Recensione: Federica carta – Molto più di un film

molto più di un film

Spesso, la storia insegna, nel mondo del pop un bel faccino può essere un importante lasciapassare per le classifiche, anche quando quel che dici è abbastanza convenzionale e tutto sommato rintracciabile nei tre quarti dei dischi che già le popolano. Federica Carta, amica di Maria prima, artista in proprio poi, può in un certo senso essere tranquillamente rintracciata per questa strada; ha un faccino niente male, espressivo e con un broncio naturale attraente, e canta di amori che vanno, vengono, se ne rivanno e ritornano ad oltranza e quindi… Eppure qualcosa di diverso c’è.

Federica ha una pasta vocale personale, non particolarmente votata al virtuosismo, ma dal colore particolare che sembra portarsi dentro quel broncio naturale di cui prima, una vena malinconica che la rende tutto sommato riconoscibile. Così ti trovi a pensare che ascoltando il suo nuovo album, si sia un po’ esagerato nel definirlo Molto Più Di Un Film, ma al tempo stesso, almeno la menzione come serie tv ben fatta gliela daresti tranquillamente.

La cantautrice romana mette assieme 11 tracce di pop convenzionale, con qualche sfumatura soul qui e lì, che però hanno un mood costante, ma che pezzo dopo pezzo, ti svelano qualcosina in più, proprio come una fiction ben scritta, di cui spesso intuisci il finale, ma per arrivarci a quel finale vieni sorpreso da divagazioni originali.

Attualmente la promozione del disco è affidata al secondo singolo estratto, Sull’Orlo Di Una Crisi d’Amore, proposto assieme ai La Rua, band anch’essa passata per i banchi dell’accademia Mediaset ma già d’esperienza live tra club e piccoli palchi; si tratta di una pop song a due voci ben combinate assieme, su ipnotico tappeto elettronico, che tratta di mancanze da cercare di sedare tra la propria crisi e l’anima dell’altro/a. La ricerca è un po’ il film rouge di tutto il disco: ricerca di se stessi, della verità in un amore, di tracce di un passato migliore, di speranze per un futuro invece incerto. La ballata Quanta Vita Serve è un’ovvia richiesta per dimenticare qualcuno, ma ha l’intelligenza di capire che il primo passo da fare è l’innamorarsi nuovamente prima di se stessi, mentre Il Sole A Mezzanotte è dibattito malinconico tra accuse di rabbia e ricordi di ciò che fu, quando ci scambiavamo gli elementi, tu eri fuoco ed io terra. La title track è un sogno abbastanza stereotipato che, pur se funzionale, segue stilemi internazionali soprattutto nell’arrangiamento, con cori modaioli e La Fine Di Un Attimo si muove ingenuamente sulla stessa linea, tanto che potrebbe essere una sorta di follow up … se solo il primo avesse avuto un successo importante; dal punto di vista radiofonico appare più forte Amarsi E’ Una Cosa Normale, che ha ritmica incalzante, che esplode nell’inciso e ben si presta alla stagione che arriva, mentre il tocco di maggiore originalità arriva dal fondo della tracklist con Due In Questa Stanza che ha suoni elettronici ovattati nelle strofe ed un inciso aperto che non rispetta le rime baciate, ma è un po’ come rompere le attese di cui forse un po’ tutto il disco è prigioniero.

Molto Più Di Un Film è quindi un album che si può tranquillamente trascurare ed allo stesso tempo un disco che si potrebbe persino amare; ha caratteristiche per dare soddisfazione sia a chi vuol distruggere i giovani post talent ma anche a chi invece cerca una manciata di canzoni nuove da cantare e fare proprie senza troppo sforzo. Il peccato è che la voce di Federica Carta meriterebbe qualcosa di meglio che ravanare per campi già ampiamente battuti… più o meno da tutte le cantanti pop!

CANZONI MIGLIORI: Due in Questa Stanza/ Amarsi E’ Una Cosa Normale
VOTO: Sei =


TRACKLIST

1. Molto Più Di Un Film
2. Sull’Orlo Di Una Crisi D’Amore feat. La Rua
3. Tra Noi è Infinita
4. Quanta Vita Serve
5. Il Sole a Mezzanotte
6. La Mia Verità
7. Amarsi è Una Cosa Normale
8. Dove Sei
9. La Fine Di Un Attimo
10. Due In Questa Stanza
11. Tutto Quello Che Ho

 

 

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.