NOON: L’evanescente “Valdaro” è il manifesto della rock band dal respiro nordeuropeo (TESTO e VIDEO)

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Arrivano da una terra ricca di talento e sono al debutto nel mercato italiano col primo EP omonimo: i Noon, nuova rock band italiana nata in Salento alla fine del 2014, sono arrivati lo scorso 10 aprile in tutti gli stores, con un lavoro potente e minimale autoprodotto, con distribuzione e ufficio stampa MartePress (già collaboratrice di Nobraino e di Dellera degli Afterhours). Questa la copertina!

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L’album Noon rappresenta oltreché la prima pubblicazione ufficiale, il vero punto di partenza per questo nuovo progetto, che trae ispirazione dalle atmosfere rarefatte della musica nordeuropea e così, dalle migliori produzioni di Radiohead, Sigur Ròs, Alt-J, la fatale Björk: il risultato è un sound riconoscibile, sofisticato, multiforme, che si muove tra sonorità fredde e melodie improntate alla nostra tradizione musicale, con le chitarre che si fanno ora più morbide, ora taglienti e psichedeliche.

Tutto ciò è racchiuso in quattro tracce, poco meno di 15 minuti complessivi, una soluzione essenziale e coraggiosa quella del trio salentino per questo debutto, che propone in tracklist: Scatola#1, all’interno della quale gli oggetti di natura quotidiana si caricano di un preciso significato,  di suggestioni legate a vecchi ricordi, a dei momenti che prima o poi siamo costretti ad affrontare; Cerbero, brano che, proprio come la figura mitologica, rappresenta un tramite tra inferno e paradiso, con la voglia di prenotare un posto all’inferno, giacché lì è tutto concesso, quasi fosse un paradiso senza pregiudizi; Duluth, una dedica finale ad una persona un tempo vicina al gruppo, ma che adesso ha una vita altrove; dulcis in fundo, l’esistenzialista Valdaro, brano che descrive l’effimero del tempo, che inesorabilmente procede e sembra far perdere lentamente valore ai nostri sentimenti, dagli affetti svaniti a quelli mancati, dalle promesse non mantenute ai progetti non riusciti, e tutto ciò di cui siamo convinti, che con l’avanzare degli anni si trasforma in un semplice ricordo.

Valdaro, inoltre, contiene nel titolo un chiaro riferimento agli Amanti di Mantova, due scheletri, un uomo e una donna del Neolitico, rinvenuti abbracciati tra loro nella località di Valdaro, nel 2007. Il pezzo si può considerare il manifesto del progetto e non per nulla è stato scelto come singolo apripista per l’album.

Vi presentiamo il videoclip ufficiale, scritto e diretto da Errico Palese, con la collaborazione di Davide Raia Riccardo Schito: a seguire, il testo integrale.

VALDARO – NOON – TESTO

Ogni ora che ho
passa e perde valore.
Ogni giorno che ho
chiede un nuovo colore.

E si dissolvono, e si dissolvono così, così.

Credi in ciò che verrà
a darci nuova visione
di forza e di verità:
discorsi di nuove parole.

E si dissolvono, e si dissolvono così, così.
E si dissolvono, e si dissolvono così, così.

Attivisti concettuali,
ottimisti criminali:
correremo come i pazzi
sulle tangenziali.

E ascolteremo vecchi dischi,
a fari spenti con Battisti,
perché i nuovi rockettari sono tutti uguali.

Il nostro odio sarà un ricordo
e al tuo ritorno sarò già morto,
e fumeremo tanta amnèsia per prendere sonno,

e ogni cosa avrà un valore,
e ogni attesa avrà un suo nome,
e questa stupida canzone sarà solo rumore,
solo rumore,
solo rumore.

Noon sono Lorenzo Forte (voce/basso/chitarra acustica); Antonio Tunno (chitarra elettrica/cori); Flavio Paglialunga (batteria/ glockenspiel/cori).
Questi i canali ufficiali: Facebook (https://www.facebook.com/NoonBand);
Youtube (https://www.youtube.com/channel/UC7BKafC0jjMAQuYz1NY6_bQ).

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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