MIRCO MENNA: l’omaggio a Modugno con “Io, Domenico e tu”

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Sta riscuotendo grandi consensi ed è in gara alle prestigiose Targhe Tenco 2014 nella categoria “Album di interpreti” (ne abbiamo parlato QUI), l’ultimo lavoro di Mirco Menna, dal titolo Io, Domenico e tu: è presto detto, non parliamo di un disco di inediti, ma di un originale e moderna rivisitazione dei grandi classici dell’indimenticabile Modugno, considerato a buon diritto il capostipite del cantautorato nella nostra penisola.

Il disco è già disponibile in digitale, ma arriverà presto nella tradizionale versione compact disc per l’etichetta indipendente Protosound Records di Paolo Tocco (avete già ascoltato il suo singolo Aveva vent’anni? Lo trovate QUI).

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Così, dopo aver portato per  mesi in giro per l’Italia l’omonimo spettacolo, al fianco di musicisti d’eccezione (Enrico Guerzoni al violoncello, Maurizio Piancastelli alla tromba e tastiere e Roberto Rossi alla batteria, percussioni, flauto e cori), con questo prezioso lavoro, arriva una traccia definitiva e compiuta del progetto-omaggio. Tra gli ospiti nell’album, anche Mario Incudine (nel brano La donna riccia) e Patrizia Cirulli (nel brano Tu si ‘na cosa grande); a chiudere la tracklist un pezzo dello stesso Menna, dal titolo Chi mi facesti fari, realizzato con la Banda d’Avola.

Io, Domenico e tu non racconta solo un concerto (registrato presso La Casa della Musica di Trieste), ma riesce anche a far rivivere in pieno la straordinaria magia e quel retrogusto di preziosa nostalgia italiana che riveste e consacra negli anni, lo scenario musicale di Domenico Modugno. Ecco una clip che, al di là di mille parole, può rendere l’idea di quanto si sta raccontando, relativa allo spettacolo musicale da cui successivamente è derivata la produzione del disco… Buona visione!

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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