RECENSIONE: NON SI FANNO PRIGIONIERI – SAL DA VINCI

sal da vinci

E’ di questi giorni l’accesa polemica per l’esclusione del cantautore napoletano Sal Da Vinci per mano di Carlo Conti dal prossimo Festival di Sanremo, dove si era presentato con un brano prodotto e scritto da Renato Zero dedicato alla città di Napoli, dal titolo Nanà. Ad alzare la polvere, un’intervista rilasciata proprio dal “Renatone nazionale” a Federico Vacalebre, celebre critico musicale de’ Il Mattino di Napoli, che letta, però, ammetto mi ha dato non poco da pensare.

E’ stata una polemica alquanto strana per almeno due motivi: i big del Festival sono stati comunicati il 12 di Dicembre, quindi, perché definirsi “inc…ati” soltanto un mese dopo? Secondo motivo è che l’album di Sal è uscito dieci giorni prima della comunicazione dei cantanti in gara, quando la direzione artistica del Festival, nella persona proprio di Carlo Conti, ha più volte in diretta ribadito che gli artisti hanno appreso di esser dentro o fuori, proprio durante quella diretta televisiva, come tutti gli altri comuni mortali, noi giornalisti compresi. Come mai quindi editare un album se si aveva la speranza di essere nel cast e quindi possibilità di uscire a Febbraio durante il festival e sfruttare l’onda della visibilità per guadagnare in termini di copie vendute? Che senso avrebbe avuto, eventualmente dentro, andare in ristampa appena due mesi dopo l’uscita?

Messi da parte questi dubbi, quel che Renato non ha digerito è il chiedersi lecitamente se tutte le 22 canzoni prescelte fossero migliori della sua e se tutte le ugole che animeranno la gara tra qualche settimana, fossero più prodigiose di quella di Da Vinci. A questa domanda sento di poter rispondere io, ed avrei potuto anche prima di ascoltare i brani in gara al Festival; no, Sal è vocalmente una spanna sopra oltre la metà degli artisti in gara. La pasta della sua voce è corpo ed anima assieme, è potenza e leggerezza al contempo, è impeto passionale e popolano chiasso, è evocazione di una tradizione messa al servizio di sonorità che con la tradizione giocano solo, ma poi si versano nel pop contemporaneo. Se però Nanà fosse migliore delle 22 tracce ascoltate non posso affermarlo, non conoscendo tale composizione; posso ritenere che lo fosse, data l’improbabilità di alcune proposte ascoltate, ma la mano sul fuoco…

Detto questo Sal Da Vinci è comunque sul mercato con il nuovo lavoro Non Si Fanno Prigionieri che è disco pieno di autori, ma inutile dire, nato sotto la supervisione, la penna ed i voli artistici di Renato Zero, a cominciare dal titolo che proprio Renato ha scelto. E forse, per giocar con esso, l’unico prigioniero è proprio Da Vinci, schiacciato dalle idee dell’istrionico mentore e la cosa non va però letta con un’accezione negativa. Spesso Sal ha infatti messo al servizio di scelte non eccezionali il suo carisma e la voce bella di cui prima. Oggi invece in Non Si Fanno Prigionieri, fatta eccezione per qualche scelta opinabile, come il brutto singolo guida, Bell’Italia, concepito forse col cuore ma con una visione un po’ populista e persa nel tempo del nostro paese, Meravigliosamente che di suo avrebbe anche un perché, se non fosse la fortissima somiglianza che la pone giusto a metà tra L’Amore Che Non C’è del noto amico Gigi D’Alessio e una più retrò Le Persone Inutili di Paolo Vallesi e la debole Qualcuno Che Mi Ami, più adatta a scivolare in fondo ad una track list che a comandarla, le altre composizioni sono tutte di livello medio alto al cospetto di quel che è il pop di oggi.

Brilla ad esempio la samba di E Ancora Vita che, pur avendo lo stesso ingresso di inciso di Il Tempo Vola, brano che faceva parte dell’album E così che gira il mondo, ma che ricordano solo i circa 15.000 acquirenti di quel disco ( e mi spiace ma io son tra quelli ), vive di delicatezze di fiati e percussioni ed è lecito aspettarsela come brano estivo con tanto di video di falò sulla spiaggia, camicie aperte e gonne che girano alla luce dello stesso. Dettagli è un brano che ti aspetti positivamente da Da Vinci, quel territorio in cui ha pochi pari, dove le ugole vibrano ed il sentimento è tangibile come squarcio di lama in cui si annidano i dettagli, per l’appunto, da non tralasciare mai se si vuole che una storia vada avanti, che un amore vinca e continui ad esistere. Singoli mette a confronto artista e mentore, sfruttando territori di tonalità basse molto nelle corde del re dei sorcini; Conosci la gente, s’infila dovunque canta Renato con la saggezza di chi ne avrebbe tante da raccontare, prima che i due uniscano le loro voci. La vita non sono solo sorrisi, per gli ostinati un premio c’è, si canta nella soffice Puri Diamanti, tutta chitarra acustica con qualche riverbero latino e finale orchestrale su cui Sal va di sottrazione, accompagnando e non cercando di sovrastare intelligentemente un arrangiamento che non lo meriterebbe.

Notevole la scelta di inserire come cover affrontata con rispetto e dedizione Amico Che Voli, brano che fu terzo singolo dall’omonimo album del 1982 di un mai troppo presente Eduardo De Crescenzo, che oltre ad essere nelle vene di Da Vinci, è in passato stato sempre citato positivamente da Renato Zero che in una vecchia intervista, non ricordo a firma di chi, mi si perdoni, dichiarò addirittura di non spiegarsi come mai nessuno pensasse a richiamare lo schivo cantautore e musicista, per dargli nuova ribalta. Magari Eduardo non la cerca nemmeno e si accontenta dei suoi seguiti live , ma allora la domanda a Renato nasce spontanea: “Perché non si candida alla direzione artistica del prossimo Sanremo visto che Conti lascia”?
Il precedente c’è già con Gianni Morandi e poi forse, chi meglio di un musicista?

Non Si Fanno Prigionieri quindi non sarà presentato a Sanremo, pazienza! Resta un disco che ha il suo specifico luccichio, più duraturo delle effimere luci natalizie che recentemente abbiamo chiuso in ripostiglio, che forse difficilmente toccherà le anime che non amano il pop melodico, ma a cui altrettanto difficilmente sfuggirà di riconquistare quelle che attendevano trepidanti di avere nuovi canzoni per il cuore.

BRANO MIGLIORE: E’ Ancora Vita / Dettagli
VOTO: 7/10
TRACKLIST

1. Qualcuno che mi ami
2. E´ancora vita
3. Dettagli
4. Meravigliosamente
5. D’istinto e di cuore
6. Singoli feat Renato Zero
7. Bella Italia
8. Puri diamanti
9. E´mezzanotte
10. Amico che voli

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica