MANGO: il ricordo di GATTO PANCERI e del critico musicale MAURIZIO SCANDURRA a 3 anni dalla scomparsa

mango

Esattamente tre anni fa, l’8 dicembre del 2014, veniva a mancare uno dei cantautori più stimati del panorama musicale italiano, una voce inconfondibile… quella di Mango.
Il cantautore e autore Gatto Panceri e il critico musicale Maurizio Scandurra hanno deciso di condividere con noi in questa particolare ricorrenza il loro ricordo dell’artista lucano.

GATTO PANCERI – IL RICORDO DI MANGO

Il cantautore, attualmente al lavoro su un nuovo album contenente ben 19 inediti, e su di un libro in uscita entrambi nel 2018, racconta così la figura dell’artista…

Mango è tuttora una realtà unica e insuperata nella musica italiana. Tant’è che a oggi, nessuno ne ha seguito le orme, perché è artisticamente impossibile. La sua cifra stilistica vocale è assimilabile, infatti, alla peculiarità di scrittura di Lucio Battisti e Lucio Dalla, con il quale, fra l’altro, ha ottimamente collaborato, scritto e cantato in carriera.

E’ una figura destinata a restare indelebile nel tempo, nonostante lo scemare dei suoi capolavori nelle programmazioni radiofoniche – fatto gravissimo per la nostra cultura e identità musicale nazionale – per via del prevalere del cosiddetto ‘indie pop’ o ‘indie rap’ che non reggono per nulla il confronto con i nostri principi delle sette note purtroppo scomparsi, tra cui anche Pino Daniele, Enzo Jannacci e Fabrizio De Andrè.

Da qualche periodo sto omaggiando, sulla mia bacheca di Facebook, alcune pietre miliari della nostra canzone in versione chitarra e voce: proverò, nei prossimi giorni, a cimentarmi con la delicatezza e la complessità delle trame melodiche di Mango e dei suoi capolavori senza tempo perché sempre più persone me lo richiedono a gran voce sui social. Se i media tradizionali, a tre anni dalla sua scomparsa, attendono ancora di omaggiare a dovere il caro Pino, per il popolo dei new media Mango continua invece a vivere di luce propria ogni giorno nei loro cuori”.

MANGO RICORDATO DA MAURIZIO SCANDURRA

Il critico musicale e press agent Maurizio Scandurra ricorda così Mango

Ho conosciuto personalmente Pino Mango. Uomo educato e riservato come pochi nella musica italiana. Uno dei rari esempi di come si può vivere una carriera luminosa, una splendida parabola umana e artistica insieme. Mango fa rima con arte pura, talento vero, classe innata e genuina. Un gigante della poesia applicata al belcanto. Lui che, per lunga parte del proprio percorso cantautorale, scelse di affidarsi a Mogol, Alberto Salerno e Pasquale Panella per i testi epici dei suoi evergreen, superò persino a parole quei grandi Maestri nella seconda parte della sua produzione – quella che va dal 2002, dal magniloquente album Disincanto in poi – con liriche raffinate cui ha fatto riscontro anche una produzione letteraria di altissimo livello, apprezzata e riconosciuta dai principali atenei italiani, culminata nella summa postuma Mango – Tutte le Poesie, uscita a fine 2015 per la bolognese Edizioni Pendragon.

Voce esemplare sapeva infiammare d’emozione, anche con il più silenzioso sussurro, ogni pagina, ogni nota che eseguiva. In quell’ugola divina si celava un’orchestra perfetta capace degli accordi e degli assoli più intensi e inattesi anche quando Mango rielaborava ex novo una cover trasformandola, come solo lui sapeva e poteva fare, in un nuovo inedito.

Un saluto affettuoso alla cara moglie Laura Valente – straordinaria solista dei Matia Bazar del dopo Antonella Ruggiero – e ai figli Filippo e Angelina, persone perbene e virtuosi musicisti anch’essi, com’è da sempre nella tradizione delle migliori famiglie nate da genitori entrambi fuoriclasse nell’arte e nella vita, e uniti da un amore vero e sincero ed elegante capace di far rumore soltanto in fondo al cuore, evitando gli inutili strombazzamenti mediatici di questi sterili e asfittici tempi moderni”.

 

  
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