“LIBERE” – DEBORAH IURATO – RECENSIONE

deborah_iurato_copertina_libere

Ad essere onesti non ce l’aspettavamo, o perlomeno non così presto, il ritorno di Deborah Iurato, ultima vincitrice di Amici di Maria De Filippi, che è già da qualche giorno tornata sugli scaffali degli store musicali con Libere, il suo nuovo album; ad accompagnarla, una squadra di professionisti di tutto rispetto: dalla rinomata produzione di Mario Lavezzi e Nicolò Fragile, ai prestigiosi contributi “autoriali” offerti da Fiorella Mannoia, Bungaro e Cesare Chiodo passando per l’inedita accoppiata rap con Rocco Hunt.

Dieci canzoni inedite sul tema delle donne, perlopiù innamorate, alle prese con le vicissitudini dei loro destini senza particolari varianti sul genere, già anticipate in radio da qualche settimana con L’amore vero, il primo singolo estratto, scritto dal cantautore Lorenzo Vizzini così come la titletrack che nell’insieme rappresentano, lo diciamo subito, il meglio di tutto il disco.

Tutto il resto scorre senza sorprese, tra melodie- pop – italiane poco attuali sentite già tante volte ( Aurora, Domani mi avrai già dimenticato); esperimenti falliti (malgrado le buone intenzioni) come Sono molto buona , il featuring d’ispirazione R&b con Rocco Hunt che fatica a compiersi dando l’idea di essere rimasto poco più che un demo poco sviluppato o l’audace provocazione (nel titolo) di Giochi proibiti, un brano che potremmo trovare in un qualsiasi album italiano dimenticato dagli anni 90 ad oggi.

La mancanza di una direzione stilistica personale è forte (probabilmente data da un’eccessiva fretta di tornare in tempi stretti sul mercato) ed influisce sulla riuscita e la destinazione di un lavoro poco centrato come questo malgrado gli sforzi notevoli di Deborah nell’interpretazione.

Nonostante le premesse ci fossero tutte, ancora qualcosa non ci ha convinto: Libere è album monotono , sia nei contenuti che nella parte musicale, che non mette in luce la personalità della giovane interprete siciliana, e non riesce mai a fare la differenza risultando nella quasi sua totalità un po’ noioso e scontato.
La bella voce e la grinta di Deborah da sole non bastano ad arricchire un progetto prevedibile che non le rende per niente giustizia ed aggiunge davvero poco al suo percorso artistico appena cominciato.

CANZONE MIGLIORE: Libere
VOTO: 5/10

  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
segui su:

  • Andrea

    sei molito bravo simone,complimenti

  • Con questa recensione avete sminuito una giovanissima e bravissima cantante che a poco a poco sta cercando di entrare nel panorama della musica italiana. Deve essere supportata e non massacrata! Non credo che il suo album si meriti un 5 come voto. E’ vero, deve ancora crescere ma è giovane e ha una lunga strada d’avanti a se. Poi scrivere “esperimento fallito” il duetto con Rocco Hunt lo trovo ingiusto! Il termine monotono poi non l’ho capito.