TONY MAIELLO – SPETTACOLO – RECENSIONE

Tony Maiello

Esce oggi in digitale (e il 27 aprile nei negozi di dischi fisici) il nuovo disco di Tony Maiello, un album che potrei riassumere in una frase… lo “Spettacolo” della vita che risorge dopo il “Terremoto”.

Ci sono voluti 8 lunghissimi anni, come un fuoricorso all’università, ma alla fine i giorni della tesi sono arrivati; e Tony Maiello ne presenta una che ha come titolo Spettacolo, ed è pronto a discuterla snocciolandola in 12 capitoli, 12 canzoni (+ 1 ghost track, un Reading molto intenso ) musicalmente collegate tra loro, tutte basate sul racconto di questi anni che artisticamente non sono stati certo sani portatori di belle situazioni per il nostro, salvando strettamente gli ultimi in cui Maiello ha trovato spazio come autore nelle tracklist dei più importanti interpreti della nostra musica, da Laura Pausini a Francesco Renga, passando per Annalisa, Giorgia, Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Valerio Scanu, Simonetta Spiri ed altri ancora.

Ma adesso, come si diceva, è tempo che la tesi venga analizzata dai professori, critica prima, pubblico poi, e stabilire se il percorso di studi sia stato portato a termine con metodo, qualità, e soprattutto assorbito. Partendo dal metodo c’è da dire che Tony Maiello ha da subito chiarito che le canzoni le sa scrivere per davvero; esse appaiono, gusti personali a parte, infatti quadrate, ben strutturate nella loro forma pop che, rispetto al passato, è predominante sul gusto black con cui amava scrivere l’artista campano, che qui rimane solo a tratti nell’esposizione vocale dove, Tony, non mette via la sua proverbiale propensione alla modulazione. Quanto si dice è rintracciabile ad esempio in Amy Lee, brano migliore del lavoro, in cui la struttura avrebbe di suo aperture orchestrali che in un contesto live meriterebbero davvero un’orchestra a più elementi a supportarlo, mentre qui è chiaramente riprodotta con magie da studio e bottoni, su cui la voce di Maiello è evocativa e piena di colori che raccontano di come si possa essere a due passi eppur lontani.

Ti difenderò è la ballata di stampo elettronico sulla purezza dei sentimenti, quelli più nobili che automaticamente ti trasformano in scudo; difenderesti da tutto chi ami, persino dalla battaglia inutile contro il tempo che passa, come un moderno Don Chisciotte verso i mulini a vento, un brano che nelle intenzioni dell’artista è una delicata canzone contro l’omofobia, senza troppi proclami. In Spettacolo c’è spazio anche per far muovere piedi e bacino, grazie al funky de’ Il mio funky, lanciata come singolo qualche mese fa, ma che in maniera abbastanza discutibile non ha ricevuto attenzione alcuna nonostante fosse un brano estremamente funzionale, In Un battito dove invece ci si muove su territori dance con bagaglio a seguito di suoni vintage ed anche nel duetto con Raige che ha un insolito e piacevole filo conduttore country. E con pezzi funzionali così a disposizione fa strano che la scelta del singolo lancio sia caduta sulla title track, non perché non sia valida, ma perché trattasi di uno di quei brani carini che però non fanno la differenza in una carriera ed hanno più forza nel titolo e nel significato che gli si attribuisce che nella forma canzone che dovrebbe essere qui atta a sostene il progetto tutto. In tal senso è indubbiamente più forte Terremoto, che ha una sua energia anche nel testo autobiografico che racconta di paure, ricordi di occhi allo specchio dalla cui visione arriva solo fredda delusione, e della ripartenza, dalla propulsione ritrovata per rimettersi in gioco.
E se il disco è aperto da In alto, già singolo nel 2017, è chiuso da Non mi fermerò, in duetto con la giovane Giulia Penna, che suona più come un monito a se stesso, sorta di frase da ripetersi nel caso tornassero pensieri negativi.

Spettacolo è quindi la tesi giusta che il professore si aspettava dall’allievo Maiello, evoluzione di un percorso non facile che però ha qui e lì beneficiato di raggi di sole estivi che lo illuminassero. E’ leggero ma non stupido, ha attimi di riflessione ma non tediosi, ha qualche canzone cuscinetto ma non inutile da meritare lo skip, e con essa, gli occhi di ghiaccio del suo creatore ( con l’aiuto di Davide Simonetta, Kikko Palmosi, Sabatino Salvati, Marco Rettani, Michael Tenisci e Lorenzo Vizzini) appaiono pieni di vita vissuta e da vivere.

BRANI MIGLIORI: Amy Lee/Il mio funky/Terremoto
VOTO: Sette


TRACKLIST

1. In Alto
2. Davvero
3. Spettacolo
4. Amy Lee
5. L’Amore Che Conosco
6. Ti Difenderò
7. In Un Battito
8. Possibile
9. Il Mio Funky
10. Terremoto
11. Giungla (feat. Raige)
12. Non Mi Fermerò (feat. Giulia Penna)

 

EUR 7,99

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.