TOSCA a teatro con VENTURIELLO ne “Il grande dittatore”, tratto dal film di CHARLIE CHAPLIN

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Ha debuttato sabato 11 aprile 2015, il nuovo spettacolo teatrale proposto dal Teatro Stabile di Genova: si tratta de Il grande dittatore, per la regia di Giuseppe Marini, ispirato al famoso film statunitense diretto, prodotto e interpretato di Charlie Chaplin nel 1940!

A settant’anni dalla nascita di quella pellicola – dedicata al tema della minaccia nazista – arriva dunque una nuova e originale trasposizione che vedrà protagonista, al fianco dell’attore e co-regista Massimo Venturiello, la grande Tosca: la cantante ha accettato questa importante sfida, dopo aver pubblicato lo scorso 30 settembre 2014, l’album Il suono della voce, contenente pezzi scritti, tra gli altri, da Ivano Fossati e Joe Barbieri, oltreché taluni brani cantati in lingue differenti (il libanese, l’yddish, il rumeno e il giapponese), mentre altri ancora provengono della tradizione napoletana e romana e sono presenti nel disco in una veste inedita.

E non è certo la prima volta che l’artista si esibisce accanto a Venturiello: il loro sodalizio è nato più di dieci anni fa, nel 2003, quando Tosca vestì i panni di Jenny delle spelonche nell’Opera da tre soldi; mentre l’ultima produzione teatrale in collaborazione risale a 3 anni e mezzo fa, per via dello spettacolo di teatro-canzone Zoom spartito cinematografico (ottobre 2011)Senza dimenticarci, naturalmente, del gran duetto insieme al Festival di Sanremo 2007,  nel brano Il terzo fuochista!

Ma torniamo dunque, a Il grande dittatore: ecco nel comunicato, i contenuti dell’opera e le dichiarazioni dell’attore e co-regista Venturiello, dal sito ufficiale del Teatro Stabile!

“Nel Grande dittatore, il protagonista si fa letteralmente in due. Da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha richiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciandone nel messaggio radiofonico finale la violenza in pacifismo. Con quel film, Chaplin ridiede coraggio al mondo avvolto dalla follia e dal crimine. E lo fece grazie alla risata, che ora viene riproposta sul palcoscenico da Massimo Venturiello, il quale sottolinea: «Non è un’idea dettata dalla presunzione decidere di confrontarsi con un progetto di siffatta portata. Ciò che mi tranquillizza è proprio il Teatro, quello vero, che non insegue paragoni, ma solo la sua peculiare comunicazione che lo distingue da qualsiasi altra forma artistica. C’è quindi da tremare di fronte al genio di Chaplin allo stesso modo con cui c’è da tremare di fronte al genio di Shakespeare; l’approccio creativo di uno spettacolo teatrale, a mio avviso, deve essere lo stesso». Aggiunge Venturiello: «Forse la domanda più spinosa è il modo in cui interpretare un ruolo, anzi due, che sono diventati un’icona del talento e della mimica chapliniana. Ma anche in questo il Teatro mi viene in aiuto. Ho sempre creduto che il compito di un attore sia quello di ascoltare ciò che accade intorno a sé sulla scena; sono le parole dei tuoi interlocutori a dare vita alle tue, sono le azioni altrui che determinano le tue, soprattutto ciò che accade in scena è il risultato di chi è in scena e ciò che inventeremo e abiteremo sarà un’altra cosa dal film. Ciò che invece preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità» di un testo nella cui messa in scena la musica sarà l’altro grande protagonista: sia quella composta da Germano Mazzocchetti ispirandosi ora al suono degli ebrei e ora a quello dei tedeschi; sia quella garantita dalla presenza in locandina di un’attrice-cantante quale Tosca.” (Fonte: www.teatrostabilegenova.it)

Lo spettacolo Il grande dittatore vi aspetta a teatro fino a domenica 19 aprile! (Biglietti disponibili su Vivaticket.it ed Happyticket.it)

 

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  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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