Meg canta Corona di spine, colonna sonora del film documentario Camorra

Meg

Meg racconta l’inquietudine di Napoli nel film documentario Camorra. La cantautrice ha prestato la sua voce per il racconto di Francesco Patierno. Ha anche firmato la colonna sonora del film, Corona di spine, disponibile negli store digitali dal 3 ottobre.

Camorra è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e successivamente trasmesso in tv su Rai3. Si tratta di un documentario sul capoluogo campano e sulla sua criminalità organizzata. Il film fornisce un ritratto storico e sociologico, frutto di mesi di ricerca negli archivi di Rai Teche. Le immagini, le interviste e i video d’epoca recuperati sono spesso crudi e raccontano una dura realtà. La voce narrante di Meg sottolinea i passaggi della narrazione e la sua drammaticità.

Le musiche del film, scritte dall’ex componente dei 99 Posse, hanno la funzione di enfatizzare il racconto per immagini. All’interno della colonna sonora, c’è la title track inedita Corone di spine. Al primo ascolto, il brano sembra una ninna nanna. In realtà, il ritmo lento è utilizzato per esprimere l’inquietudine e l’oppressione che la camorra esercita sulle sue vittime.

Corona di spine contiene un messaggio molto forte. Come titolo del brano, Meg ha usato l’espressione con cui è stato definito tutto l’hinterland del vesuviano. Corona di spine è la metafora della criminalità organizzata; e nel testo del brano, sono continui i riferimenti alla alla realtà camorrista.

Meg racconta di aver “scritto questo pezzo dopo aver guardato le immagini delle interviste di Joe Marrazzo ai bambini che Francesco Patierno mi inviava“. Secondo la cantante, sono immagini che tutti dovrebbero vedere. Avverte però che “sono un pugno nello stomaco“. Tuttavia, è “uno dei pochi modi che abbiamo per capire a fondo la Napoli di quegli anni, e anche la Napoli attuale“. Del resto, “voler guardare la cruda realtà significa volervi partecipare, soffrire con essa e sentire il bisogno imperioso di cambiarla“.

Meg

Meg (all’anagrafe, Maria di Donna) è “cresciuta negli anni 80“. Di quel periodo dice: “Alle elementari andavo già a scuola da sola – come tutti i bambini della mia età del resto – e ricordo ancora le raccomandazioni di mia madre la mattina: “non toccare mai le siringhe che vedi per terra!”“. Conferma: “le siringhe me le ricordo bene, le guardavo con gli occhi sgranati“. Racconta poi: “nel mio percorso quotidiano facevo lo slalom tra quelle e dei simpatici topoloni – detti dalle mie parti – “zoccole”“.

Per la cantante, “gli anni ’80 non sono stati un periodo semplice a Napoli, né a Torre del Greco, la città del corallo, dove sono cresciuta, città schiacciata tra le falde del vulcano e il mare“. Meg racconta alcuni suoi ricordi. Ad esempio, “il giorno del rapimento Cirillo, le mamme corsero a scuola a riprendersi i bambini per la paura“. Oppure “la sera del terremoto, dopo il quale, in tutto il vesuviano, si continuarono a vedere per anni e anni le baraccopoli di container in cui gli sfollati vivevano“. Quelli “furono gli anni dell’ascesa di Cutolo e della Democrazia Cristiana, della speculazione edilizia, dell’eroina e del terrorismo“. Quando ne parla, Meg esprime la consapevolezza che in quegli anni “quello che vedevo e sentivo intorno a me, forgiava definitivamente la mia esistenza di bambina“.

Così, “quando Francesco (Patierno, NdR) mi ha chiesto di scrivere le musiche per il suo docufilm e di farne anche da voce narrante, ho sentito che non potevo tirarmi indietro“. Si è trattato di rispondere ad un’esigenza, legata a quanto visto e vissuto in passato. “La bambina che andava a scuola da sola tutti i giorni me lo stava chiedendo silenziosamente, con gli stessi occhi sgranati di allora“.

Non è la prima volta che Meg scrive una colonna sonora. Nel 2001, ha realizzato il progetto Nous firmando le musiche per uno spettacolo teatrale. Si trattava di Dentro la tempesta, tratto da La tempesta di William Shakespeare. Questa volta, si è cimentata con la colonna sonora di un docu-film e ha assunto il nuovo ruolo anche di voce narrante.

Qui potete leggere la traclist della colonna sonora di Camorra:
1. Preludio Di Spine
2. Assuefazione
3. Napoli Di Notte
4. Paura
5. È Troppo Facile (Belvedere Rework Instrumental)
6. Alfabeto Celato
7. Intermezzo Di Spine
8. Cartolina
9. L’arte Di Arrangiarsi
10. Interludio Di Spine
11. Soggiorno Obbligato
12. Stupefacente
13. I Bambini Dei Vicoli
14. Notte Bianca (San Gennaro version)
15. Variazione Di Spine
16. Napule Je Me Ne Moro
17. Terremoto
18. Ricostruzione
19. In Ostaggio
20. Liberato
21. Nero Partenopeo
22. Napoli Città Aperta
23. Corona Di Spine

Qui potete ascoltare il brano Corone di spine.

MEG – CORONA DI SPINE – VIDEO