SANREMO 2015: un NEK quasi dance, l’intensità della coppia DI MICHELE/CORUZZI e la corsa alla vittoria di LORENZO FRAGOLA, MALIKA e RAF

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Venerdì a Milano sono state presentate in anteprima per la stampa le venti canzoni dei Big del 65esimo Festival di Sanremo. All Music Italia ha voluto chiacchierare dietro le quinte con un giornalista presente all’ascolto per capire il volto della kermesse in partenza il 10 febbraio.

Ecco le prime impressioni sui venti brani dei big di questo Festival. Opinioni che, a rigor di logica, potrebbero cambiare durante la settimana sanremese con qualche ascolto in più.

Un attimo è importante (Alex Britti)
Canzone d’amore (tema dominante di questo Festival).
Un amore maturo che si lascia ascoltare ma che paga l’assenza di un ritornello immediato. La struttura melodica della canzone è decisamente complessa, degna di un signor chitarrista come Britti è.
DA RIASCOLTARE

Straordinario (Chiara Galiazzo)
Chiara approda al Festival con un brano fresco ed immediato, quasi impossibile toglierselo dalla testa. Anche qui predomina l’amore, e la voce dell’interprete, più convincente rispetto a due anni fa.
PROMOSSA

Io sono una finestra (Grazia Di Michele – Mauro Coruzzi)
Un brano che si candida al premio della critica già da subito. La storia di una donna in un corpo maschile che Grazia Di Michele canta senza fronzoli e con eleganza spalleggiata da Coruzzi/Platinette che aggiunge verità e intensità.
Il conflitto interiore cantato a due voci nell’asserire con fermezza il proprio status in primis di essere umano.
PROMOSSA

Siamo uguali (Lorenzo Fragola)
Canzone d’amore scritta con l’aiuto del suo mentore, Fedez.
Il brano c’è ed è strutturato in modo da non farsi dimenticare dopo il primo ascolto. Lui canta bene e sicuramente il pubblico più giovane è dalla sua parte.
PROMOSSA

Che giorno è (Marco Masini)
Masini torna al Festival con una canzone che parla della vita, delle sue cadute e della voglia di rialzarsi per ripartire con un po’ di quella “malinconoia” che lo ha reso famoso. Gran uso dell’orchestra per un brano che dividerà.
DA RIASCOLTARE

Fatti avanti amore (Nek)
Non è il solito Nek, sappiatelo. Qui si sfiora la dance e la canzone potrà sorprendervi o farvi storcere il naso. Il cantautore torna a Sanremo dopo 18 anni e lo usa come trampolino di lancio per un nuovo sound con richiami internazionali.
DA RIASCOLTARE

Libera (Anna Tatangelo)
Primo dei tre brani firmati da Kekko Silvestre dei Modà in questo Festival. La Tatangelo canta la libertà in amore, ma per sentirsi libera ha bisogno di avere un uomo, una dipendenza che stona col titolo. Il ritornello porta il marchio di fabbrica di Kekko e per questo non può che spalancarsi e rimanere in testa. Non stupisce ma te la ricordi.
DA RIASCOLTARE

Sogni infranti (Gianluca Grignani)
Gianluca porta sul palco di Sanremo una ballata in tipico stile grignanesco con un tocco di sociale nel testo. Piacerà? Forse sarebbe stata una scelta vincente portare una classica ballata d’amore alla Grignani, ma a Gianluca si sa, non piace vincere facile. Il testo è nella media degli ultimi lavori di Grignani, ha delle ottime intuizioni ma poi si perde (“Guardo con freddezza e con distanza l’informazione e lo show che fan la stessa danza“) nonostante citi anche Gaber (“Io se fossi Dio“).
DA RIASCOLTARE

Un vento senza nome (Irene Grandi)
Svolta d’autore per Irene. Basta rock e largo spazio ad un testo introspettivo e criptico. Brano di valore sicuramente, bisogna solo stare a vedere come verrà accolta questa svolta dal pubblico.
PROMOSSA

Grande amore (Il Volo)
In rete li danno già candidati alla vittoria e in direzione Eurovision… potrebbe anche essere, fatto sta che i tre giovani tenori portano un brano che, al di là dei virtuosismi vocali, non colpisce, non è contemporaneo né di facile presa su un pubblico come quello sanremese.
BOCCIATI

Il mondo esplode (tranne noi) (Dear Jack)
Le radio lo ameranno, i giovani idem e i fan dei Modà pure. Non stupisce, si lascia ascoltare. Ma per chi si aspetterebbe a Sanremo qualcosa di leggermente sopra la media dei loro brani, nulla di nuovo.
DA RIASCOLTARE

