SANREMO 2016: la (s)contro pagella di Federico Traversa – quarta serata

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Dopo la narcotica terza serata delle cover, dopo ansiolitici e antidepressivi consumati dal pubblico stremato, Sammy Davis Conti e company inaugurano la quarta serata. Il mio avocado è ancora qui con me, partecipa felice alla kermesse, ignaro che presto l’unico ballo che gli sarà concesso sarà quello dal mio stomaco all’intestino; ho deciso di chiamarlo Wilson, come il pallone da football di Cast Away.

Si comincia con le esibizioni delle quattro Nuove proposte giunte in finale: Chiara Dello Iacovo con Introverso, Ermal Meta con Odio le favoleMahmood con DimenticaFrancesco Gabbani con Amen.
Ragionando in un’ottica meritocratica vedo un testa a testa fra la Dello Iacovo e Mahmood. Sperando non ci siano magheggi, che a Sanremo non sarebbe certo la prima volta.

Poi, ascolteremo tutte le venti canzoni dei big, che verranno votate da televoto, sala stampa e giuria demoscopica. La media ponderata tra le percentuali di voto ottenute in questa quarta serata e le percentuali di voto risultanti dalla classifica stilata al termine della seconda darà vita ad una nuova classifica, che determinerà l’esclusione delle ultime cinque canzoni. Tra queste soltanto una verrà ripescata dal televoto.
Capito che storia? Roba che le onde gravitazionali recentemente dimostrate sembrano origami per bambini in età prescolare e Einstein un fuoriuscito dai Club Dogo.
Inizia la serata con Sammy Davis Conti che presenta le nuove proposte. Si esibisce per primo Mahmood. La sua canzone è raffinata e possiede un certo perché, mi ricorda un po’ una versione moderna da Tenco del nuovo millennio, che non è poco. Sì, stasera bestemmio.
Voto 7

Dopo si esibisce Francesco Gabbani, che proprio non mi arriva. Non è malvagia la sua Amen, ma lui sembra la versione annacquata di Luca Di Risio, che già non era un mostro di originalità.
Voto 6–

Tocca a Chiara Dello Iacovo che dopo Cecile è la nuova proposta che mi è piaciuta di più. Pop intelligente e intrigante il suo, vocalità giusta e quel giusto scazzo che non guasta.
Voto 7,5

Chiude i gggiovani con 3 G Ermal Meta, che con un nome così dovrebbe solo fare doom. Il suo pezzo, al secondo ascolto, mi piace un po’ di più. La faccia dipinta decisamente meno. Bastasse l’arcobaleno in faccia per cambiare il mondo…
Voto 6,5

Prima di passare alla gara dei big canta Miele, la giovane che ieri sera aveva vinto la sfida con Gabbani ma poi era stato tutto annullato per un presunto errore tecnico; dopo nuova votazione, Miele era stata estromessa. Aria di magheggi? Chi lo sa. Carletto se la cava con astuzia e la fa cantare anche stasera. Tutti contenti, o quasi.

Primo big in gara, Annalisa. La prima sera le avevo dato 5. Il pezzo continua a non piacermi, la vocalità non si discute e il ritornello funziona, ma la canzone è proprio anonima.
Voto 5+
Gli Zero Assoluto la prima sera erano piaciuti meno dei film con Raul Bova, difficile stasera riescano a fare peggio. Ma anche meglio. Wilson calmati, sennò ti metto il dvd di Tre Metri Sopra il Cielo.
Voto 5-

Rocco Hunt e la sua Wake Up sono un lampo di freschezza in un mare di noia. L’mc napoletano non sarà un mostro di flow ma compensa con convinzione, un testo mai banale e un groove assassino.
Voto 7,5

Mi spiace per il nobile tema toccato da Irene Fornaciari con la sua canzone, ma Blu è un concentrato di cose già sentite, vocalità incerta e un testo che non decolla mai e manca clamorosamente l’obbiettivo per cui è stato scritto: sensibilizzare le coscienze.
Voto 5

Il duo Caccamo/Iurato non mi dice niente, scivolandomi addosso come un getto d’acqua indesiderato. Non sento pathos, non sento emozione, ingredienti necessari se si propongono pezzi di questo tipo. Ed è un peccato perché il testo racconta la fine di un rapporto con parole efficaci e lontano dai cliché. Wilson è d’accordo con me.
Voto 6-

Enricone Ruggeri è stata una delle più belle sorprese di questo festival, decisamente più innovativo di tanti suoi giovani colleghi. E poi il suo è forse l’unico pezzo quasi rock della kermesse. Ah, Wilson dice che è stato punk prima di Enrico.
Voto 7,5

Francesca Michielin canta uno di quei pezzi che certamente piacciono al direttore di All Music Italia. Al sottoscritto un po’ meno. Però lei è fresca, dotata di buona vocalità e la sua canzone non è semplicissima.
Voto 6+

A suon di voler fare sempre il diverso alla fine perdi di vista l’obbiettivo e più che divertire fai solo ridere. Credo che questo detto si addica alla perfezione alla perfomance dei comunque geniali Elio e Le Storie Tese.
Voto 6-

La divina Patty Pravo è sempre stata un artista conturbante e, nonostante gli anni passino e si vedano tutti, mantiene sempre una presenza scenica e una capacità di riempire il palco spaventosi. E poi sa sempre scegliere autori capaci, così invecchia lei ma non la sua musica.
Voto 6,5

