FRANCO NISI: Addio ad un educato ambasciatore della musica italiana

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Spesso il mondo della musica si trova a piangere ed omaggiare qualcuno dei suoi protagonisti venuto a mancare; è la vita e certamente essere artisti, con tanto di lustrini, fans, applausi e premi non costituisce barriera in grado di contrastarne il percorso che, come tale, ha anche inevitabilmente una fine.
Il fatto è che però un artista sopravvive anche alla morte tramite ciò che ha fatto, ciò che ha regalato nel tempo e per tanto non viene mai dimenticato davvero.

C’è però chi questo meraviglioso mondo musicale lo ha praticato e lo ha vissuto con tutte le sue forze, pur senza mai prodursi in qualcosa da poter conservare, eppur il suo impegno non è stato di certo minore. Franco Nisi era indubbiamente una di queste persone.

Appassionato melomane, fine autore, ideatore di più progetti televisivi al fianco di praticamente tutte le grandi star della nostra tv e… enorme divulgatore di musica; quella musica italiana che nel 1982 seppe prendere per mano in un momento non facile. Già, perché negli anni 80 gli italiani erano diventati profondamente esterofili, acquistando qualsiasi cosa arrivasse dall’estero, anche mezzo metro al di là delle Alpi era sufficiente ad esser giudicato meglio di qualsiasi cosa prodotta al di qua delle stesse. Pochi erano i momenti per la nostra musica: l’uscita di un album di un grande cantautore, il mesetto subito dopo il Festival di Sanremo, qualche rivelazione con data di scadenza già in divenire. Il resto era tutto di matrice estera e le radio private, sempre più in espansione, cavalcavano quell’onda.
Lui invece in quel preciso momento accettò la sfida ( al momento solo milanese e limitrofi ) di RadioItalia SoloMusicaItaliana, ideata quell’anno da Mario Volanti, diventando una delle voci di quell’idea controcorrente che da li a cinque anni diverrà radio nazionale.
Si distinse subito Franco, tanto che già dall’anno successivo, il 1983, ne diventa direttore artistico. Per la radio conduce in studio, scrive, presenta live, il tutto alla sua maniera, da giornalista misurato che sa ciò che dice e che ama ciò che fa. Non è un caso che praticamente tutti gli artisti nostrani ne diventano amici e ieri come oggi lo omaggiano e lo piangono.

Quale è il modo di ricordare un distinto professionista quindi? Scriverne, evidenziarne cultura ed educazione, preparazione e presenza, professionismo e nessuna spocchia.
All Music Italia tutta, che attraverso il web ha sposato ciò che in etere Radio Italia iniziò 35 anni fa, è partecipe di questo momento triste, e ne scrivo io in prima persona, perché con Franco ho più volte avuto modo di confrontarmi, raccogliendo un’inaspettata stima da parte sua che mi ha sempre lasciato stupito. Mi seguiva quando non ero nemmeno ancora giornalista, commentando alcuni miei articoli da tirocinante per Il Roma e dandomi preziosi consigli. Mi aveva ascoltato quando mi sono trovato a co-condurre per la napoletana RadioClub 91 il programma Qui c’è Musica, l’anno scorso, facendomi dei complimenti inaspettati che hanno tirato fuori il meglio di me, che mi sentivo fino a quel momento inadeguato per quella nuova esperienza di ben tre ore di diretta. Non ha mai scordato via social un mio compleanno, che al contrario non sono così sicuro di non aver mai scordato il suo e addirittura l’anno scorso i suoi auguri furono i primi, a mezzanotte spaccata. Forse era semplicemente davanti al pc in quel momento, o forse era bravo a far sentire le persone speciali, a tirare fuori il loro meglio.

L’ho anche incontrato di persona, durante un Festival di Sanremo, ma mi mancò la faccia tosta per raggiungerlo e disturbarlo mentre era impegnato in un chiacchiericcio da dietro le quinte. Ed oggi penso che quella mano dovevo venire a stringertela Franco, che dovevo dirti anche di persona un grazie che più volte ti ho detto via email; non sono stato abbastanza grande, non ero come te. Non ci sono dei dischi che ricorderanno te o dei videoclip che trascineranno nel tempo le canzoni rendendole in qualche modo immortali; c’è questo mio pensiero, forse miserrimo, forse troppo poco, ma sincero e ciò che si scrive resta, almeno per chi vorrà leggerlo.
Ciao Franco.

Fabio Fiume

La Redazione di All Music Italia tramite questo articolo di Fabio Fiume saluta una delle voci che hanno segnato la radio italiana e si unisce in un caloroso abbraccio nei confronti della famiglia.

Massimiliano Longo – Direttore

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica