RECENSIONE: BEST OF SOUL – MARIO BIONDI

mario biondi

Quando ben dieci anni fa si distinse nell’etere una canzone dal sapore d’altri tempi, figlia di un soul anni 70 che variegava fino ad ambientazioni dance, in molti pensarono si trattasse di un brano postumo del gigante buono, campione di stile, quale Barry White. L’arcano una volta scoperto ebbe persino del sorprendente; la canzone si intitolava This is what you are e colui che la cantava non solo era di pelle bianca, a dispetto del suono della voce, ma era italianissimo, siculo con l’esattezza e rispondeva al nome di Mario Ranno, in arte Mario Biondi. Ed in comune con il famosissimo e scomparso artista americano, oltre che la voce, il talentuoso Mario rivelò soltanto la definizione di gigante, che però non derivava dalla mole ma dall’altezza spropositata.

Sono passati dieci anni eh si! Dieci anni che quel ragazzone di belle speranze, Mario Biondi per tutti, ha speso trasformandosi in un artista imprescindibile del nostro panorama musicale, unico con la sua voce profonda che cavalca uno stile in cui nessuno riesce ad apparire credibile quanto lui. La sapienza e la padronanza dello stesso arriva da anni di gavetta, di live in lungo e largo per tutta la penisola che gli han permesso di non essere impreparato all’arrivo del successo. Dieci anni in cui Mario ha collaborato con i più grandi della nostra musica, non disdegnando altresì emergenti di belle speranze, trovando in tali collaborazioni linfa vitale poi collimata in progetti propri, come quando duettò con Renato Zero, per l’album di lui Presente e per la cui Tattica incise If ad oggi il suo disco più venduto con oltre 200.000 copie. O come quando recentemente ha prestato la sua voce per condire l’ipnotica Solo Baci per l’album del ventennale dei ricostituiti Dirotta Su Cuba, il tutto passando per gli incontri con Amalia Grè, Anna Tatangelo, Karima, Ornella Vanoni, Rocco Hunt, Marcella e Gianni Bella che fu uno dei primi a scommettere su di lui.

Adesso, alla vigilia di un nuovo tour teatrale, di quelli interminabili a cui è abituato ed ha abituato il proprio pubblico, per Mario è arrivato il momento di festeggiare questi dieci anni con un corpulento doppio Best Of Soul, in cui racchiude non solo i tanti successi, ma anche sette nuovissimi inediti, pronti a trasformarsi in altrettanti classici da portare con se in giro. Basti ascoltare il primo estratto, Do you feel like i feel in cui la sua voce profonda gioca con i fiati ed archi con una sapienza di dosaggi tali che fai fatica a capire a cosa prestare primariamente l’orecchio; nulla è trascurabile in questo arioso gioiellino. I riferimenti restano ben saldi anche negli altri inediti che oltre alle atmosfere soul, vellutate di dance 70’s, non trascurano mai orchestrazioni “bacharacchiane come in The Mystery of Man , o propensioni jazz, sprizzate di bossa, come in You are my queen. Per Stay with me ti verrebbe da chiedergli perché non abbia chiamato Lisa Stansfield ( che per il suo ultimo Seven si è mossa decisamente in linea ) per un duetto che avrebbe fatto indubbiamente parlare. Gratitude è condita con un buonissimo olio di provenienza Motown, storica etichetta black che negli anni sessanta e settanta ha fatto sonora differenza tra le proprie pubblicazioni e le altre e che, si è pronti a scommettere, per Mario avrebbe fatto carte false pur di averlo in scuderia. Ma come si diceva, Best of Soul è anche l’occasione per riascoltare tutti i suoi classici, uno dietro l’altro, da quella rivelatrice This is what you are a Be Lonely , dalla allegra Shine on alle più recenti Love is a temple e Nightshift , successi che han permesso all’artista catanese di fregiarsi di ben 6 dischi di platino e svariati d’oro e nella conta non si sta considerando il pluripremiato MarioChristmas che un paio d’anni fa ha allietato le nostre feste strennate.

Dieci anni di carriera sono un traguardo importante per un artista ed esso lo è ancor di più se, come nel caso di Mario, questo traguardo ha in se la scritta “Start” annessa; coincide con un nuovo inizio, con nuovi teatri da girare, palchi di cui calpestare le assi, mai domo, mai appagato, sempre con quella voglia di far ascoltare il meglio dell’ anima, il best of soul.

BRANO MIGLIORE ( tra gli inediti ): Do you feel like i feel/ You are my Queen/ The Mystery of Man
VOTO: 7+/10


TRACKLIST

CD1
1. Do you feel like I feel
2. Chilly girl
3. You are my Queen
4. The mystery of man
5. I will never stop loving you
6. Stay With me
7. This is what you are
8. A Handful Of Soul
9. No Merci For Me
10. Rio De Janeiro Blues
11. Never Die

CD2
1. Gratitude
2. Be Lonely
3. Shine on
4. What have you done to me
5. Deep Space
6. Come to me
7. Open up your eyes
8. Love is a temple
9. Another kind of love
10. All I want is you
11. Nightshift

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica