Irama – Giovani – Recensione

Irama

Il ferro va battuto finchè caldo, avrà pensato la casa discografica di Irama, che prima che i talent producano nuovi nomi da lanciare sul mercato, pubblica già un nuovo lavoro di quello che è uno dei campioni di questo 2018 in musica, il vincitore dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi che, col precedente lavoro, è già prossimo al triplo disco di platino a meno di 6 mesi dalla pubblicazione. O forse le cose non stanno proprio così!

Già, perché Irama prima di approdare e poi vincere il talent targato Mediaset, era fermo nelle scuderie della sua casa discografica da quasi due anni, trascorsi senza smettere di scrivere ed aspettando semplicemente di avere una nuova occasione per essere pubblicato. E’ chiaro quindi che il nostro avesse accumulato molto materiale da poter produrre più di un piccolo EP uscito a ridosso della vittoria; ed allora ecco qui pronto e servito questo Giovani, lavoro che arriva a sfidare i campioni delle vendite per il prossimo Natale, periodo in cui il giovane Filippo (questo il suo vero nome) si candida seriamente ad essere una delle strenne in musica da scartare sotto l’albero.

La scrittura di Irama si mantiene per il momento inalterata nella sua struttura base, continuando ad unire melodia e parti rappate, rabbia, rivalsa e sentimento “cazzaro”, talvolta “caciarone” come del resto età impone. Tuttavia il nostro ha rafforzato le porzioni cantate ed in questo, forse, le lezioni nel talent sono servite, migliorando pure la capacità interpretativa, che aveva comunque di suo, anche nei precedenti lavori, una forza impulsiva che rendeva abbastanza personali i suoi racconti.

In questo Giovani la cosa viene fuori ad esempio in un brano come Non Mollo Mai, in cui Irama rivendica il suo modo d’esprimersi, contro chi lo critica, contro chi lo accusa di un linguaggio poco forbito in un paese in cui si va a Sanremo a cantare i buoni sentimenti che poi si rinnegherebbero per un premio e giocando con l’essere sto-nato , nato, nato per stare su un palco. Icaro non è solo il titolo di una ballata, ma anche icona perfetta del racconto del testo: “mentre ti guardo tu sei bella da confondere, sei il sole visto da vicino, un fuoco che mi brucia vivo…”, mentre Poi, Poi, Poi… ha base r’n’b che fa molto ballad da diva americana patinata, alla Mariah Carey, ma un testo che è più un testamento che racconta dove è adesso Filippo, che nonostante il n°1 in classifica, non ha scordato chi è, da dove viene e chi gli voleva bene. Peccato che non passi, ascoltandola, la sensazione di pezzo finito, ma più quella di un disimpegno tra una traccia e l’altra ( cosa molto americana anche questa, soprattutto nei dischi urban/r’n’b ), essendo composto semplicemente da una strofa, molto forte tra l’altro, tra due incisi, uno di intro l’altro di outro, senza ulteriori sviluppi.

Si gioca di basso e mood anni 70 in Escort, più forte nell’intenzione musicale che nel testo, leggerino, mentre si sale in cattedra con la conclusiva Title Track, dove si può pensare più a liriche messe lì apposta per far sgranare gli occhi, una volta usate le orecchie, ma che sono invece realtà di sabati sera dei giovani, che cercano un posto per avere un po’ d’intimità, e pelle d’oca; nel pezzo Irama s’impertica pure in note mai proposte prima, su ritmica e chitarra che essenzialmente tengono in piedi un brano funzionale e quadrato, completo.

Se Rockstar sembra una fragile evoluzione della già di successo Nera, Vuoi Sposarmi? sembra invece la classica canzone per le battute finali delle esterne di Uomini & Donne, quando ormai è già chiaro quale sarà l’epilogo e serve la canzone per sognare. Il singolo guida Bella e Rovinata è una ballata che mostra altresì un Irama più adulto come interprete della sua giovane età e può servire ad ampliare il suo pubblico al momento già comunque vasto.

Giovani, ascoltato con attenzione, è al fine un album che rivela una capacita di scrittura in veloce maturazione; Irama ha un suo mondo, delle sue battaglie da fare che si manifestano in una voglia di dire le cose chiaramente, non nascondendole dietro falsi perbenismi. L’errore che può esserci è quindi effettivamente la fretta: se forse si fosse aspettato un po’ di più, la tracklist sarebbe stata composta da tutte canzoni forti, tralasciando qualche scelta di mestiere e pertanto trascurabile. La strada può essere in discesa per il cantautore e, dicendo ciò, non intendo a livello di successo, che quasi sicuramente lo bacerà anche per questo nuovo lavoro, ma parlo di credibilità artistica. Le capacità ci sono… lasciamolo fare, l’artista è in evoluzione.

BRANI MIGLIORI: Giovani, Non Mollo Mai
VOTO: Sei ½


TRACKLIST

1. Bella e rovinata
2. Rockstar
3. Non mollo mai
4. Icaro
5. Stanotte
6. Poi, poi, poi…
7. Escort
8. Vuoi sposarmi?
9. Sceglimi
10. Giovani

 

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.