RECENSIONE: COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI – OMAR PEDRINI

omar pedrini

In un mercato italiano sterile, asfittico e concettualmente poco profondo, Omar Pedrini è una graditissima anomalia, l’esatto opposto dello status quo.

Parliamo di un artista con la A maiuscola, poetico e visionario, con una maniacale cura verso il proprio lavoro e un immaginario vario e vasto esattamente come i suoi 50 anni vissuti assai intensamente.
Omar è passato in mezzo alle gioie e alla frustate che la vita gli ha riservato senza battere ciglio, rimanendo un puro di cuore – già, proprio lui che con il cuore ha avuto così tanti problemi – e questa purezza intellettuale è oggi il magma su cui ribollono tutte le sue bellissime sfaccettature. E sono tantissime.
Mentre tutto intorno vibra un tiro decisamente rock, di quel rock dritto e tirato che non fa prigionieri, il viaggio nel mondo dell’ex leader dei Timoria ha inizio.
Un viaggio in cui si mescolano frammenti brit pop (Sorridimi e la title track), rock muscolare da cantare a squarciagola nei palazzetti (Angelo Ribelle, che vede la partecipazione dei flauto magico di Ian Anderson dei Jetro Tull ed è ispirata al quadro di Paul KleeAngelus novus” ), echi beat (Desperation Horse con il testo dell’ultimo poeta della beat generation ancora in vita, l’immenso Lawrence Ferlinghetti) e tinteggiature ritmiche profondamente blues che ricordano un Battisti più sporco che suona pesante (Fuoco a Volontà).
Ma non è tutto.

Dentro questo caleidoscopio di poesia e schitarrate senza un domani c’è spazio anche per Noel Gallagher degli Oasis (che è un insospettabile fan di Omar e gli ha concesso la possibilità di reinterpretare in italiano una delle sue canzoni meno conosciute, Simple Game, che nella versione del nostro diventa Gioco Semplice); come c’è spazio per raccontare l’amore che brucia in salsa pop-rock (Ancora Lei e Dimmi Non Ti Amo). Proprio queste due canzoni, a modesto parere di chi scrive, sono forse i passaggi meno incisivi di un disco che riesce a cucire emozioni vive e lunghe come il metro dei sarti.
Ora attenzione: in ogni opera rock che si rispetti ci sono almeno un paio di ballate, dove i volumi si abbassano ma salgono le emozioni. La dedica di Pedrini alla sua città adottiva (Il Cielo sopra Milano) è intensissima e arriva a purificare il destino come un giorno di pioggia sulla strada verso l’ashram della propria anima; i dolcissimi ricordi di un amico perduto lungo il cammino fanno invece grande Freak Antoni, dedicata al folle e sfortunato frontman degli Skiantos, e impreziosita dalle suggestioni dell’orchestra del Royal Albert Hall College.
Il disco si chiude con il rock frizzante di Sorridimi, una boccata d’ossigeno e speranza, quella di un padre che ritrova se stesso e la voglia di lottare grazie alla propria figlia.

Come Se Non Ci fosse un Domani più che un disco è un viaggio dell’anima, a soul journey come dicono gli americani, fra i testi lucidi di un poeta survival che ha corso a perdifiato giocandosi se stesso oltre ogni ragionevole dubbio e un suono compatto che questa volta sceglie di non sperimentare troppo ma di arrivare urgente, secco e dannatamente rock. Questo lavoro riconsegna alla nostra Italia martirizzata dai talent uno dei suoi interpreti musicali più complessi e talentuosi. Ascoltare Pedrini e scegliere di immergersi nel suo mondo significa scoperchiare non uno ma cento diversi universi paralleli, realtà dove confluiscono viaggi on the road, ispirato cantautorato, spiritualità orientale, rock tradizionale, accenni folk. E ancora: Neil Young, gli Who, la poesia di Ginsberg e Ferlinghetti, il letto disfatto dopo un amplesso consumato con tanta lascivia ma altrettanto rispetto, una strizzata d’occhio all’ecologia, il mondo che viaggia veloce, gli Oasis, il sorriso di un bambino, un cuore matto che pulsa vita su vita.
E sì, amici, lo zio rock è tornato.
Se uscissero più dischi così e i giovani li ascoltassero sono convinto che il paese diventerebbe un posto migliore.
Ciao guagliù

BRANO MIGLIORE: Angelo Ribelle
VOTO: 7,5/10

TRACKLIST

1. Come se non ci fosse un domani
2. Fuoco a volontà
3. Dimmi non ti amo
4. Il cielo sopra Milano
5. Un gioco semplice
6. Angelo ribelle
7. Desperation Horse
8. Ancora lei
9. Freak Antoni
10. Sorridimi

 

  Federico Traversa aka F.T. Sandman è scrittore e co fondatore di Chinaski Edizioni, casa editrice genovese indipendente. Ha scritto decine di libri a tema musicale: da Bob Marley alla prima biografia su Jim Carrol e altri ancora in collaborazione con Tonino Carotone, con il rapper Vacca, Babaman, gli Africa Unite e Don Andrea Gallo (quattro libri dal 2008 al 2012). E' autore insieme ad Andrea Napoli e con la collaborazione del rapper Tormento del libro “Who Shot Ya?”, sulla tragica morte delle leggende del rap Tupac Shakur e Notorious B.I.G. Nel 2014 a un anno dalla morte di Don Gallo, Federico pubblica “Camminare Domandando- Ultime conversazioni con Don Andrea Gallo” (Chinaski Edizioni).
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