MARCO MENGONI: “Le cose che non ho” con lo sguardo all’estero e un brano di SIA

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Dal 4 dicembre la discografia di Marco Mengoni si riempirà di un ulteriore importante tassello. A distanza di qualche mese da Parole in circolo, verrà offerto al pubblico Le cose che non ho, la seconda parte della sua personale “playlist in divenire”, realizzata tra Milano e Los Angeles dal cantautore assieme all’ormai fidato produttore Michele Canova.

Un album importante per Marco che si cimenta in nuovi stili ed entra in contatto con nuovi autori. La più importante è Sia Furler, la star australiana divenuta nota nel mondo con la hit Chandelier e autrice di capolavori contemporanei come Diamonds di Rihanna, che ha donato al cantante Rock Bottom, l’unica traccia in inglese del disco: “È un grande privilegio quello di poter collaborare con gli artisti che si stimano di più. Considero Sia la più interessante cantautrice pop del momento. Apprezzo moltissimo il suo modo di comporre e trovo che il suo gusto sia straordinariamente affine al mio nella costruzione di alcune sonorità“.

Vi è anche il collega Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, che firma musica e testo Solo due satelliti e impreziosisce il pezzo con la sua voce. Il primo duetto inciso da Marco in un suo album e spiega il perché: “Trovo che i duetti debbano nascere da una relazione “reale” tra le persone. Sono ammirato da coloro che riescono a duettare “a distanza”. Per me la voce è uno strumento che si nutre di sangue, forza e passione e trovo che sia importante riuscire a stabilire un’armonia vocale che solo una reale interazione può dare. Giuliano mi ha fatto sentire alcuni suoi brani. Mi piacevano tutti ma Solo due satelliti mi ha colpito veramente e ho capito subito, sentendola nel provino ‘pianoforte e voce’, che si sarebbe inserita perfettamente nel racconto del disco“.

Le cose che non ho completa l’avventura partita con Parole in circolo e non a caso nella tracklist vi è proprio un brano (“Il vero e proprio manifesto di tutto il progetto“) intitolato come il precedente album, che chiude il cerchio. Parole in circolo sarà disponibile a gennaio in spagnolo ma Marco e il suo team stanno già lavorando ad un progetto che porti il cantante anche fuori dai mercati latini.

Le cose che non ho è il titolo che ho scelto per ricordare a tutti, ma prima di tutti a me stesso, quanto sia importante sapersi guardare dentro, imparare a godersi gli attimi della vita, i singoli momenti che compongono una giornata, e – nel mio caso- la fortuna che mi è capitata di fare ogni giorno quello che più mi piace. È una delle ballad più importanti del disco e anche per questo ho voluto che fosse la title track dell’album“.

Nel team autoriale si conferma Fortunato Zampaglione, che dopo Guerriero ha dato vita a Ti ho voluto bene veramente, i brani cardine dei due progetti mengoniani. Riascoltiamo anche Ermal Meta, firma in Le cose che non ho e Ad occhi chiusi, così come Dario Faini, che appare in La nostra estate.

Sempre attento alle collaborazioni con nuovi nomi della scena, Marco fa “salire sulla navicella” Rory Di Benedetto che con lui firma Ricorderai l’amore, Resti indifferente, Dove siamo e soprattutto Parole in circolo, che vede anche la firma di Maurizio Musumeci, in arte Dinastia, concorrente dell’ultima edizione di The Voice of Italy. Antonio Filippelli appare invece in Nemmeno un grammo.

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01. Ricorderai l’amore
(Marco Mengoni – Rory Di Benedetto)

E’ il brano che apre questo nuovo disco d’inediti. La voce di Marco racconta dall’esterno l’evoluzione di un rapporto per rivalutare il tempo e i momenti più significativi passati insieme, ciò che ha permesso a due persone di diventare quello che sono. Un punto di vista esterno inedito che si snoda attraverso le sonorità delle chitarre che richiamano quelle di un new pop californiano rivisitato da Mengoni.

