SANREMO ed EUROVISION: un legame lungo 60 anni

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Lo scorso 12 settembre la Rai ha ufficializzato la partecipazione dell’Italia alla 60ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà a Vienna, in Austria, dal 19 al 23 maggio 2015.

Dopo l’ultimo deludente risultato di Emma Marrone, arrivata solo 21ª con La mia città a Copenaghen, toccherà quindi ad un altro artista del nostro panorama musicale il tentativo di riportare l’Italia fra le posizioni che contano.

La kermesse musicale europea, programma televisivo non sportivo più seguito al mondo, ha una lunga storia alle spalle. Debuttò infatti nel lontano 1956, sulle orme del nostro Festival di Sanremo, a cui è stretto da un lungo legame fatto di anni di selezione.

A calcare per la prima volta il palco eurovisivo in nome dell’Italia furono ben due cantanti. Il 1956, infatti, fu il primo e unico anno con due concorrenti per nazione. L’onore toccò a Franca Raimondi e Tonina Torrielli, rispettivamente prima e seconda classificata del Festival di Sanremo, con i brani Aprite le finestre e Amami se vuoi.

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Fino al 1966, il vincitore del Festival di Sanremo rappresentò di diritto l’Italia all’Eurovision con il brano trionfatore del festival della riviera ligure. Si susseguirono nella manifestazione europea Nunzio Gallo (Corde della mia chitarra), Domenico Modugno (per ben tre volte, di cui due consecutive, con Nel blu dipinto di blu, Piove e Dio come ti amo), Renato Rascel (Romantica), Betty Curtis (Al di là), Claudio Villa (Addio addio), Emilio Pericoli (Uno per tutte), Bobby Solo (Se piangi se ridi), ma soprattutto Gigliola Cinquetti, che nel ’64 portò a casa il primo trofeo eurovisivo con Non ho l’età, ancora oggi una delle canzoni italiane più conosciute al mondo.

Nel 1967, invece, fu scelto nuovamente Claudio Villa, che aveva sì vinto Sanremo lo stesso anno con Non pensare a me, ma in Europa si presentò con un altro brano, scelto in un secondo momento: Non andare più lontano. Anche i due anni successivi la formula fu la stessa, vincitore sanremese con un differente brano: Sergio Endrigo (Marianne) e Iva Zanicchi (Due grosse lacrime bianche) sul palco.

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Nel 1970, per la prima volta, la Rai “snobbò” il Festival di Sanremo e selezionò un artista al di fuori del concorso. La scelta ricadde su Gianni Morandi che cantò all’Eurovision uno dei suoi brani più famosi: Occhi di ragazza. Anche l’anno dopo si optò per la “selezione interna” con Massimo Ranieri (L’amore è un attimo), mentre nel 1972 la scelta eurovisiva tornò ad essere legata all’artista e al brano vincitori della kermesse ligure: Nicola Di Bari con I giorni dell’arcobaleno.

Dopo di che, dal 1973 fino al al 1980, si continuò con le scelte interne slegate da Sanremo. A difendere i colori italiani furono ancora una volta Massimo Ranieri (Chi sarà con te) e Gigliola Cinquetti (), ma toccò anche a Wess & Dori Ghezzi (Era), Al Bano & Romina Power (We’ll live it all again), Mia Martini (Libera), Ricchi e Poveri (Questo amore), Matia Bazar (Raggio di luna) e Alan Sorrenti (Non so che darei).

Dopo due anni di pausa (1981-1982), dal 1983 si alternarono selezioni interne e scelte legate ai vincitori di Sanremo dell’anno precedente. Scesero in campo Riccardo Fogli (Per Lucia), Alice & Franco Battiato (I treni di Tozeur), Al Bano & Romina Power (Magic Oh Magic), Umberto Tozzi & Raf (Gente di mare), Luca Barbarossa (Ti scrivo), Anna Oxa & Fausto Leali (Avrei voluto), Toto Cutugno (che nel 1990 vinse la seconda medaglia d’oro per l’Italia con Insieme: 1992), Peppino Di Capri (Comme è ddoce ‘o mare), Mia Martini (Rapsodia) ed Enrico Ruggeri (Sole d’Europa).

Altri tre anni di pausa prima dell’ultima partecipazione italiana anni ’90: nel 1997 i Jalisse vinsero a sorpresa il Festival di Sanremo e volarono poi a Dublino conquistando un buon 4° posto con Fiumi di parole, canzone chiacchieratissima e spesso schernita ma fra le più note nel Continente proprio grazie all’Eurovision.

Dal 1998 parte un lungo periodo d’oblio durato ben 14 anni. La Rai si ritira dalla kermesse europea e vi tornerà in gara solo nel 2011 con Raphael Gualazzi, che porta in gara a Düsseldorf, in Germania, Madness of love, una versione italo-inglese del brano con cui ha trionfato lo stesso anno nella categoria Nuove proposte del Festival di Sanremo, e si classifica al secondo posto.

Anche l’anno successivo la Rai seleziona un’artista sanremese: è Nina Zilli, che accantona il brano festivaliero Per sempre e opta per L’amore è femmina, valsogli il nono posto a Baku, in Azerbaijan. Il 2013, invece, è l’anno di Marco Mengoni, che trionfa a Sanremo con L’essenziale e si piazza poi al 7° posto a Malmö, in Svezia, con lo stesso brano.

Come già detto in apertura, la trasferta danese targata 2014 di Emma Marrone (selezionata internamente dalla Rai) non è stata memorabile.

L’anno prossimo toccherà di nuovo a un artista sanremese rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Come pubblicato infatti nel regolamento ufficiale del Festival capitanato da Carlo Conti:

“L’artista vincitore della sezione CAMPIONI avrà la facoltà di partecipare in rappresentanza dell’Italia all’edizione 2015 dell’Eurovision Song Contest, previa manifestazione di disponibilità. In caso questi non intenda avvalersi di tale possibilità, gli organizzatore della suddetta manifestazione si riserveranno il diritto di scegliere il partecipante secondo propri criteri”.

A chi toccherà il salto in Europa? Parte il toto-scommesse! Noi di All Music Italia tentiamo la sorte lanciando un nome: Dear Jack. Il 14 febbraio 2015 scopriremo se ci abbiam preso!

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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