da dire sia che il disco è una riedizione piena di cose nuove. Il disco è venuto talmente bene che secondo me aveva bisogno di ancora più spazio. La canzone del festival è scritta per la gente, per noi, per gli italiani che in questo momento soffrono una situazione difficile.

Negli anni si ha tempo di maturare, ho anche avuto 4 figli, e ti accorgi che la tua attenzione non è più rivolta solo a te stesso. La canzone vuole andare oltre il palco, vuole arrivare alla gente e devo dire che ci sta arrivando, anche se il testo è più impegnato di quelli che di solito si sentono a Sanremo e ne vado orgoglioso. Penso sia la più bella canzone che abbia mai scritto e c’è anche un ritorno all’acustica.

Partiremo col tour da un palazzo di ghiaccio e finiremo a Taormina per mettermi in contatto con tutta l’Italia. Sul ghiaccio faremo un concerto in acustico di 45′, mentre le altre tappe dureranno 2h 15 e partiranno da Destinazione Paradiso.

Tu hai fatto un percorso con tante destinazioni, sei uno dei belli della musica italiana. Com’è cambiato il rapporto con le tue fans? Quale destinazione vuoi raggiungere dopo il paradiso?

Sono cambiato, ora scrivo meglio e sono più attento… scrivo più in fretta, riesco ad avere molta più lucidità nelle mie canzoni e c’è della tecnica sia sul palco, sia sotto il palco. Per quanto riguarda l’aspetto fisico sono cambiato, ma cerco di mantenermi in forma.
Il pubblico me lo sono guadagnato, è un pubblico trasversale.
Oggi sei funzionale al sistema se non hai contenuti ed è per questo che sono a Sanremo con Sogni infranti. La direzione è questa.

Ci sono degli aneddoti importanti nella tua carriera?

A Mar del Plata ho cantato davanti a tantissime persone ed ero io solo con la mia chitarrina in giro per il Sud America.
Aneddoti su questo disco divertenti? Il grande divertimento è stato fare delle canzoni nelle quali mi riconosco tanto.

Da Destinazione Paradiso a Sogni infranti. Cosa è successo?

Il Gianluca di oggi è un uomo di 42 anni che vede le cose come stanno, non ha l’ingenuità di un ragazzo e vuole vedere le cose cambiare prima di tutto per i propri figli. A 40 anni mi sento in dovere di dire le cose che vedo. Se non lo facessi, potrei anche andare in un altro paese.

La canzone vorrebbe essere un collante tra i pensieri degli italiani, è una canzone che personalmente mi dà benzina. E quando ho fatto la cover di Vedrai Vedrai… anche quella è una canzone di speranza, per tutti.

Ho scritto questa canzone tra settembre-ottobre e gennaio ed è successa l’alluvione a Genova che mi ha colpito molto, per i genovesi che si sono rimboccati le maniche per uscire dalla situazione. Ho preso questa idea pensando a tutti gli italiani, perché queste situazioni le ho viste altre volte.
Poi c’è la frase dell’inciso… è una frase che può essere dedicate a persone come Papa Francesco che prima di essere un Papa è un essere umano. Quest’uomo mi ha coinvolto perché esce dal suo ruolo e parla alla gente, ci vuole un coraggio immenso.

Tu hai detto che sei cambiato in questi 20 anni, hai smesso di urlare per parlare. Quali sono gli elementi fissi della tua produzione?

C’è chi ha accostato questa canzone alla mia prima produzione. Negli anni ho molto sperimento, la musica l’ho provata un po’ tutta e inizia ad interessarmi un po’ tutta. La chiave migliore per ora è l’elettroacustica perché sono le note che fanno la differenza.

Oggi che sei più grande e sei un artista più completo rispetto al passato, qual è il punto di incontro che hai trovato tra la fabbrica di plastica e quello con cui hai smussato gli angoli?

Io ho un’idea. Quest’anno cade il ventennale di Destinazione Paradiso e Fabbrica di Plastica e ho un progetto che li metterà insieme, ma non posso dire di più.
La similitudine con la Fabbrica di Plastica è nell’atteggiamento.
Il cambiamento che è avvenuto in me è l’umiltà, non guardo più solo dentro me, guardo fuori e se guardi fuori, il mondo cambia e trovi delle risposte e il linguaggio diventa semplice. Il tratto d’unione saranno gli archi, l’acustica e la chitarra elettrica usata con misura. Neil Young, se mi lasci il paragone.

