Perché il vero gansta rap in Italia l’ha fatto solo FABRIZIO CORONA.

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Mi dispiace tanto per i Club Dogo, i Truce Clan e tutta la lunga serie di giovani tatuati che hanno fatto della triade figa, tatuaggi e follower su Instagram il proprio stile di vita ma il vero gansta rap in Italia l’ha fatto solo Fabrizio Corona.
Già, proprio lui, l’uomo più chiacchierato e spesso ingiustamente odiato di quella recente storia italiana che profuma di carta patinata.

Una serie di amori tormentati con alcune delle donne più belle dello stivale, dalla Moric a Belen. Roba da far impallidire Jay Z.
Una relazione coniugale finita male con ripercussioni nel rapporto col proprio figlio, e qui non si può fare a meno di ripensare alle vicende di Eminem con la moglie Kim e la figlia Hailie.
La galera, tanta galera, in un carcere duro come quello di Opera insieme a gente tipo Olindo Romano e i boss mafiosi. Sì, amici, esattamente come Tupac poco prima di firmare per la Death Row di Suge Knight.
E poi le fughe dalla polizia in stile Puff Daddy, il corpo palestrato alla 50 Cent, la propria linea d’abbigliamento come Lil Wayne, eccetera, eccetera, eccetera.

No, sul serio, con il bel Fabrizio pare che l’immaginario spesso inventato della musica rap abbia preso vita nelle sembianze di questo ormai ex ragazzo di buona famiglia milanese.
Uno con un ego grande come il Duomo e il cervello fino, che a un certo punto decide di giocare la propria partita esistenziale in direzione ostinata e contraria, fregandosene beatamente delle regole e approfittando delle succulente bistecche prive di morale che nutrono il mondo dello show biz sin dalla comparsa del termine stesso. E, si sa, la fortuna premia sempre il coraggio, ed ecco che il nostro diventa la versione edonistica, un po’ amorale e tanto tatuata di un impavido Robin Hood di fine millennio.
Un Robin Hood che, parole sue, ruba ai ricchi per dare a se stesso. Ed evidentemente fa bene il suo lavoro, al punto da creare un impero finanziario che fattura puntuale come un Rolex.
Sfortunatamente l’ego smisurato ha sempre più fame e non si accontenta, l’irruento Fabrizio finisce così per pestare quei piedini delicati tinta Croma (ma si legge cvoma) che in Italia non vanno neanche sfiorati dal lustrascarpe. Quindi che succede? Succede che il potere prende le sue contromisure. Spropositate come al solito. E allora una normale e consolidata regola che qualsiasi operatore del settore pratica da anni diventa estorsione, e Fabri è già ai titoli di coda.

Si aprono le porte del carcere, altro che Verissimo.
Prima una rocambolesca fuga, però, giusto per schiacciare ancora un po’ l’acceleratore della thug life. Quindi la consegna alle autorità, l’oblio carcerario e un bel libro con tanti spunti che lasciano intendere una rinnovata consapevolezza e un paio di giri di vite all’ego smisurato.
Una storia davvero rap, non credete? Sicuramente più autentica e vissuta delle mille notti uguali dei tanti mc cattivoni che turbano i sogni dei teenager con le loro storie pese. Tipo che hanno bevuto un po’ troppo e sono volate parole grosse con i buttafuori. Oppure che son finite le cartine, il tabacchino era chiuso e allora revolution…
Vista la situazione, quindi, cari fratelli della rima, non vi resta che una sola strada percorribile: fare un concept album su Fabrizio Corona, almeno in questa vicenda gli elementi gansta che tanto amate ci sono tutti. Oppure vivete sei mesi come ha vissuto lui e poi scriveteci su un disco, ammesso che ne siate capaci.
Altrimenti datevi al fantasy, boh non lo so.
Se invece accettate un consiglio da un quarantenne ormai stanco, ecco cosa dovreste fare: siate voi stessi, create la vostra personale visione e assecondatene l’essenza fin dove vi porta. Siate veri, rompete i vostri schemi e trascinate chi vi segue verso l’emancipazione mentale. Non copiate gli altri ma diventare voi l’esempio che vorreste vi arrivasse dall’alto. Siate quell’alto a cui ambite e il mondo migliorerà con voi.
Pare lo stia facendo anche Corona, ora che è finalmente uscito dal gabbio. E a lui vanno i miei migliori auguri. Ha fatto minchiate, ha sbagliato non una ma cento volte, ma di sicuro non ha mai fatto interpretare agli altri la vita che voleva vivere lui.
E le cazzate, non solo le sue, le ha sempre pagate sulla propria pelle.
In Italia la stessa cosa possono dirla in pochi, e sicuramente non i rebel without a case di iTunes.
Pensateci su e fatemi sapere chi sarà il primo a dare alle stampe Coronacrazia.
Alla prossima.
F.

  Federico Traversa aka F.T. Sandman è scrittore e co fondatore di Chinaski Edizioni, casa editrice genovese indipendente. Ha scritto decine di libri a tema musicale: da Bob Marley alla prima biografia su Jim Carrol e altri ancora in collaborazione con Tonino Carotone, con il rapper Vacca, Babaman, gli Africa Unite e Don Andrea Gallo (quattro libri dal 2008 al 2012). E' autore insieme ad Andrea Napoli e con la collaborazione del rapper Tormento del libro “Who Shot Ya?”, sulla tragica morte delle leggende del rap Tupac Shakur e Notorious B.I.G. Nel 2014 a un anno dalla morte di Don Gallo, Federico pubblica “Camminare Domandando- Ultime conversazioni con Don Andrea Gallo” (Chinaski Edizioni).
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