RECENSIONE: MANIA – RIKI

Riki

Gli Amici della scorsa edizione del talent di Maria Di Filippi sono particolarmente prolifici; dopo Thomas (qui la nostra recensione) infatti, nemmeno il tempo di rifiatare e anche Riki è pronto a tornare sul mercato, già conquistato col precedente Perdo Le Parole al momento disco più venduto di tutto il 2017.

Adesso è tempo di Mania, titolo del lavoro ma anche istinto irrefrenabile per tutta una serie di adolescenti verso il bel ragazzotto, che le ha rese capaci di presenziare a più date del suo instore tour, comprare più copie del suo album, scatenare scene d’isteria degne di ogni idolo generazionale. E si riparte da dove lo si era lasciato, come autore e cantore di un pop fresco ma anche irrisolto dal punto di visto della personalità. Riki canta le sue canzoni che sono però le stesse che potrebbe cantare qualsiasi altro cantante e si badi bene, non si tratta di canzoni brutte, ma tutte invece tremendamente convincenti dal punto di vista commerciale. Ognuna puoi immaginarla in un contesto specifico, come Aspetterò Lo Stesso che non solo non avrebbe sfigurato su un palco come quello di Sanremo, ma il Festival lo avrebbe proprio vinto, o In Equilibrio o Dentro La Notte che con i loro riferimenti elettronici uptempo e gli incisi ipnotici già si candidano ad essere il successo per il Summer Festival del 2018.
E’ proprio l’elettronica la novità nel nuovo disco di Riki, giocata in maniera molto essenziale, senza chissà quale ricerca o innovazione, s’intenda, scegliendo soprattutto suoni atmosferici adatti nel conferire sfumature ad una voce che è abbastanza lineare e pur se dotata di un bel colore personale, non capace di variare granché;; laddove si spinge infatti, come in Tremo, va poi verificata la resa live. Tutto è costruito proprio per la promozione, compreso il fatto che ogni brano duri tra i 2 minuti e 55 ed i 3 minuti e venti, il ciuffo sia a prova delle spume fissanti più forti del mercato ed i testi siano tutti girati attorno agli umori di giovani amori e personalità da evolvere; ma qui nulla in contrario, perché è giusto cantare la propria età. Nelle prime due tracce si giocano il meglio ed il peggio il disco, dove il punto debole è proprio il singolo scelto per lanciarlo, quella Se Parlassero Di Noi che assomiglia in modo pericoloso nell’inciso e nel mood ad Ancora un’altra volta di Annalisa, oltre ad essere un po’ troppo carica per la voce del nostro, e quello forte che è invece la piacevole Frena un po’ 80’s nella concezione e che racconta l’istinto passionale della giovinezza da tenere a bada.

Riki è idolatrato da moltissimi, vituperato da tanti altri che nemmeno rappresentasse il male impersonificato della musica italiana, ma forse andrebbero semplicemente eliminati questi estremi. Riki è un cantautore pop col bel faccino e con esperienze da fare per crescere e mostrarle, raccontarle anche nella musica; per il momento fa il suo cercando di piacere, come è giusto che sia, ad un pubblico che può capirlo ed anche se basta avere appena un lustro in più per non capire, poiché nel suo fa centro ha ragione lui e tutti quelli attorno a lui. E noi altri? Io sinceramente ci dormo tranquillamente e voi?

BRANO MIGLIORE: Frena/ Aspetterò lo stesso
VOTO: 6/10
TRACKLIST

1 Mania
2 Frena
3 Se parlassero di noi
4 Aspetterò lo stesso
5 In Equilibrio
6 Tremo
7 Dentro la notte
8 Il tempo intorno
9 Rumore di fondo
10 Vendicativa
11 Credi in te
12 Ainam

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.