RECENSIONE: IL CODICE DELLA BELLEZZA – SAMUEL

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Alla vigilia del lancio di questo suo primo disco solista, Samuel, leader dei Subsonica, ha spiegato che era questo il suo modo di raccontare l’amore, dando voce ad ogni sfaccettatura di questo sentimento che muove tutto e tutti, ma anche di aver deciso di affrontare quel temibile mostro che è il pop; fare un disco pop come missione, lui che con la sua ventennale esperienza nella band ci aveva girato sempre attorno, senza mai sbatterci contro. Ed ascoltato questo Il Codice Della Bellezza la prima cosa che salta alla mente, forte, prepotente ed insopprimibile è un grandissimo meno male!

Samuel ha infatti realizzato un album di estrema sapienza e gusto, non rinnegando il suo passato con la band, per altro assolutamente non concluso, ma senza restarci prigioniero, riuscendo a scovare melodie che possono cantare tutti ma senza rinunciare a farciture musicali che lo staccano più di uno scalino dalla conformità di genere. Il passaggio per Sanremo 2017 è stato appunto un passaggio, il modo più veloce di far sapere che Samuel aveva lavorato ad un disco da solo e Vedrai ha messo effettivamente tutti d’accordo: la critica che lo ha elevato a paladino di stile, le radio che lo hanno promosso tra i brani più passati per diverse settimane, il pubblico immediato che gli ha fornito l’accesso alla finale consentendogli tutti i passaggi possibili, ed il pubblico a lungo termine che lo ha premiato con un ottimo secondo posto in classifica, dimostrando attesa e curiosità.

Samuel ci ha però saputo fare, sondando il terreno con due brani in anteprima molto diversi tra loro, lasciando subito intendere che aver fatto un disco pop, non significava certo essersi dimenticato di essere uno dei re della sperimentazione; e così dopo La Risposta godibile uptempo, sorta di punto di congiunzione tra il mondo Subsonica e quello solista, è arrivata Rabbia, gioiellino concepito di strofe dove l’interruzione è ritmo, le voce e la base si muovono ad incastro, parla una tace l’altra, fino sfociare in un inciso che è melodia cantabile, di quelle che anche uno dei cantanti classici, tutto polmoni e belle note, avrebbe potuto far suo.

La produzione del ricercatissimo Michele Canova Iorfida è qui valore aggiunto che rende tangibili le idee del nostro, senza conferire il solito marchio di fabbrica che molti dischi da lui prodotti accomuna, mentre Jovanotti, coautore di alcuni brani, è giusta presenza perché esempio forse più vicino del tipo di pop a cui era giusto approdasse Samuel. Ed i due insieme si divertono in Voleva Un’Anima, brano ficcante ed al contempo di contenuto, vero algoritmo per individuare Il Codice Della Bellezza, che qui è reale, non c’è trucco, non c’è botox. L’abitudine è qualcosa da cui è difficile non fuggire si canta in Il Treno e si contrappone al senso di libertà che sembra essere alla base di un vero amore per Samuel, e che ricorre in diversi pezzi come La Statua Della Mia Libertà o Più Di Tutto. I manifesti che fissi nella solitudine di una città che adori e che detesti, al contempo, per le stesse ragioni, sono il racconto in forma ballad di La Luna Piena che, per il gioco delle varie sfaccettature del sentimento, viene subito bilanciata dalla leggerezza dall’ amore fugace di Passaggio Ad Un’Amica, che ha strofe “tiromancinate”.

Samuel ha trovato Il Codice Della Bellezza e lo ha usato per aprire la cassaforte del pop, ma non ha trafugato refurtiva scappando, anzi, come un Robin Hood moderno ha preso gli ingredienti dal suo interno, li ha mescolati, ha creato cose nuove e ce le ha rese, affinché tutti noi possiamo bearci di un ascolto piacevole e ricco. Samuel insomma mischia le carte del pop e ce lo rende nuovo.

BRANI MIGLIORI: Voleva Un‘ Anima/ Rabbia
VOTO: Otto ½

TRACKLIST

1 – La Risposta
2 – Vedrai
3 – Rabbia
4 – Il Treno
5 – Più di tutto
6 – La Statua della mia libertà
7 – Qualcosa
8 – Come una cenerentola
9 – Voleva un’anima feat Jovanotti
10 – La Luna piena
11 – Passaggio ad un’amica
12 – Il Codice della bellezza

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica