INTERVISTA a DANIELE SILVESTRI: “La mia casa è nelle note che ascolterete, Benvenuti!”

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In occasione dell’uscita – prevista per il prossimo 26 febbraio – di Acrobati, il nuovo album di inediti di Daniele Silvestri a distanza di cinque anni da S.C.O.T.C.H. per etichetta Sony Music, anticipato dal singolo Quali Alibi, abbiamo incontrato il cantautore a Milano per scoprire qualcosa in più ed ascoltare in anteprima qualche estratto. 74 minuti pregni di contenuti e musica, dai quali emergono l’entusiasmo e l’urgenza creativa di Daniele; un sound potente che spazia abilmente tra generi diversi, dal rock al funky, passando per la canzone d’autore e l’elettronica.

“Sono 22 anni che faccio dischi, ma sono più emozionato che mai. Lo dico solo a voi e poi magari lo negherò, ma credo sia la cosa più bella che ho fatto. Non vedo l’ora di farvelo sentire. Per adesso – però – posso farvelo vedere!”
Queste le parole con le quali Silvestri ha annunciato il lancio del nuovo lavoro.

Acrobati è un disco acrobatico già dalla nascita: un IPhone pieno di appunti musicali, di idee, che partendo da uno studio di Lecce la scorsa estate ha viaggiato fino a ritrovarsi chiuso in una sala di registrazione. Di acrobazia in acrobazia diciotto di queste canzoni si sono fatte avanti ed hanno iniziato ad abitare il disco rendendolo in poche settimane quello che è oggi. Ha coinvolto più di 15 musicisti e featuring d’eccezione come quelli con Caparezza, Dioato, Dellera, i Funky Pushertz e Diego Mancino.

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Il riscontro del pubblico è stato più che mai positivo: un tour che partirà il 27 febbraio e toccherà tutta Italia, che vede le prime 4 tappe – Foligno, Genova, Aosta e Senigallia – insieme a quelle di Bari, Torino e la prima delle due tappe di Milano già SOLD OUT, l’aggiunta di due città allo stesso, Bologna ed Assisi. Un tour in store che porterà Daniele a presentare il disco in 8 città italiane – Roma, Genova, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari. E un inedito che sta riscuotendo grande successo sia sul web che nelle rotazioni radiofoniche.

Ma torniamo al nostro incontro. La conferenza:

“Ho cercato di evitare l’attualità, ho un’età nella quale mi sento meno predisposto e titolato a raccontare il presente. Ho voluto a 47 anni allargare l’orizzonte, una dimensione quasi più fanciullesca. Credo sia un disco più poetico che politico.”

Poche parole prima dell’ascolto di 10 tracce selezionate.
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Come siamo arrivati dall’IPhone alla Puglia?

“Ho cercato di creare le condizioni affinché sorprendesse per primo me, non era programmato, sono entrato in studio solo con qualche appunto e alcune persone che sono state fondamentali, volevo fermare quel momento magico che è la creazione. Sono andato 3 giorni a Lecce, nello studio di Roy Paci con i musicisti giusti (nuovi rispetto a quelli che hanno lavorato al lavoro precedente). Dopo quei tre giorni sono tornato a casa con 21 tracce da registrare.”

Da cosa sono nati i feat. da Caparezza a Diodato?

“Avevo per le mani un giro strumentale che era perfetto per Caparezza, se devo pensare alla penna italiana in grado di giocare perfettamente con le parole, non mi viene in mente nessun’altro. Ci siamo silenziosamente “seguiti” per 20 anni fino a quando non ho alzato quella cornetta con una proposta; abbiamo lavorato a distanza rimbalzandoci le idee. Ci sono due canzoni col giovane Diodato, noi ci conosciamo da anni e ci ha messo davvero l’anima. Le persone che hanno collaborato in questo disco sono tutte persone che gravitano attorno a questo Mondo del quale Antonio è il centro; ha un timbro bellissimo, fosse nato oltreoceano sarebbe sicuramente un crooner di punta.” 

Emozionato per il primo vero tour teatrale?

“Il primo tour teatrale mi riempie d’orgoglio, soprattutto perché mi ha permetto di andare a toccare tutta Italia. È stato pensato prima del disco e non avrei potuto prendere decisione migliore. Il teatro è perfetto per far passare la magia e il funambolismo di questo disco, potrei usare le vesti di un mago che racconta una storia.. Voglio che tutto nasca in diretta.”

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Un disco importante incorniciato da una delle copertine più belle degli ultimi anni.. perché “Acrobati” e da cosa nasce questa idea?

“Il disco disegna un percorso narrativo con un equilibrio dinamico per questo il titolo “Acrobati”. Ho voluto un album più complesso e completo, per me le canzoni dovrebbero essere sempre un cantiere aperto, in continua evoluzione, mi risulta difficile chiuderle. In copertina, tra gli altri acrobati anche Philippe Petit, l’acrobata francese noto ai più per la camminata tra le 2 torri gemelle, dalla quale hanno poi tratto il film “The Walk”. Lui parla di disobbedienza alla gravità ed è un concetto di libertà che mi particolarmente colpito. La cosa che mi affascina di più è che l’essere umano riesce a farmi salire fino alle nuvole quanto a farmi incazzare. L’immagine è nata da Paolo, autore dell’album, un vero artista con una sensibilità straordinaria, che ha fatto una delle copertine più belle degli ultimi 20 anni. È riuscito ad interpretare una canzone e un disco, magico.”

Vi lascio con la tracklist ufficiale di Acrobati:
1. La mia Casa
2. Quali Alibi
3. Acrobati
4. Pochi Giorni (feat. Diodato)
5. Un altro Bicchiere (feat. Dellera
6. La mia Routine
7. Così Vicina
8. La Verità
9. Pensieri
10. Monolocale
11. La Guerra del Sale (feat. Caparezza)
12. A Dispetto dei Pronostici
13. Come Se
14. L’Orologio (feat. Diego Mancino)
15. Bio-Boogie (feat. Funky Pushertz)
16. Tuttosport
17. Spengo la Luce (feat. Dellera)
18. Alla Fine (feat. Diodato)

  Una mente intuitiva e razionale per un corpo istintivo e cosmopolita. Italo-tedesca trapiantata a Milano since 1991, imparo a scrivere prima ancora di camminare: inizio ad usare di nascosto la macchina da scrivere di mia nonna e battuta dopo battuta capisco che quel tic-tic-tic sarebbe diventato il mio suono preferito. Intraprendo la carriera universitaria in ambito comunicativo-giornalistico per perseguire il mio sogno. Cresciuta a pane e rock'n'roll da una mamma hippy approdo ad All Music Italia nel maggio 2015. Una biondina cinica e determinata un po’ Carrie Bradshaw, un po’ Miss Fletcher.
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