“DAL NIENTE TU CAMMINERAI NELLA VITA”

02. Ti ho voluto bene veramente
(Marco Mengoni – Fortunato Zampaglione)

La forza e insieme la delicatezza di questo brano, prodotto da Michele Canova, fanno da accompagnamento al viaggio interiore di ciascuno di noi, ai momenti di cambiamento e insieme di comprensione e consapevolezza di quello che è stato. In “Ti ho voluto bene veramente” continua la collaborazione con Fortunato Zampaglione, che aveva già scritto con Marco “Guerriero”, il brano che ha segnato la nascita di “Parole in circolo”, e che con Marco firma anche questo brano che anticipa il nuovo album. Ritornano le sonorità elettroniche, i campionamenti vocali, ormai vera e propria cifra stilistica del cantautore, inseriti in una sequenza di evoluzioni armoniche e strumentali, che riempiono diversi passaggi di un’intensità quasi materiale.

“LA META NON E’ UN POSTO MA E’ QUELLO CHE PROVIAMO”

03. Ad occhi chiusi
(Marco Mengoni – Ermal Meta – Matt Simons – Andrew Allen)

E’ questa la prima ballad vera e propria del disco, scritta da Marco con autori di livello internazionale ed Ermal Meta, con cui aveva già collaborato per alcuni dei brani più significativi della sua discografia: Io ti aspetto, 20 sigarette, Natale senza regali. Nel testo del brano si parla di un rapporto esclusivo, come quello tra Marco e il suo ormai famoso Esercito di fan. Una reciproca scelta che si rinnova ad ogni incontro, ad ogni concerto. Una dedica speciale nata in una versione piano e voce in lingua inglese e poi adattata in italiano, e arricchita da una ritmica street dal sapore caraibico. In questa traccia, un eccezionale contributo: la tromba di Marco Tamburini, registrata durante la prima fase di preparazione della “playlist in divenire”.

“TRA MILIARDI DI PERSONE HO VISTO SOLO TE”

04. Resti indifferente
(Marco Mengoni – Rory Di Benedetto)

Questa traccia dimostra il legame con il disco precedente, la prima parte della playlist. Un’evoluzione di quello che accadeva prima (“Io ti aspetto e nel frattempo vivo”) rispetto alle scelte che la vita in qualche modo ci costringe a portare avanti (“cadono le scuse e io non ti aspetto più”). Per riuscire a proseguire in modo consapevole, senza rimpianti, è importante non arrendersi all’indifferenza ma pretendere una risposta, anche se negativa. Arrangiato come un up-tempo, in questo pezzo si ritrovano sonorità afro americane di nuova generazione, che si coniugano incredibilmente bene con l’uso personalizzato che Marco fa dell’armonizzazione delle voci. Questi “cori” particolari diventano parte integrante della melodia, un vero strumento musicale al pari degli strumenti classici.

“CADONO LE SCUSE E IO NON TI ASPETTO PIU’”

05. Parole in circolo
(Marco Mengoni – Rory Di Benedetto – Maurizio Musumeci)

È il manifesto di tutto il progetto partito a inizio 2015, un titolo quanto mai esemplificativo del percorso intrapreso dal cantautore nel dare vita ad una vera e propria playlist in divenire. La scrittura di questo brano si è trasformata col tempo nel testo che racconta il momento storico di Marco come artista e come uomo. Un nuovo approccio alla musica, che si fonde in questo caso con le parole in una corrispondenza straordinaria, per dare vita ad un percorso iniziato durante l’ultimo live di Marco sulle parole che accompagnavano “Esseri umani”. L’arrangiamento è caratterizzato da un ritmo ascendente e le “parole in circolo” viaggiano sulla consapevolezza di libertà e di lotta verso qualunque forma di censura, bullismo e, soprattutto, paura.

“QUANTI GESTI FAI PER CAMBIARE IN MEGLIO IL MONDO”

06. La nostra estate
(Marco Mengoni – Ermal Meta – Dario Faini)

Un up-tempo che sembra fare da colonna sonora ai momenti più intensi di un’estate appena passata. Nel brano si assapora un retrogusto malinconico che caratterizza il ricordo di sensazioni che, nel momento in cui arrivano, colpiscono e toccano nel profondo. Una sorta di “mal d’estate”, in contrapposizione al clima di festa immediato sprigionato dalla musica. Le sonorità sullo sfondo sono quelle dei canti masai africani, che arricchiscono d’intensità questo arrangiamento pensato come una registrazione live vera e propria.

“SEI E RESTERAI L’ESTATE MIA MIGLIORE”

07. Solo due satelliti
(Giuliano Sangiorgi)

La settima traccia del disco porta una delle firme più prestigiose del panorama cantautorale italiano. Dopo aver sentito alcuni brani di Giuliano Sangiorgi, questo è stato il testo scelto da Marco, nonostante fosse ancora in fase embrionale e avesse ascoltato solo un provino piano e voce. Mengoni ha deciso di inciderlo subito dopo la fine del tour, per ritrovare una voce più vissuta e graffiata e quindi riempire il brano con un timbro più autentico. Oltre ad essere autore di musica e parole, Sangiorgi partecipa con un piccolo cameo all’interno dell’arrangiamento costruito come un viaggio, un universo di atmosfere esaltate dalla voce di Mengoni che qui si fa apprezzare in tutta la sua densa intensità.

“SIAMO SOLO DUE SATELLITI CHE SI CREDERANNO LIBERI”

08. Rock Bottom
(Sia Furler – Chris Bride)

Unica traccia in inglese del disco, questo brano nasce da un’importante collaborazione internazionale con Sia, una delle protagoniste della scena musicale pop contemporanea, ammirata in tutto il mondo per il suo eclettismo e che ad oggi, in Europa, ha firmato oltre a questo brano solo un altro pezzo, per il dj David Guetta. In questo caso Mengoni ha voluto mantenere il testo e la musica originali proposti dall’artista senza intervenire in alcun modo, dato che su richiesta del cantautore il pezzo è stato scritto appositamente per lui e per la sua voce. Il brano racconta una storia di rinascita, in cui la delusione iniziale si trasforma in forza per chi, all’inizio, nasconde la testa e i problemi sotto la sabbia. Un inno al coraggio, per riprendere in mano la propria vita, non aver paura di soffrire, e trarre il meglio anche dalle situazioni che sembrano senza via d’uscita.

“I’M NOT AFRAID TO HIT ROCK BOTTOM”

09. Le cose che non ho
(Marco Mengoni – Ermal Meta)

È una traccia molto importante, la title track e insieme la ballad più autentica di questo secondo capitolo. La vita di ognuno di noi scorre mentre tutti siamo alla ricerca di qualcosa, in un modo così affannato da non permetterci di assaporare anche gli attimi di felicità che la quotidianità ci regala. Su questo fil rouge, nasce l’esigenza di fissare il divenire, il mutamento, poiché soprattutto questo appartiene a tutti gli individui. Ciò che tutti dovremmo avere è la capacità di non tralasciare nulla, nemmeno i vuoti, in un circolo di emozioni che sono esse stesse fondamento di vita e felicità.

“LA MIA VITA È SEMPRE UGUALE SEMBRA CALMA COME ME”

10. Dove siamo
(Marco Mengoni – Rory Di Benedetto – David Gibson – Fred Cox – Jon Mills – Kurtis McKenzie)

Il brano è un up-tempo firmato da Marco e Rory Di Benedetto, insieme a un team di autori di livello internazionale. Inizialmente il testo era stato scritto solamente in inglese e, nell’adattamento in lingua italiana, lo stile vocale di Marco non fa rimpiangere il sound internazionale della prima versione. Le parole sono sincere, costruite sulla purezza propria di chi, per ripartire, si spoglia delle maschere e ammette la fragilità del futuro, dimostrando però che vale sempre la pena viverlo fino in fondo.

“DIMMI DOVE SIAMO PER VOLARE PIÙ LONTANO”

11. Nemmeno un grammo
(Marco Mengoni – Ermal Meta – Antonio Filippelli)

Il brano è “l’ultimo arrivato” nella costruzione della “playlist in divenire” ed è la traccia che chiude questo progetto diviso in due grandi capitoli. Per la prima volta Mengoni si cimenta in un’interpretazione rap hip hop, uno stile che in qualche modo gli rende la voce più corposa e decisa, in italiano e in inglese. Il mondo in cui trascina questo brano è a tratti onirico, anche se i suoni sono molto moderni e particolari, grazie anche ad un assolo di sax che raramente viene utilizzato per accompagnare un pezzo hip hop. Anche qui è evidente l’uso innovativo che Marco fa delle voci, armonizzando i cori per utilizzarli come fossero un vero e proprio strumento musicale.

“PUOI SOLTANTO VIVERE CADERE A TERRA E CORRERE”

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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