Ecco gli 11 cantautori in finale al Proscenium Festival: Erica Salvetti

Erica Salvetti

A partire da oggi partiamo un viaggio per conoscere meglio gli 11 finalisti della prima edizione del Proscenium Festival, nuovo concorso per la musica d’autore che si svolgerà ad Assisi il prossimo 27 ottobre. Partiamo da Erica Salvetti che si esibirà con il brano Dipendente.

Erica nasce il 26 Novembre 1997 a Carrara (MS).
A 11 anni si iscrive a una scuola media ad indirizzo musicale dove intraprende lo studio della chitarra e successivamente su suggerimento dell’insegnante di musica inizia lo studio del canto in un’accademia locale. Attualmente studia con il maestro Vincent Masini e la vocal coach Sabrina Ceccarelli dell’Associazione musicale MUSICAMIA a Lido Di Camaiore e frequenta il terzo anno dell’università di Pisa presso la facoltà di Scienze del servizio sociale.

Nel corso degli hanno ha studiato recitazione e portato in scena cinque musical con la compagnia teatrale Clacson Beauty Musical di Carrara.

Fin da subito si distingue nei vari Festival in giro per l’Italia come interprete. Tra le esperienze più importanti la partecipazione a Castrocaro, che la vede protagonista alle semifinali nel 2015 e 2016. Nel 2015 vince l’Internetional Festival Partner e vola a New York al Festival della Canzone Italiana con un brano inedito firmato da S.Papi e A.Carnesecchi. Partecipa inoltre ad Area Sanremo nel 2016 e 2017 e arriva tra i semifinalisti del Premio Valentina Giovagnini nell’estate del 2017 con Scusa che segna il suo esordio come cantautrice.

L’11 Dicembre 2017 esce su tutti i digital store il suo nuovo singolo dal titolo Dipendente che sancisce l’inizio di un progetto che porterà alla luce durante il nuovo anno altri suoi brani, grazie anche all’aiuto e alla coproduzione di Vincent Masini e Giulio Iozzi. Con questo nuovo percorso Erica è stata selezionata tra più di di mille candidati a partecipare al 1MNEXT 2018.

Sempre con il brano Dipendente si classifica seconda all’ultima edizione del Premio Valentina Giovagnini, tra i 16 finalisti del Festival Estivo 2018 e rientra tra i 20 semifinalisti del Premio Bianca D’Aponte 2018.

QUATTRO CHIACCHERE CON ERICA SALVETTI

Da quanto tempo sei cantautore/cantautrice?

Mi è sempre piaciuto scrivere in generale, a scuola non vedevo l’ora arrivasse l’ora del tema a piacere per poter raccontare ciò che mi passava per la testa e concludere la mia riflessione con una frase a effetto, qualcosa di poetico insomma! Sono cantautrice da 2 anni, solo dal 2016 hanno iniziato a concretizzarsi le delusioni di una ragazzina scritte su un vecchio quaderno. E per fortuna le tante parole accumulate nel tempo hanno trovato una buona compagna d’avventure, la mia chitarra. Tra noi devo dire non è stata amore a prima vista, in molti momenti della mia vita l’ho davvero odiata e solo dopo quando ho capito il potenziale che aveva, che poteva davvero essere un mezzo di espressione per me ho cominciato ad innamorarmene perdutamente. Per quanto io non sia un genio della chitarra, le mie canzoni nascono sempre con lei e quasi mi manca quando non è con me, perché è anche lei parte di quella storia.

Come mai hai scelto di iscriverti al Proscenium Festival?

Da un anno a questa parte ho deciso di lasciar perdere i così detti “concorsi di canto” ma di dedicarmi a cose che mi rispecchiassero di piu, dove potessi presentare i miei brani appunto. Ho iniziato cosi un po la ricerca delle iniziative che potessero fare al caso mio per mettermi alla prova e poter far arrivare il mio materiale a piu persone possibile del settore. Il Proscenium Festival è spuntato per caso nella mia home di ricerca e devo dire che mi ha incuriosito molto il fatto dell’orchestra. L’idea che un mio brano potesse essere suonato da un orchestra dal vivo mi ha entusiasmato e quindi ho deciso di provarci e iscrivermi!

Come si chiama, di cosa parla e come è nato il brano che presenti al Festival?

Il brano che presento si chiama Dipendente e per me ha un’importanza particolare, è frutto di una vera e propria rinascita, artistica e personale. E’ nata una domenica mattina e le parole sono arrivate con una velocità mai vista prima, data forse dalla mia consapevolezza repressa di essere davvero attaccata a tante cose della mia vita, quasi da non riuscire a farne a meno. E’ la storia di una ragazza, o meglio la mia storia, del mio sentirmi troppo stretta nei miei stupidi jeans e allo stesso tempo troppo spaventata da quello che c’è fuori. Con davvero tanta voglia di andare lontano ma anche quella di tornare nel mio porto sicuro, nella mia stanza bianca dove tutto parla di me e dove non servono conferme contro il mondo che ne è perennemente alla ricerca. Però rinunciare a qualcosa non significa accontentarsi ma fare delle scelte e assumersene la responsabilità. Alla fine il ritmo, la melodia orecchiabile e quel fare un po sbarazzino possono far pensare a un brano un po’ leggero, invece dietro alla spensieratezza che trasmette al primo ascolto si cela un grido e una presa di coscienza importante. Bisogna cambiare e non puoi piu aspettare, devi farlo adesso e basta.

Quali sono gli artisti a cui più ti ispiri, italiani e internazionali?

In realtà non ho nessun riferimento preciso, e non sempre la musica che ascolto e apprezzo è anche quella a cui mi ispiro. Sulla scena italiano attuale sicuramente mi influenza e mi piace anche tutto quello che oggi viene etichettato come “indie” (anche se sappiamo tutti che non lo è, e non mi piace etichettare, ma questo è un altro discorso!). Sto parlando quindi di Levante, Brunori Sas, Motta, Chiara Dello Iacovo… per dire qualcuno dei miei preferiti.

In questo momento il puro pop italiano mi attrae poco, anche se presto attenzione e mi piacciono i lavori di Roberto Casalino per esempio e ho scoperto una fantastica Federica Abbate, non solo come autrice! Poi ovviamente ci sono i miti del cuore che restano un ispirazione in generale e stanno lassù, come Mina e Giorgia. Per quanto riguarda la musica internazionale ascolto di tutto, sono davvero onnivora, sicuramente prediligo un linea piu cantautorale ma cerco di prendere da ogni cosa che arriva alle mie orecchie quel che di buono puo esserci per me e per quello che mi piace fare. Prendere poco da ogni cosa e restituirla a a mio modo.

 

  
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