VINICIO CAPOSSELA in lizza per il Premio Strega 2015: GAD LERNER ed EVA CANTARELLA fautori della candidatura

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Pur essendo nato ad Hannover (città situata nella Germania centro-settentrionale), Vinicio Capossela è senz’altro uno dei maggiori artisti che il nostro Paese abbia conosciuto negli ultimi vent’anni: cantautore e musicista appassionato, Vinicio ama da tempo fare occasionali incursioni nel mercato letterario italiano e, dopo l’ultimo libro Tefteri (2013), ha dato alle stampe un romanzo tutto nuovo, dal titolo Il paese dei coppoloni.

paese coppoloni

Il testo, edito da Feltrinelli per la collana “I Narratori”, arriverà nelle nostre librerie il primo giorno del mese entrante, ma pare che per il cantautore e per il suo pubblico di sostenitori si prospetti all’orizzonte un pesce d’aprile ben più ghiotto seppur in arrivo “fuori stagione”, in piena estate: infatti, con due votazioni (si svolgeranno il 10 giugno e il 2 luglio prossimi) verrà assegnato anche quest’anno il prestigiosissimo Premio Strega, considerato il riconoscimento letterario più autorevole del nostro Paese e accordato, in passato, a capolavori irripetibili quali Il GattopardoIl nome della rosa, Non ti muovere, arrivando a La solitudine dei numeri primi, tra i più recenti.

Ebbene, come avrete già inteso, quest’anno Il paese dei coppoloni sarà in lizza tra i candidati per ricevere l’importante riconoscimento: fondato nel 1947 da Maria Bellonci Guido Alberti, il Premio Strega viene attribuito da una giuria composta da circa quattrocento uomini e donne di cultura, gli “Amici della domenica”. Ciascuno dei libri in gara viene presentato da due Amici e il romanzo di Vinicio Capossela ha avuto per la sua candidatura un padrino e una madrina d’eccellenza: si tratta del giornalista Gad Lerner e della giurista Eva Cantarella!

L’ editore Carlo Feltrinelli, entusiasta, ha spiegato in una nota ufficiale: «Nell’anno del sessantesimo compleanno della Casa editrice, la Feltrinelli propone un’opera fuori dalle convenzioni e dalle mode letterarie, così ribadendo uno dei tratti storici del nostro catalogo».

Il paese dei coppoloni è ormai prossimo all’uscita in libreria, se siete curiosi di conoscerne i contenuti e state meditando di acquistarlo, leggete pure la sinossi del romanzo, eccola di seguito.

«“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti. Vinicio Capossela ha scritto un’opera memorabile in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico, dell’umana esistenza, di un passato che torna a popolare di misteri e splendori l’opacità del nostro caos.» (Fonte: www.lafeltrinelli.it)

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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