Il solo al mondo (Bianca Atzei)
Secondo brano firmato Kekko Silvestre. Brano ormai celebre per il fatto che fu cantato da Alessandra Amoroso per il suo ultimo album ma che poi rimase fuori dal disco.
Bianca qui si gioca tutto, i riflettori sono puntati su di lei dopo la sua comparsa fra i big del Festival di Sanremo. Pubblico e addetti ai lavori l’aspettano al varco. Il problema qui è che la canzone ha tutte le caratteristiche di un brano dei Modà: orecchiabile, ritornello appiccicoso con crescendo e apertura trionfale, ma non è nulla di diverso da quello che Bianca ha cantato finora. Basterà a convincere?
DA RIASCOLTARE

Buona fortuna amore (Nesli)
Da qualche anno Nesli ha abbandonato la strada del rap per quella del pop e abbiamo scoperto un ottimo autore di canzoni “popolari” ben fatte con testi efficaci e ritornelli ben studiati. Questo brano gli permetterà di arrivare finalmente ad un pubblico più vasto con le ossa tutte intere. E a Sanremo non è cosa da poco. Le radio ce lo faranno odiare per quante volte lo passeranno.
PROMOSSO

Voce (Lara Fabian)
La sua voce, è scontato, farà rimbombare l’Ariston e nessuno avrà nulla da ridire. Eppure non basta, perché sono lontani i tempi di Adagio ed ora Lara sbaglia il colpo con una canzone che sembra scritta per un classico di animazione Disney, che non è un difetto, ma sul palco del Festival suonerà un po’ stucchevole.
BOCCIATA

Una finestra tra le stelle (Annalisa)
Annalisa è quella che in questo Festival rischia di più insieme a Grignani. Per entrambi se il brano dovesse piacere, sarebbe una rinascita. Se sbaglieranno, la strada sarà molto più dura.
Annalisa prova a sparigliare le carte. Finora è sempre stata vista tra i ragazzi usciti da Amici come la voce più raffinata e tutti ne hanno apprezzato l’eleganza stilistica. Il problema è che questo brano, il terzo ed ultimo scritto da Kekko Silvestre, non è convincente, non mostra un’Annalisa matura e rinnovata ma mielosa e poco concreta, costretta ancora una volta a strizzare l’occhio al pubblico dei giovanissimi. Chiudendo gli occhi possiamo immaginare Kekko cantare il brano perché qui lo stampo è marcatamente Modà (“baciarti e poi scoprire che l’ossigeno mi arriva dritto al cuore“) e così la personalità vocale di Annalisa rischia di perdersi.
DA RIASCOLTARE

Sola (Nina Zilli)
Nina è una garanzia. Canta bene con venature blues e porta sempre brani eleganti. Il rischio qui è quello di ripetersi.
DA RIASCOLTARE

Oggi ti parlo così (Moreno)
Moreno resta fedele al suo mondo e porta un brano rap mettendosi in gioco con un ritornello cantato. Una mossa coerente se non fosse che il brano manca di messaggi, la storia non ha contenuto e si sa che il rap trovato solitamente il punto di forza in questo. Rischia molto.
BOCCIATO

Vita d’inferno (Biggio e Mandelli)
Fanno quello che ti aspetti, usano la loro tipica ironia per parlarci dell’italiano medio (come direbbe J-Ax). E nel farlo citano tutto ciò che fa parte dellla vita di una persona qualunque, Peppa Pig compresa. L’ombra di Cochi e Renato aleggia sul brano, è vero, ma questo è un vantaggio. Sicuramente la ricanteremo.
DA RIASCOLTARE

Adesso e qui (nostalgico presente) (Malika Ayane)
La vera candidata alla vittoria. Tutto il meglio della Ayane è presente in questa canzone che vede Pacifico tra gli autori. Si parla dell’amore di tutti i giorni, quello che c’è ma subisce il tempo che passa e che vive spesso di nostalgia. Il testo è pregevole e insieme alla musica crea un connubio senza sbavature con la particolarissima voce della Ayane. Se oltre alla critica riuscirà a convincere il pubblico la vittoria è sua.
PROMOSSA

Come una favola (Raf)
Raf torna al Festival e lo fa con coerenza portando una canzone d’amore matura, come il collega Britti. Testo e musica sono entrambi a fuoco. È la classica ballata alla Raf, si fa apprezzare.
PROMOSSO

  
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