Com’è nata la collaborazione con Marco Lodola?

Marco è un uomo che mi dà benzina, ho fatto il video nel suo atelier. Una persona che in questo progetto conta, è un’ispirazione e un aiuto. Passo spesso da lui e stiamo lì a parlare ed è cibo per la mente. Ha fatto un bellissimo lavoro per il palco e sto lavorando per la scaletta e lo show per dare molta profondità a quello che ha creato.

L’informazione e lo show che fa la stessa danza: a questo si può porre rimedio? Luca e Paolo hanno toccato lo stesso tema.

Loro due mi ricordano Tognazzi perché danno il colpo al cerchio e il colpo alla botte e danno il colpo al cerchio dove bisognerebbe dare il colpo alla botte. E’ sempre stato così, ma io non so stare zitto.

Ci sarà una collaborazione con Vasco Rossi?

Vasco è inarrivabile ed io sto prendendo una strada molto diversa. Mi piacerebbe molto, ce lo diciamo ma per ora niente…

Nek?

Se gli va, mi piacerebbe fare un paio di testi sulle sue musiche perché gli potrei dare del valore aggiunto.

ALL MUSIC ITALIA: Sanremo è uno spettacolo ed una gara. Cosa non ha funzionato nella sera in cui ti sei esibito?

Per mia grande fortuna esistono le radio, il brano sta piacendo molto. Durante la prima esibizione ho avuto un problema tecnico, la voce cadente. E’ una canzone difficile, in cui prendo un si bemolle. Quando canti one shot e via è più facile fare una canzone semplice. La mia è una canzone che ha bisogno di rodaggio e quindi è difficile fare un’esibizione perfetta. L’importante è fare un’esibizione che arrivi lo stesso.

Cosa ti succede quando scrivi una canzone?

È quello che mi succede quando calco un palco: spariscono le mie insicurezze che poi ricompaiono ancora più forti quando scendo. Tremo.
Non riesco neanche ad andare a vedere dei concerti quando non c’è questo tipo di sensazione.

Cosa pensi del futuro?

Il messaggio della canzone è la risposta: non permettere a nessuno che i sogni si infrangano e finiscano.

Ti sei arrabbiato per quel problema tecnico della prima serata?

Io l’ho detto chiaramente alle radio, ho detto la verità. Mi sono amareggiato, pensavo che qualcosa che non dipendeva da me potesse inficiare la mia esibizione. Stasera vediamo di fare meglio.

Hai mai pensato a stampare in vinile Destinazione e Fabbrica?

Ora non ti posso rispondere, ma potrebbe essere un’idea che mi hai dato tu.

Come mai la scelta di questa cover, Vedrai Vedrai? Cosa cambieresti nella tua vita personale o professionale?

La scelta è perché non potevo cantare la Bella Gigogin… è una canzone nelle mie corde, Adriano Pennino ha fatto un lavoro incredibile con gli archi. Ho cercato qualcosa che andasse bene accompagnata a Sogni infranti.
Cosa cambierei? Io non guardo il passato. Guardo le cose come stanno.

Quanto ti hanno cambiato i tuoi 4 figli? Sono la tua fonte di ispirazione?

Loro sono il mezzo, mi hanno insegnato l’umiltà, perché loro hanno così bisogno di attenzione ed energia e io ho dovuto mettermi da parte, perché ora è questo il mio ruolo e da quel ruolo sono rinato.

Come fai a stare vicino ai tuoi figli e conciliare il lavoro?

Ho una grande donna come moglie, farà piacere a Francesca!

  Blogger per caso. Così mi si potrebbe definire. Nonostante la mia formazione economica, la musica è sempre stato il sottofondo della mia vita e non solo: nel mio curriculum trovate la gestione di un fan club e una tesi di laurea intitolata “Il marketing degli eventi musicali live“. Vivo a Milano e di lavoro faccio la cattiva: sono quella che, quando andate a chiedere un finanziamento, dice di NO! Blogger per caso su All Music Italia.
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