GUIDO ELMI: ci lascia il produttore che già aveva previsto tutto…

guido elmi

E’ una di quelle notizie così… che arrivano inaspettate come un pugno nello stomaco. Dolorose, improvvise e che fanno male a chiunque mastichi anche solo un po’ di musica.

Guido Elmi se n’è andato. Guido Elmi ci ha lasciato e ora è come se mille luci si fossero spente per lasciare spazio alla penombra. Guido Elmi non ha mai amato le luci della ribalta e si è sempre accontentato di una posizione centrale, ma defilata. Senza il suo apporto, però, la musica italiana oggi sarebbe molto più povera e non annovererebbe pietre miliari come C’è chi dice no o Buoni o cattivi.

68 anni, aveva affrontato una dolorosa malattia e nonostante la battaglia sembrasse vinta questa mattina è stato trovato senza vita nella sua casa di Bologna. Il Blasco ha voluto ricordarlo a modo suo: “Se n’è andato improvvisamente… Era molto stanco… […] Una consolazione è che ha fatto in tempo a partecipare, vivere, vedere la grande festa di Modena Park.”

Ironia della sorte proprio ieri Vasco Rossi aveva pubblicato un passaggio del suo libro in cui raccontava della crisi con Elmi che li portò ad un breve allontanamento artistico tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

La scorsa settimana Guido Elmi aveva partecipato alle selezioni di Bma – Bologna Musica d’Autore nella quale aveva contribuito a scegliere 9 artisti che si presenteranno sul palco il 7 ottobre per contendersi la vittoria finale del contest. Molti lo hanno trovato provato, ma nessuno si è più di tanto soffermato su questo aspetto, forse pensando che certi personaggi sono immortali.

Personalmente Ricordo di aver chiacchierato con Guido Elmi 11 anni in occasione della presentazione del progetto NOPOP, etichetta discografica indipendente nata con la volontà di seguire progetti emergenti che, a parer suo, non avevano il meritato spazio. Ricordo una piacevolissima telefonata nella quale Guido espose tutte le sue perplessità riguardo le nuove frontiere digitali della musica. Guido era un amante delle nuove tecnologie, ma allo stesso tempo si sentiva a volte schiavo di apparecchi meccanici digitali ben lontani dalla sua idea di musica.
Ricordo che parlò del rapporto tra musica e televisione e si dimostrò ben distante dal linguaggio con cui la televisione si poneva nei confronti della musica. Tutto questo anni prima del boom dei talent show musicali. Un precursore anche della preoccupazione che ancora oggi attanaglia appassionati ed addetti ai lavori e che allora venne sottovalutata dai più.

Non posso dimenticare l’entusiasmo con cui presentò il progetto che permetteva agli emergenti di creare un disco sotto la sua supervisione, ma con tutta la libertà creativa possibile. Un progetto ambizioso, interessante, forse visionario e probabilmente pensato con troppa passione e ahimè poco spirito imprenditoriale, tanto che sfortunatamente non riuscì mai a prendere il volo nonostante la qualità artistica delle proposte presentate.

Credo che in queste righe ci sia l’essenza di Guido Elmi. Personaggio fuori dagli schemi, ma estremamente curioso ed appassionato.

Mancherà il suo fiuto, il suo intuito e il suo sapiente sguardo sempre proiettato verso il futuro, senza mai dimenticare il glorioso passato che ci ha regalato.

 

Articolo di Simone Zani per All Music Italia

 

  
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