Le canzoni particolarmente “particolari” della musica italiana (VIDEO)

canzoni-particolari

E´ferragosto e quindi abbiamo pensato “perché non regalare ai nostri lettori qualche momento di leggerezza e, magari, una grassa risata?”

Quindi permetterci per un giorno di essere meno seri (del solito almeno…).
Siamo andati a cercare in rete quelle che definiremmo le canzoni più “particolari” della musica italiana… preparatevi sentirete cose che normalmente le orecchie umane non sono abituate ad ascoltare.
Ovviamente speriamo nessun artista si offenda, le nostre sono solo 50 sfumature di… ironia.

Partiamo subito con un singolo di culto che, se non avete nelle vostre discografie posizionato esattamente tra il cd di Roberto Vecchioni e quello di Valerio Scanu, allora sì che dovreste iniziare a preoccuparvi…

Le si chiama Maria Vittoria Solinas, ma per la sua carriera di cantante sceglie il nome d’arte di Maria Sole.
Alterna il successo musicale a quello di attrice in film polizieschi e commedie sexy.
Tra l’altro si dice in giro che ad un certo punto dovesse pure partecipare al Festival di Sanremo negli anni 70, ma le chiesero un’enormità di soldi e lei diede il via ad uno scandalo.
Onestamente ci sentiamo di dire che, quale fosse la cifra, noi gliene avremmo chiesti molti di più.

La discografia di Maria Sole è piena di opere rivoluzionarie che noi pubblico italiano non siamo ancora pronti a capire. Ma siamo certi che verrà rivalutata tra cinquant’anni e diventerà una vera icona.
Di lei ricorderemo la capacità di portare in musica momenti della nostra vita quotidiana come nessuno ha osato cantare prima di lei, altro che Corrado e Mi scappa la pipì
Maria Sole si merita sicuramente due brani in questo articolo…

Sono Seduta sul water Closet
è tutto un dolore di sforzo ricordo
è tutto uno sforzo di modo frastuono
Sono Seduta sul water Closet
è un gran cadere del niente ricordo

Ma in realtà la sua hit più conosciuta è Sono a far pipì del 1979…

Sono a far pipì ciapi ciapi ciapi cì
e mi chiama papà ciapi ciapi ciapi cì
e mi chiama mammà ciapi ciapi ciapi cì
Sono a far pipì ciapi ciapi ciapi cì
e mi chiama Romano il fratello di Carlo
Sono a far pipì ciapi ciapi ciapi cì
caposquadra di squadra
Sono a far pipì ciapi ciapi ciapi cì
e mi chiama Certaldo il padre di Mario…

Ora vorremmo solo capire visto che nel ’79 non esistevano i telefoni cellulari come Maria Sole riuscisse ad assolvere alle sue funzioni vitali alzandosi continuamente per rispondere al telefono…

Ora correte a scaricare il suo album All’amore!


Passiamo a qualcosa di più recente.
Da sempre le showgirl hanno sfornato canzoni che sono diventate hit… da La Notte vola della Cuccarini a Cicale di Heater Parisi.
Ci ha provato anche la “multi talentuosa” Loredana Lecciso con un brano che pare sia stato composto addirittura dal paroliere di Julio Iglesias (?!?).
La canzone si chiama Si vive una volta sola ma non rende totalmente la sua forza se l’ascolto non è accompagnato dalla visione del video.

Se qualcuno l’avesse realmente capita la Lecciso poteva essere la Rihanna italiana o forse la nostra Paris Hilton…  #sapevatelo


Festival di Sanremo 1981.
Ben prima di Jo Squillo c’era Jo Chiarello. E qualche anno dopo aver composto Minuetto per Mia Martini il maestro Franco Califano si invaghì delle “doti” di questa ragazza decidendo di produrla e scriverle un pezzo per Sanremo, Che Brutto affare.
Siamo sicuri che questa ragazza e la sua schiettezza, accostata a cotanta femminilità, sono state d’ispirazione per le ultime produzioni della nostra amica Romina Falconi. Vero Romina?!? (qui tra l’altro trovate il blog della Falconi in esclusiva su All Music Italia).


E´il 1977 e la band che porta il nome de I Belli con la cantante Veronica pubblicano un 45 giri con etichetta Caporal Record chiamato Le banane, diciamo che già dal titolo promette bene ma la vera chicca arriva nel lato b del disco dove è contenuta Lui me lo dava.
Ah, sul retro del 45 giri compare la scritta “Vietato l’ascolto nei locali pubblici ed ai minori di 16 anni“. Quindi ribadiamo ai nostri lettori: SE NON HAI ALMENO 16 ANNI QUESTA LA DEVI SALTARE.
I passaggi memorabili di questa canzone di cui probabilmente Io la do di Immanuel Casto è solo la risposta giunta troppo tardi, sono:

Lui me lo dava. lui me lo dava, me lo dava con passion…
Io lo prendevo, io lo prendevo, lo prendevo con piacer…

Io gliela diedi, io gliela diedi, gliela diedi con piacer
la mia boccuccia tanto graziosa ma delicata da baciar…

Alla fine ci scappa anche il pupo… ma non siate maliziosi, i vostri genitori non vi hanno insegnato che con i bacetti nascono i bambini?!?


Passiamo dopo queste atmosfere classiche ad un po’ di sano rock… e parliamo di Gianni Drudi.
La sua carriera inizia a metà degli anni 80 e ad oggi ha pubblicato 14 dischi; Segno di un successo che non conosce fine.
Di lui alcuni di voi ricorderanno la celebre Fiky fiky (ehi ci stai fiky fiky con me? facciamo Fiky fiky insieme…) ma il tripudio artistico in cui convergono tutti i suoi talenti secondo noi avviene con un brano intitolato Tirami su la banana col bacio. Potremmo dire tante cose su questo brano, ma siamo certi che già il titolo dica troppo.


Siamo a cavallo tra gli anni 60 e 70 quando la cantante Marina (non Fiordaliso) decide che è giunto il momento per riprendere un tema che ha fatto il successo di tante cantanti nel decennio passato, quello della natura.
Del resto si sa, dalla colomba di Nilla Pizzi a la barca che va di Orietta Berti, queste tematiche all’apparenza semplici ma con messaggi di spessore tra le righe hanno sempre avuto successo.
Marina incide Finalmente ho comprato l’uccello, diciamo solo che il suo risvolto sociale è un po’ troppo avanti per l’epoca infatti il problema delle gravidanze tra le minorenni è quanto mai attuale oggi.

Finalmente ho trovato l’uccello
era tanto l’andavo a cercar
e fra tutti l’ho preso, il più bello…

Ha il colore di un grosso fringuello
degli strani saltelli le fa
ce l’ha in testa un grosso cappello
sembra il vescovo della città…

Era tanto cercavo l’uccello
non credevo m’avesse a pregà
nella gabbia mi ha fatto un macello
a sedici anni son mamma di già…


Nel 2006 vince il Festival di Sanremo una canzone che parla di far l’amore come un piccione, sul cornicione… con tanto di simulazione da oscar del verso dell’animale.
La canta Povia ispirato per questa canzone da San Francesco probabilmente… ripetiamo vince Sanremo, forse spinta dal successo dell’anno precedente de I Bambini fanno oh (e quella era una bella canzone pop).
Di sicuro a quei tempi non immaginavamo ancora che Povia sarebbe riuscito a far di meglio sia in musica, con la miracolosa “guarigione” di Luca era gay, che sulla sua pagina Facebook (andate a sbirciare i suoi ultimi video per farvi un idea…).


Nel 1993 il rock torna finalmente al Festival di Sanremo dopo il passaggio di Vasco Rossi con Vita spericolata.
E lo fa con Maria Grazia Impero che canta Tu con la mia amica.
Qui non va detto nulla credeteci… è un po’ come per Lady Gaga, ci sono canzoni che hanno bisogno del supporto visivo per guadagnare in potenza e Maria grazia buca letteralmente lo schermo a calci…
Più che la canzone assistete a questa performance tra movimenti pelvici e alzate di gamba alla Heater Parisi. Prima rivale della Nannini in vista poi sparita “misteriosamente”.
Tra l’altro pare che il brano fosse destinato originariamente a Loredana Berté che, inspiegabilmente decise di farne a meno.

In realtà qui bisogna aprire una parentesi seria nonostante la natura ironica di questo pezzo.
Maria Grazia qualche anno dopo ha rivelato di essere stata praticamente costretta a cantare questo brano che lei considerava orrendo.La canzone con cui si sarebbe dovuta presentare a Sanremo si chiamava Se ci fosse Dio ed era stata scritta da Roby Facchinetti. Fu incisa successivamente con il maestro Fio Zanotti.
Il caso di Maria Grazia in realtà rappresenta il lato peggiore della musica, quando si prende un giovane e gli si impone come cantare, cosa cantare e come vestirsi… e lo si fa senza un minimo di gusto, perché ha ragione la Impero, la canzone è davvero terribile.


Passiamo ad uno che ha girato letteralmente il Mondo con una canzone che faceva così (e che magari i nostri lettori più giovani hanno sentito ricantata in concerto e ad Amici dai The Kolors…)

Gira il mondo gira
nello spazio senza fine
con gli amori appena nati
con gli amori già finiti
con la gioia e col dolore
della gente come me
oh mondo soltanto adesso io ti guardo
nel tuo silenzio io mi perdo
e sono niente accanto a te
Il mondo non si è fermato mai un momento….

Lui è il grande Jimmy Fontana che non si comprende per quale motivo ad un certo punto della sua carriera nel 1965 non voleva essere chiamato Pussy in pubblico ma solo in privato…


Giorgia Florio magari è un nome che non vi dice nulla, ma sappiate che ha partecipato a ben tre Festival di Sanremo (e c’è chi nemmeno uno…).
A 17 anni si presenta per la seconda volta sul palco dell’Ariston e presenta questo brano di natura futurista… impressionista… no forse cubista. Insomma tipo un quadro di Picasso.

Tu sei come una piscina
dove il cielo è trasparente, acqua
se ti spogli, che mi fai
io ti vedo, come sei
tu sei topo, sei graffiti,
hai i capelli senza viti…

Di questa va assolutamente visto il video per assaporare al massimo la canzone che guadagna punti con i pugni rock chiusi e le girate di capelli alla Valeria Marini… seconda probabile rivale di Gianna Nannini fatta fuori volontariamente, non c’è altra spiegazione all’interruzione di carriera altrimenti…

Va detto che nel 1988 Giorgia ha definitivamente lasciato il mondo della musica ed ora è diventata una valida e preparata fotografa a livello internazionale e si è trasferita da diversi anni a Parigi, rifiutando per scelta personale qualsiasi passaggio televisivo nei vari contenitori musicali dei revivals (e ci sentiamo di comprenderla!).


Chiudiamo con un’altra canzone relativamente recente.
Nel 2008 arriva una ragazza, tale Elisa Elettra, e inizia a cantare “che le piace Grosso“… ovviamente subito tutti colti dalla malizia a pensar male quando la sua era solo una sincera e delicata dedica d’amore per il suo idolo irraggiungibile, il calciatore Fabio Grosso.
Maurizio Paradiso, capita la natura innocente del brano, ne ha voluto fare una cover per dare una svolta alla sua carriera…

Ovviamente avremmo potuto citare tante altre canzoni “cult” come Sbucciami di Malgioglio o Jo Squillo che cantava “Violentami sul metrò“… abbiamo deciso di lasciare spazio alla vostra fantasia.
Scriveteci nei commenti per dirci quale di queste è la vostra “preferita” e linkateci le canzoni che meriterebbero una citazione speciale

BUON FERRAGOSTO DA TUTTA LA REDAZIONE DI ALL MUSIC ITALIA.

  
segui su:

  • Avete scordato Pamela Petrarolo e il suo ultimo singolo Tomato De Amor spacciato come tomentone nell estate 2006 dopo il reality show la fattoria ! XD “Io con te sogno una vita di sesso ole'” XD https://youtu.be/PhSniTc_6SQ