Troppo facile sparare sul pivello Alessio Bernabei. Le radio vogliono questo, lui si è fatto trovare pronto e glielo sta dando. Bisogna essere onesti. E onestamente fa un po’ cacare. Wilson si è rabbuiato all’improvviso.
Voto 5,5

Neffa non ha voglia di essere qui e si vede. Ha fatto un disco bellissimo e non è stato capito. Ha presentato una canzone difficile, agrodolce e toccante ed è a rischio eliminazione. Povera Italia.
Voto 7

È il momento della proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte. Premio sala stampa Lucio Dalla alla Dello Iacovo. Premio della critica Mia Martini a Francesco Gabbani. Personalmente l’avrei dato a Cecile, ancora grida vendetta la sua esclusione.
Vince Francesco Gabbani e anche qui… vWilsonabbé dai nessuna violenza sui ragazzi, aspettiamo che crescano.
Riparte la gara dei BIG. C’è Scanu, un miracolato di questi anni infausti. Se non riesci ad arrivare neanche con un perfetto pezzo sanremese scritto dal troppo spesso sottovalutato Fabrizio Moro, forse questo non è il tuo mestiere. Wilson, in evidente stato di coscienza alterata, sta litigando con una mela che canticchia la canzone di Valerio.
Voto 5

Dear Jack: vale il discorso per il loro vecchio cantante. Qualitativamente più o meno siamo lì. No, Wilson, non la risolveranno in un incontro di Wrestling! I Caro Giacomo sono in cinque, il povero Bernabei è da solo, sarebbe un handicap match.
Voto 5,5

Il super ospite della serata è Elisa. Vale il discorso fatto con Eros e la Pausini che stasera non ho voglia di ripetere. Comunque lei è brava, l’ho sempre trovata una spanna sopra la media del pop mainstream nostrano. Stasera la donna di Monfalcone come voce non è in formissima ma supplisce con grande mestiere. Peccato Wilson se la stia perdendo, è di là in bagno a vomitare. Ha fumato troppo, avocado immaturo che non è altro.
Riparte la gara, arriva Noemi. Lei ha grandissime capacità ma continuo a ritenere questo pezzo debole e banalissimo nel testo. Però l’interpretazione è superiore, e di molto, a quella della prima serata. Intanto Wilson è fuori come un balcone e sta frugando nella borsa di mia moglie. Se non la smette lo sbuccio.
Voto 6—

Ma la gara si ferma di nuovo. Super ospite, straniero stavolta. Il colombiano J Balvin! E chi è? Non lo so ma Sammy Davis Conti ci avverte che l’Ariston sta per trasformarsi in una discoteca. Ho paura. Ed è terrorizzato anche Wilson che mi ruba l’ipod e mette su Strange Days dei Doors per esorcizzare il reggaeton.
Per fortuna dura poco, riparte la gara e arrivano gli Stadio.
Ottimi come sempre Curreri e soci. Quando non ci saranno più li rimpiangeremo. Anche Wilson ha preso l’accendino e canticchia beato la ballatona.
Voto 7,5

Da quando le hanno tolto il metadone non è più la stessa, però Arisa ci sta sempre dentro. Pezzo strano il suo, distante dal suo immaginario ma dotato di una certa forza narrativa.
Voto 6,5

A me Lorenzo Fragola non dispiace. Niente per cui spellarsi le mani ma visti gli altri il suo pezzo ci può anche stare. Wilson non è d’accordo, odia Fragola per il cognome troppo fru fru.
Voto 6

Quando l’ego di Morgan troverà pace i dandy d’Italia avranno un nuovo guru e i Bluvertigo una guida coerente. No, Wilson, non ti mando a fare serata a casa Castoldi.
Voto 5,5

Misurata, forse troppo, ma il talento di Dolcenera comunque arriva.
Voto 6,5

Clementino: ok, da anni abbiamo sdoganato il rap a Sanremo. Ok, Napoli ci piace e così la sua musica melodica. Ma questo forse è troppo. Comunque decisamente meglio della prima serata, l’mc campano sta trovando grinta e convinzione. E anche Wilson ora rappa in quattro quarti dei suoi fratelli avocado rimasti in Cile.
Voto 6

Ok siamo alla fine. Tra poco ci diranno chi passa a domani e chi va a casa. Prima però c’è Gassman e un po’ di altri ospiti. Vorrei vederli e commentarli con voi, ma Wilson sta di nuovo male e mi tocca accompagnarlo in bagno. Mi spiace, ma quando un amico sta male che fai, non lo aiuti?
A domani, ragazzacci

 

  Federico Traversa aka F.T. Sandman è scrittore e co fondatore di Chinaski Edizioni, casa editrice genovese indipendente. Ha scritto decine di libri a tema musicale: da Bob Marley alla prima biografia su Jim Carrol e altri ancora in collaborazione con Tonino Carotone, con il rapper Vacca, Babaman, gli Africa Unite e Don Andrea Gallo (quattro libri dal 2008 al 2012). E' autore insieme ad Andrea Napoli e con la collaborazione del rapper Tormento del libro “Who Shot Ya?”, sulla tragica morte delle leggende del rap Tupac Shakur e Notorious B.I.G. Nel 2014 a un anno dalla morte di Don Gallo, Federico pubblica “Camminare Domandando- Ultime conversazioni con Don Andrea Gallo” (Chinaski Edizioni).
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