NONSOLOMUSICAITALIANA: il report degli Skunk Anansie live @ Postepay Sound Rock In Roma 2016 (FOTO ESCLUSIVE)

Skunk Anansie

Oggi per la nostra rubrica NONSOLOMUSICAITALIANA vi proponiamo il nostro report con foto esclusive del live degli Skunk Anansie guidati da Skin che in fondo, dopo l’esperienza come giudice a X Factor dello scorso anno, un po’ italiana lo è diventata…

Le aspettative coltivate quando superi i cancelli dell’ippodromo delle Capannelle sono davvero alte.
In fondo oggi Roma ospita uno dei maggiori festival di musica Rock, il Postepay Sound Rock in Roma: a fare da padroni di casa il 15 luglio sono loro, gli Skunk Anansie.

Dunque le aspettative alte, forse altissime, scandite e non tradite da Skin e dalla sua band, che consuma sold out e incendia i palchi e le platee delle maggiori città con annessi festival di mezza europa.
Li avevamo già visti, apprezzati e osannati nell’ormai storico concerto dell’Alcatraz di Milano lo scorso 17 febbraio, ma questa volta Skin & Co. hanno fatto molto di più.

La folla è un’immensa distesa di cappelli giallo fluo del Postepay Festival, mani al cielo e festeggiamenti di gruppo. La prima fila è una lunga distesa di abbracci e risate, più che un festival rock sembra un’immensa festa autocelebrativa e io ne approfitto per interagire e scattare foto ai più temerari che hanno avuto il coraggio e la fortuna di attaccarsi alla transenna centrale.
La stessa che più volte vedrà Skin arrampicarsi per abbracciare il suo pubblico e utilizzarlo come fluido tappeto di mani che la sorregge quando si tuffa nella gloria della consacrazione rock!

Istronica, androgina, aliena e imprevedibile, puntuale incontenibile, la pantera dark sale sul palco ed è subito un’esplosione di adrenalina. ll cielo di Roma si colora di giallo fluo, cappelli lanciati in aria, una nube di terra si alza, la gente salta, urla, trema e vibra sulle chitarre distorte che danno il via al cerimoniale Skunk!

Tanti i brani in scaletta, fra glorie passate e gemme di pura poesia ermetica come Tear The Place Up, I Believe In You, That Sinking Feeling, God Loves Only You, My Ugly Boy, I Can Dream, The Skank Heads
I pezzi forti dell’incendiata serata sono i capolavori inossidabili, quelli che hanno creato, forgiato e plasmato la generazione Skunk, rappresentazione di una legione di teenagers anni 90 persi e ritrovati nell’alienata ed emotiva introspezione, cupa e ribelle, graffiata e abusata nell’aggressivo attaccamento alla libertà.
Follow Me Down, Charlie Big Potato, Hedonism (Just Beacause You Fell Good), Secretly, sono il mix perfetto di rock, vita e sangue. Il pubblico galleggia fra emozione e liberazione; si alternano i nuovi capolavori di Anarchytecture… Love Someone Else, Bullets, Without You, Death To The Lovers… la capacità di Skin di trascinare nell’esagerazione emotiva è impressionante.
Tutto è come lei, esagerato: emozioni esasperate, rabbia smisurata, energia incontenibile, dramma e verità sentimentimali baroccheggianti, gotiche, estreme.

Come di estrema bellezza e intensità è il finale.
Sulle note di Little Baby Swastikkka (capolavoro tratto dal primo album della band, Paranoid & Sunburnt, 1995), Skin urla il suo amore (anch’esso estremo), per l’Italia.

… Ciao, sono italiana!

Con queste parole di gioiosa adozione conclamata, Skin ha aperto il fantastico concerto del Rock In Roma 2016, e noi siamo contentissimi di averla adottata!

skunk anansie

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Articolo e foto: Giuseppe Mazzola per All Music Italia

 

  
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