Da Oggi In Radio – Le Pagelle Nuovi Singoli 4 gennaio: Ermal Meta feat. J-Ax, Carone e Dear Jack, Gemitaiz…

nuovi singoli

Nuovo anno, nuovi singoli, nuove pagelle e nuova Da Oggi In Radio, la rubrica del nostro critico musicale Fabio Fiume, che torna ad ascoltare le novità della settimana e a raccontarcele dal suo punto di vista.

Si ricorda che si tratta del parere del solo Fabio e non di tutta la redazione di All Music Italia e che i voti espressi al termine delle mini recensioni, non mettono in relazione alcuna artisti diversi tra loro. Essi sono attribuiti alla canzone in base alla carriera di chi la propone.

Iniziamo subito…

Alessandra Amoroso – Dalla tua parte

Nuovo estratto per Alessandra che però sceglie uno dei brani più soliti dal suo album. Non ci sono sentori di novità né nel suo cantato, né nella forma canzone, nonostante non sia firmata dai fidi Camba/Coro ma da Federica Abbate, Cheope e Dario Faini. E’ tutto un po’ soporifero e la cosa deleteria è che mentre l’ascolti, non ti aspetti nulla di diverso da quello che avrai.
Cinque=

Tiziano Bak Bacarani – Assenzio blues

Si parte con un buon sax e tutto sommato l’arrangiamento prosegue con una serie di soluzioni interessanti. Quel che però non funziona è la formula canzone, a cui manca un inciso e si snoda come un racconto fumoso e ripetitivo dal punto di vista metrico e d’intenzione interpretativa.
Cinque

Simona Cancian – Sei tu

La voce di Simona ricorda in alcune sfumature quella di Raffaella DeStefano, ex leader dei Madreblu, ma la sua proposta, seppur lavorata dal punto di vista musicale e vocale, è molto meno interessante dal punto di vista testuale. Si può raccontare anche d’amore ma senza essere banali con frasi come Sei tu che spogli la mia anima, sei tu che apri i miei confini”.
Cinque

Luca Capizzi & Umberto Alongi– Vicino a te

E’ in realtà un riaggiornamento del brano che lo stesso Capizzi pubblicò nel 2017. Non se ne capisce esattamente il motivo, visto che non stiamo parlando certamente di una megahit, ma di un brano pop funzionale, si gradevole dal punto di vista melodico, ma senza particolari accenti per cui non solo ricordarlo ma addirittura sottolinearlo con un rifacimento.
Cinque

Pierdavide Carone & Dear Jack – Caramelle

Intelligente nel testo, forte nella proposta sia musicale che incalza che nella forza del racconto. Carone ha sempre scritto bene e non si capisce perché non gli vengano date nuove opportunità importanti mentre per i Dear Jack, nella loro nuova formazione, questo brano riuscito e sensato può davvero rappresentare un nuovo inizio e stavolta più importante.
Otto

Cor Veleno, Coez & Gemitaiz – Una rima, una jam

Arrangiamento, linea melodica e sensazione d’insieme che richiamano il rap italiano di fine anni 90, quello che conquistava l’airplay radiofonico. E si parla di ricordi, di quelli che possono pure far male o chissà, magari aiutarci a superare vecchi dolori.
Sette

Fedez, Tedua & Trippie Reed – Che cazzo ridi

Si piega anche Fedez agli effetti trap sulla voce per un brano che però non ha la forza trascinante di alcuni suoi pezzi del passato, magari anche opinabili dal punto di vista qualitativo, ma comunque trascinanti. Mah! Sarà che m’iniziano davvero ad infastidire questi brani tutti effettati sulla traccia vocale…
Quattro

Galup – La strada di casa

Che fastidioso effetto sulla voce! E’ uno strano riverbero che in più di un momento viene fuori su questa canzone che è un po’ festa di paese, di quelli di mare. Eppure qualche intelligenza nell’arrangiamento musicale c’è, dalle percussioni al sax. Magari gli si componeva su qualcosa di meglio…
Cinque

Gemitaiz, Venerus & Franco 126 – Senza di me

Rap romanaccio proposto su una base che profuma di anni 60, che poi apre ad un inciso dal sapore soul che stupisce, perché arriva che proprio non te lo aspetti. Si può essere originali anche pescando dal passato.
Sette ½

Machella – Di notte

Un po’ confusa, tra la voglia di essere serie e poi di strizzare l’occhio alla rima facile ( vedi Rovazzi ), tra la voglia di aprire ad un inciso che resta solo intuita e la caduta verso una scelta quasi fiabesca, tra la possibilità di apparire moderna e ritrovarsi invece tremendamente classica.
Quattro

Tony Maiello – Tutta colpa mia

Maiello ha un modo di raccontare una storia in maniera precisa, riuscendo anche ad essere personale. Qui però il brano ha una grave pecca: è potente e centrato nelle strofe ma prevedibile nell’inciso, che trova l’unico punto di forza nella parola poco forbita che recita proprio all’inizio.
Cinque ½

Alessio Marucci – Improvvisamente

Poteva non essere male come brano cantautorale, così intimo e riflessivo. Il problema è che non cresce mai, non esplode. E’ tutto tenuto in lowprofile e senza uno strumento uno! Poteva non essere male ma lo è.
Quattro

Ermal Meta & J-Ax – Un’altra volta da rischiare

Inedita accoppiata per cantare l’amore che è quasi sempre imperfetto, quasi sempre sbagliato e c’è sempre tutto da imparare nonostante l’esperienza. Il brano ha una sua funzionalità ed un testo centrato; tuttavia manca qualcosa, una forza d’impatto e non è roba da poco, visto che a proporlo sono due hitmakers autentici.
Sei

Rosario Miraggio – 4 sere fa

Seppure il testo ha dei forti limiti, cadendo in banalità senza pari, Miraggio mette a segno un buon pezzo dal punto di vista dell’arrangiamento, giocando tra passaggi elettronici e momenti funky e la sua voce calda, piena e lavorata con giusti raddoppi vocali che danno colore in diversi momenti. Peccato il testo, davvero!
Sei

Robi C & Natacha – Mi manchi

Mi hai guardato quando me ne sono andato con paura che io ti dimentico”… ahhhh, questo nostro nemico CONGIUNTIVO! Ed il problema non è certo solo questo! Che testo è? Un insieme di pensierini malassortiti. E allora ben venga guardarvi mentre ve ne andate senza paura che io vi DIMENTICHI!
Due

Side Baby – Non sei capace

Tutto troppo apocalittico, con una base ansiogena ed un rap molto naturale ma che non ha aperture di alcun tipo, finendo con l’ascoltare una cosa che resta nell’intenzione uguale dall’inizio alla fine. E poi sangue, droga e lei che lo prende… insomma, direi che tutti gli stereotipi di stile sono stati rispettati.
Quattro

Theos & Mattia – Temporale

La matrice di base è sicuramente quella rap, ma parliamo di quello senza infamia e senza lode, innocuo. Poi ci sono delle aperture pop per gli incisi, ma per il cantato sarebbe meglio lasciar stare.
Quattro

 

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.