22 Ottobre 2015
di Interviste, Recensioni
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22 Ottobre 2015

RAF porta il “Sono io” in concerto a Napoli. Storia di un amore ricambiato

Fabio Fiume è andato ad assistere per noi al concerto a Napoli del "Sono io tour" di Raf. Ecco il suo racconto della serata

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Che tempaccio a Napoli ieri! E’ piovuto tutto il giorno senza pietà e la cosa è stata anche condita da un abbassamento delle temperature notevole, di circa 7° in una giornata. Eh si, freddo e pioggia ovunque, ma non in un posto specifico, il Teatro Augusteo, dove proprio nella stessa serata sembrava d’essere alle Maldive, per il tanto calore offerto dal sold out che ha dato il benvenuto al ritorno in città di Raf, qui per una delle tappe fondamentali del suo nuovo Sono io tour.

Fondamentale perché Raf dal palco precisa essere impossibile per lui saltare Napoli, città dove l’accoglienza che riceve è sempre talmente positiva, tanto da dare carica anche ai giorni successivi, ai viaggi,  ai sogni. Ed i ritorni in questi oltre 30 anni di carriera sono stati davvero tanti, scandendo momenti della stessa completamente differenti, dalle esposizioni molto popolari che i diversi successi gli hanno conferito, a momenti più intimi, di nicchia, quando il cantautore aveva bisogno di esplorare, passando dall’elettronica al rock, potendo permettersi di ignorare i numeri dell’industria, pur mantenendo quella cifra stilistica melodica, che lo ha reso, come spesso appellato, uno degli alfieri del nostro pop; un pop dall’accezione completamente positiva. Perchè nelle oltre due ore e mezza di spettacolo, con ben due bis, ti accorgi di come Raf abbia saputo cesellare momenti delle vite di ognuno di quei 1600 paganti, tramite le tante canzoni che sono diventate parte importante del mosaico dell’italica canzone, da Un battito animale a Ossigeno, da Inevitabile follia a Sei la più bella del mondo, da Infinito a In tutti i miei giorni, da Stai con me a Due… ed ancora Dimentica, Non è mai un errore qui in duetto con un fortunato estratto dal pubblico, Un’emozione inaspettata, Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è , Cosa resterà degli anni 80 , Ti pretendo , e si potrebbe continuare davvero un bel po’, tanto che il più loquace del solito cantautore, si permette addirittura di non inserire in scaletta alcune perle della sua carriera, come Interminatamente o la meravigliosa Un grande salto , ( per cui chi vi scrive lo lincerebbe ) tra le altre.

E poi c’è spazio per quasi tutto il nuovo album, quel Sono io che pur non essendo propriamente un grandissimo successo da hit parade, non ha mancato di raccogliere critiche positive ( noi compresi ) e soprattutto l’amore dei fans. Scorrono quindi la delicata Come una favola, traumatico passaggio sanremese dell’artista, compromesso da bronchite che non gli ha permesso degne esecuzioni e favorito l’ingiusta eliminazione, all’attuale speranzosa Arcobaleni, passando anche per pezzi non noti ma che rivelano chi è Raf, che è si quello poetico e malinconico, ma è anche quello danzereccio di Con le mani in su, elettronico di Eclissi totale, scomodo ma realista di Pioggia e vento, appassionato di Io ti vivo , sicuro di ciò che è di Sono io, per l’appunto titolo emblematico di questo disco, tour e potremmo dire di questo momento di vita. E se per il timido cantautore Sanremo è significato bronchite, Napoli è arrivata in soccorso come la tisana della nonna, quella che ti poneva il plaid sulle gambe e ti coccolava, facendoti passare brividi e sentori influenzali con amore e calore, promettendogli porte aperte ed un comodo divano anche per le prossime, speriamo, tante altre volte.