Da Oggi In Radio – Le Pagelle Dei Nuovi Singoli In Uscita Il 9 novembre: Motta, Tiromancino, Jack Jaselli e…

Nuovi singoli

Camomillati Venerdi recitava una sigla di un programma anni 80 con Paolo Villaggio, cantata da Carmen Russo. E sono tanti gli artisti e gli addetti ai lavori, oltre che i nostri lettori, che aspettano le pagelle dei Nuovi singoli in uscita redatte dal nostro critico Fabio Fiume, puntuali e precise per sapere cosa ne pensa del loro prodotto., tanto che qualcuno alla fine ha davvero bisogno di prendersi una camomilla! Scherzi a parte potevamo mai deludere loro e tutti voi? Ecco la nuova Da Oggi In Radio.

Si ricorda che si tratta del parere del solo Fabio e non di tutta la redazione di All Music Italia e che i voti espressi alla fine delle minirecensioni non mettono in relazione alcuna gli artisti tra loro, ma sono solo dei riferimenti alla validità del brano dell’artista che lo propone, in base alla sua carriera e a quanto realizzato prima.

Agon – Blue Candy
Dall’Irpinia Agon arriva a raccontarci una storia con una ragazza in salsa trap e le “s alla Jovanotti”. Molti effetti sulla voce, tanto che in alcuni passaggi hai persino difficoltà a credere che canti sempre lui. La base è volutamente tenuta su atmosfere scure, da locale chiuso con luci blu e visibilità alterata. Nella media.
Sei

Andrea Amati – Cose
Cantautorato tenue, leggero ma non stupido e piacevolmente arrangiato, con sottofondi evocativi che trasportano tra pensieri e lande aperte, scogliere sul mare. A cosa potrò mai aggrapparmi, avrò modo di salvarmi… e ritrovarci a braccia aperte e poi morire di risate, perché alla fine è solo un pensiero positivo che può salvarci davvero.
Sei ½

Jack Anselmi – Libero
Si racconta con ironia di quanto difficile sia inserirsi nel mondo del lavoro per chi non ha nessuno Santo a cui votarsi o da sbandierare tra le sue amicizie. Il testo è chiaramente molto più impegnato di come viene porto, sia come impostazione vocale che come arrangiamento, che è molto allegro, concedendosi alla triste malinconia della situazione, solo nel finale, svelando però la doppia cifra del suo autore e cantore.
Sette

Atlanto – Un pomeriggio al sole
Variano completamente dagli approcci elettronici del precedente singolo ed approdano in una situazione ballad, di matrice molto english. Bello il basso ed indubbiamente la voce è molto più centrata in questo tipo di sonorità. Anche il testo, che predica il sapersi trovare un po’ di spazio per se stessi, è sicuramente meritevole di qualche ascolto in più.
Sei+

Arianna – Bring it out

Non è l’Arianna che alcuni di voi staranno pensando, ma una cantautrice nuova, figlia di terre di Piemonte che ha scelto con proprietà del mezzo di esprimersi in inglese. Il singolo è a metà tra intuizioni fantasiose alla Tori Amos e ripiegamenti danzerecci alla Clean Bandit, con qualche reminiscenza tanghera alla Gotan Project. Anche la maniera d’usare la voce ha più di un riferimento, che passa dalle delicatezze di Elisa o L’Aura a momenti in cui scurisce finendo al confine con la Lady Gaga più teatrale. Tanti mondi al fine che ne fanno uno solo… non brutto ma un po’ confuso.
Cinque ½

Marco Armani – A modo tuo
Armani
è di nuovo in pista con questo singolo che è un insieme di consigli di vita, una storia rivolta a se stesso ed anche agli altri. L’inciso sa un po’ di già sentito, ma l’artista pugliese riesce tutto sommato a non essere un ritorno stonato e a dimostrare che può avere ancora la sua da dire.
Sei

Mario Biondi – I wanna be free
Quando sento Biondi fare Biondi, mi chiedo perché a Sanremo di quest’anno abbia deciso di non puntare sulle sue prerogative, sul rendere a meglio con brani tipo questo che sono orchestrali e combinano sensazioni jazz con evoluzioni corali gospel, su cui la sua voce si muove con grande agio. Nell’inciso c’è qualche reminiscenza di Glitter and Gold di Rebecca Ferguson. Il pezzo comunque funziona…. sicuramente più di quello di Sanremo!
Sei ½

Andrea Bocelli & Dua Lipa – If only
Ci ha abituati a duetti internazionali la vera star italiana all’estero per eccellenza. Adesso Andrea chiama alla sua corte una delle ninfette del pop attuale, Dua Lipa che sulla carta con lui non c’entra certo come Celine Dion, ma che invece qui da prova di bella vocalità, personale e piena. Il brano è molto classico ma bello centrato, soprattutto per il periodo delle feste a cui andiamo incontro e di cui sicuro sarà colonna sonora.
Sette

Francesco Camin – Tasche
Tasche come ripostigli dell’anima dove il nostro ripone, segreti da non dire a nessuno, parole non dette, aria sporca, silenzi. Strofe rarefatte con voce delicata e base elettronica guidata da un leggerissimo beat. Inciso invece che raccoglie corposità nell’arrangiamento, pur lasciando inalterata l’intenzione interpretativa. Dalla seconda strofa in poi ci sarebbe però stata meglio una base più potente, che prendeva ritmo. La metrica lo consentiva ed invece si attende l’ultimo inciso. Troppo tardi.
Sei

Giulio Casale – Un giorno storico
Arrangiata quasi come se fosse l’avanzare di una protesta, questa canzone conduce al premio come “persona meno rilevante dell’anno” che è un contrasto con la necessità dei tempi che invece impongono l’apparire, l’esserci a tutti i costi. Ha un suo messaggio e rivela un autore che ha scelto un suo modo per spiegarlo.
Sei+

Jonathan Cilia Faro – Passione
Faro
è un altro tenore che apre al pop e lo fa con un brano che si muove su linee abbastanza solite, addirittura un po’ superate nella concezione di musica pop, per l’appunto. Il testo è di quelli che sono un sunto di cose già sentite e quindi… per questo di facile presa per noi italiani all’estero… Si! Se si pensa agli italiani all’estero come quelli che avevano 30 anni negli anni 80!
Quattro

Clavdio – Cuore
Partenza alla Someone like you di Adele, poi entra la batteria e l’elettronica, mentre lui più che altro chiacchiera sulla base, giocando anche ironicamente con un cinese che lo trova g( r )lande, e lei che è tornata da lui solo perché ha il ciclo. E come spesso accade, anche quest’umorismo finisce vittima di un brano che si tronca all’improvviso, che stai li e ti dici: “già finita” ?
Quattro

Alessio Giannetti – A un centimetro dal cuore
C’è un po’ di già sentito e non poco in questa canzone, scorrevole si, ma anche abbastanza prevedibile nelle sue evoluzioni. Difficile restare impressi se non c’è una peculiarità per essere ricordati.
Cinque

Il Cubo Di Rubik Monocromo – Le parole giuste
Inizia un nuovo amore e forse la cosa migliore è rifugiarsi nel cercare le parole giuste per vincere la paura insita di non essere adeguati. Il tutto in chiave molto 70’s , che se ci fosse una pronuncia inglesizzata avrei pensato si trattasse di un nuovo brano di Shel Shapiro.
Sei

Jack Jaselli – Balla
Dopo diversi brani abbastanza essenziali, spesso con le chitarre a condire tutto, Jaselli stavolta stravolge ciò a cui ci ha abituati con un brano che sembra figlio inizialmente di una dance anni 70 e poi invece si riaggiorna con elementi elettronici e più contemporanei. La cosa buona del brano è che la sua voce è centrata anche in questo tipo di proposta, tra echi e filtrini ed un finale con chitarra funky.
Sette

Jovanotti – Chiaro di luna
Dicono finiscila con questa storia, di essere romantico fino alla noia… e perché mai? Jovanotti riesce ad arrivare dritto e vero quando racconta anche di sentimenti. Qui c’è una delicatezza di quelle che il sesso è uno sfiorarsi ed odorarsi e la passione non passa per lo sbattimento, ma per un modo di guardarti e di slacciare un bottoncino alla volta.
Sette

Laioung – Nero su nero
E’ un modo, in salsa trap, di affrontare anche il delicato tema dell’essere diverso, in questo caso per carnagione. Diverso da chi tra l’altro? Siamo ancora a questo? Laioung dice qui che lui è un incrocio e per tanto resta fuori dal mischiarsi. La cosa più nera però è il suo cuore, più della pelle. Il tutto su una base interessante con aperture epiche.
Sei ½

Liede – Lasciami provare così
Ho immaginato questo brano subito cantato da Emma, con quel suo modo d’interpretare quando si confronta con dei mid tempo con frasi ad effetto come questo. Liede ha infatti concepito questo brano pieno di pause e ripartenze vocali, che forse come correttivo avrebbe meritato solo di essere un po’ più riempito anche nella base. Comunque abbastanza originale.
Sei

Mimmo Locasciulli – Cenere
Altro ritorno dal cantautorato storico questo di Locasciulli e va detto che se anche uno non conoscesse Locasciulli, dall’arrangiamento di questo brano capirebbe subito che trattasi di artista che arriva dagli anni 70/80. Non mancano però delle intelligenze, grazie ad innesti strumentali non così usuali.
Sei

Luna – Cerco le parole
Questo brano non avrebbe sfigurato nella discografia singoli di Antonella Arancio…. quella del 1994 però! Troppo classica, sia nell’arrangiamento che nel testo, che nell’approccio vocale, pulito, troppo pulito, da Disney Channel.
Quattro

Maldestro – La felicità
La scrittura di Maldestro è sempre un cerchio chiuso; nelle sue canzoni riesce sempre a raccontare una storia finita, dando il giusto peso alle parole. In questo singolo però il tutto è reso in maniera un po’ troppo cupa… anche perché se dopo la salita arriva la felicità, allora un minimo di speranza nella voce me la devi comunicare.
Cinque ½

Matteo & Nico Pandetta – Mi piace tua sorella
Oddio! Ma davvero si cantano ancora queste cose ed in questo modo? Mi piace tua sorella, lo giuro è troppa bella, ma non pensavo vulive e mammà, è tutto così strano, papà io non ti chiamo.
Si può dare meno di Due?

Claudia Megrè – Cercasi felicità
Si era ultimamente proposta più rockettara la Megrè mentre qui ritorna al pop, nonostante la chitarrina guida. Inciso accattivante e testo abbastanza condivisibile, un “non voglio mica la luna” riaggiornata in salsa 2.0. Non trascendentale comunque.
Sei

Motta – Chissà dove sarai
Che apertura melodica impressionante, che unisce la sobrietà dei cantautori importanti al mondo britpop che è insito nella sua voce e che qui trova uno sfogo esemplare. Chitarre che fanno molto Le vent nous porterà dei Noir Desire. Ed il racconto arriva completo, nonostante la brevissima durata.
Sette ½

Nylon – L’indecente
Molto teatrale la proposta che mischia folk e cantautorato di strada, e che come tale critica, almeno all’inizio, la “plasticosità” delle proposte radiofoniche e la loro pretesa di passare per originali… ed effettivamente! Tutto è arrangiato con chitarra e violoncello e chiaramente non sposa il concetto di radiofonicità, ma non si può certo dire che la proposta non sia valida o che racconti uno spaccato preciso della musica e che lo faccia anche bene. Nota di colore ai margini: è inquietante la somiglianza tra il frontman Filippo ed il collega della critica musicale Michele Monina!
Sei ½

Punkreas – Marta
Un rock un po’ passato con chitarre alla Blink 182 dei primissimi anni 2000 ed una voce che strizza l’occhio ad un Ligabue dopo molto lambrusco e qualche popcorn in meno. Potrebbero trovare un importante seguito nei live, ma in radio potrebbero avere più di una difficoltà.
Cinque

Siki – Senza casco
Base elettronica e piena di echi, che sembrerebbe concepita per un brano rap ed invece Siki canta e si lascia pure imprigionare da quegli echi che difatti vengono usati pure sulla voce. Tutta però un po’ troppo uguale, dall’inizio alla fine.
Cinque

Subsonica – Respirare
In questo brano sembra particolarmente riuscita la contaminazione tra il sound che è proprio dei Subsonica da sempre, e l’approccio melodico e meditativo espresso dal frontman Samuel nel suo momento solista. Basti ascoltare con attenzione il sound proposto nelle strofe ed il crescendo elettronico a cui propende l’inciso dopo però essere passato attraverso un cantato molto più italiano e melodicamente inappuntabile. Il miscuglio d’intenti per una volta non scontenta ma è davvero soddisfazione pura per entrambe le attese.
Otto

Anna Tatangelo, Achille Lauro & Boss Doms – Ragazza di periferia
Tredici anni dopo arriva un nuovo arrangiamento e nuove liriche per questo brano che a suo modo è un classico della carriera della Tatangelo. Paradossalmente nella sua classicità nel 2005 aveva un senso, perché proposto su un palco prevalentemente per belle voci come Sanremo. Così sinceramente non se ne capisce l’utilità e nemmeno il senso dell’operazione. Svecchiare la Tatangelo? Beh allora bisognava prodursi in qualcosa di nuovo e non ravanare il passato. E comunque Anna Tatangelo tanto vecchia ultimamente non era nemmeno!
Quattro

Tiromancino – Sale, amore e vento
Ma Ozpetek ha chiesto un’altra canzone a Federico & soci? Perché questo nuovo singolo dei Tiromancino sembra composto proprio per fare da sfondo alle storie corali del turco regista. E come in questi casi la melodia è regina ed è piacevolissima culla per la voce sempre delicata di Zampaglione che qui mischia sentimento e fughe, vento leggero e pericoli da affrontare.
Sette +

Roberto Vecchioni & Francesco Guccini – T’insegnerò a volare
E’ un Vecchioni più vicino ai suoi pezzi storici del passato che alle ultime produzioni, tutte in genere più intimiste. Qui trova Guccini, amico di penna importante e di voce riconoscibilissima, come la sua del resto. E’ un brano in perfetta linea con il percorso artistico di entrambi; non regala niente di nuovo se non la gioia di sentirli assieme. Ed alla fine venire al mondo è stato una gran colpo di culo, pensa se non nascevi! Cosa vuoi controbattere?
Sei ½

Wonka – E’ un nuovo giorno
Rap affrontato con le sonorità più modaiole possibili. Voce molto giovane, lo si percepisce subito ed ovviamente anche il linguaggio è decisamente giovane. Tuttavia si parla di sogni da inseguire e non ci si diverte a spacciarsi per chissà quali criminali o dissoluti.
Sei

Andrea Zeta – Ti prometto il mio cuore
Ie te porte int a ‘na chiesa pecchè voglie a te pe’ sposa… e devo aggiungere altro? E vabè aggiungo: dopo un inizio classicissimo figlio della festa degli sconosciuti del 1985, poi all’improvviso parte di ritmo aggiornandosi… si, passando al 1986! Sempre progresso è!
Tre

Tommaso Zorzi & Rettore – Se mi lasci non vale
Ma cosa è questa tamarrata? E perché Rettore si è lasciata convincere a prenderne parte? Dov’è l’artista che innovava tanto da definire un brano come la sua Amore stella , tanto amata dai fans, una canzone brutta solo perché troppo classica e fuori dal suo percorso. Vuole farci credere che invece abbia trovato inerente al percorso questa cosa qui? E poi Iglesias o i suoi autori quanta voglia hanno di morire sbattendo la tempia contro uno spigolo?
Due

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.