TUEFF – MY RAPLOSOPHY – RECENSIONE

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Il suo vero nome è Federico Flugi, ma ha scelto di lasciarsi conoscere dal pubblico con quello d’arte; stiamo parlando di Tueff, nuovo esponente del rap made in Naples, che dal capoluogo campano parte alla conquista di un suo posto al sole; nuovo ovviamente per chi non frequenta i movimenti di stile appena un cerchio fuori dalla popolarità di massa. Adesso, dopo tante collaborazioni e varie esperienze artistiche è arrivato il momento di entrare in quel cerchio e l’approccio è questo disco intitolato My raplosophy, in cui attraverso la non facile strada del dialetto partenopeo, che definire dialetto è quasi un’eresia, (come racconta in Paisà) , si propone all’intera nazione, forte però degli esempi che nella storia si ripetono, partendo dai recenti Clementino e Rocco Hunt, passando per Almamegretta e 99 Posse, fino a scomodare il grande Pino Daniele, che stanno li a ricordare che se la musica è buona, se la proposta è valida per argomenti e preparazione, i risultati arrivano lo stesso, anche in un dialetto che non è di tutti.

Ed in My raplosophy il buon Federico dimostra di avere ben chiare le idee, sulla musica che lo ispira, di chiara matrice 90, con qualche concessione anche ai due decenni antecedenti e soprattutto sulla visione che ha dei suoi luoghi natii, sempre sospesi tra paradiso ed inferno. Fuga poi dalle abitudini più frequenti delle nuove generazioni, quelle di nascondersi magari dietro un computer per dire cose che a viso aperto ed occhi negli occhi non direbbero, il tutto raccontato in Mentalità, forte di un loop incisivo e di un inciso che sembra strappato a dischi r’n’b degli anni 70. Si rivendica la non conoscenza da parte dei giovani di cosa sia un vinile e quelle sonorità Tueff le va a riprendere in un pezzo come Ogni vota, dove è campionato un sax, elemento base di molte produzioni 80/90.
I ricordi sono alla base di Comm’era e mettono in asse il passaggio, caro a tutti i napoletani, di Maradona presso i nostri lidi ed i trionfalismi, più effimeri certamente, per un goal di Higuain oggi.
La musica è liberazione, come si canta in Ce metto ammore , ma questo è intuibile in tutte le 15 tracce di My raplosophy, che si avvale oltremodo di collaborazioni degne di nota, tra gli altri di Marco Zurzolo, Monica Sarnelli, Valerio Jovine, Dj Jad, Ciccio Merolla e tanti, tanti altri, come a valorizzare la sensazione che Tueff è arrivato per restare, farsi notare, crescere.

Se My raplosophy è la partenza, allora Tueff non ha fatto uno scalino, ma già un’intera rampa di scale.

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica