MIELE a SANREMO e in radio con la ruggente “Mentre ti parlo”. Il nuovo album s’intitolerà “Occhi”

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L’abbiamo conosciuta al gran galà di #SG Sanremo Giovani – serata con diretta televisiva Rai voluta da Carlo Conti per presentare al pubblico italiano gli otto artisti che al Festival si contenderranno la categoria Nuove Proposte – e ora che mancano poche settimane all’inizio della kermesse, torniamo a parlare di Miele, grazie al battesimo radiofonico della sua Mentre ti parlo.

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Proprio così: facendo zapping tra le frequenze, vi capiterà di ascoltare quello che sarà il brano presentato in gara dalla cantautrice di Caltanissetta, altresì apripista di un progetto discografico che avrà il compito di mostrarci tutte le sfumature di questo nuovo talento emergente, approdato all’Ariston per mezzo del concorso Area Sanremo 2015.

Di che si tratta? Queste le dichiarazioni di Miele:

Mentre ti parlo non è solamente una mia canzone, è la prima canzone che ho scritto. In quel periodo ero lontana da casa, a Milano per studiare musica, stavo provando da un po’ di tempo a scrivere qualcosa, ma non mi usciva nulla di buono, di vero. Dopo una violenta discussione al telefono con mio padre, nel bel mezzo di una lezione ho cominciato a buttare parole su un foglio. Parole di rabbia e di amore allo stesso tempo. Racconta l’esigenza naturale di ogni figlio di tagliare i fili di un legame ormai troppo stretto con i genitori, nonostante l’amore incondizionato.

È una canzone che grida ciò che io gridavo al telefono in quel pomeriggio con mio padre: poterlo amare ma essere capace ancor di più di amare me stessa, comunque io sia.
La mia storia di cantautrice è iniziata quando ho avuto il coraggio di scrivere la frase:
troverai i miei occhi magari meno storti, perché quelle precise parole buttate su quel foglio erano me, la mia insicurezza e il mio orgoglio, il mio rapporto difficile con il mio sguardo imperfetto. L’amore e il rispetto per se stessi, l’emancipazione dai condizionamenti, qualsiasi essi siano, è un argomento che mi appartiene da sempre, al punto tale che è diventato il filo conduttore di tutto il disco”.

E proprio sull’album, l’artista ha aggiunto importanti dettagli:

“Il titolo sarà Occhi. I miei occhi, che guardano e imparano, che amo e a volte odio, e che mi insegnano ad accettare me stessa e i difetti che ho. Penso che sia proprio nell’imperfezione che ci distinguiamo gli uni dagli altri, ed è nell’imperfezione che riusciamo a sfuggire a presunti “modelli perfetti” che sempre piu’ spesso ci vengono proposti come unici possibili”.

All’interno del disco, oltre al pezzo sanremese, ci saranno altri sei brani: “Tre portano la mia firma, uno è una cover dell’immenso Lucio Dalla, e la scelta è caduta su Grande figlio di puttana, canzone scritta a quattro mani da Dalla e gli Stadio. Gli ultimi due brani scelti per il disco portano, invece, la firma di due autori ancora poco conosciuti al pubblico, ma che amo e che mi hanno fatto un bellissimo regalo. Questa strada è un brano di Gina Fabiani, cantautrice romana dall’incredibile forza espressiva, un onore per me poterla cantare. Gli occhi per vedere, infine, è un brano di Eugenio Sournia, autore e leader della band Siberia, che ho avuto la fortuna di incontrare proprio durante il percorso delle selezioni per Sanremo Giovani, che mi ha immediatamente affascinato e conquistato e che sono certa diventerà uno dei maggiori autori del futuro panorama musicale italiano.”

Intanto è fuori il videoclip ufficiale di Mentre ti parlo: la regia è firmata da Andrea Marchese, il montaggio da Alessio Abate. Protagonisti la cantautrice, una macchina da scrivere demodé e un filo di lana rosso vermiglio… Una scelta minimale quanto efficace: che ne pensate?

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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