Gli ENJOY THE VOID presentano il loro sound nell’album omonimo

Enjoy the void

Lo scorso 26 marzo ha visto la luce l’omonimo disco degli Enjoy The Void. Ad anticipare l’uscita del disco è stato il videoclip del primo singolo dal titolo Our Garden.

Registrato da Giovanni Caruso presso il Bam Factory Studio di Sapri (SA) e masterizzato da Salvatore Addeo agli Aemme Recording Studios di Lecco (LC), Enjoy The Void mette le sue radici in realtà molto prima e per la precisione nel 2013, quando Sergio Bertolino, voce e tastiere del gruppo oltre che autore di tutti i pezzi, inizia a buttare giù le prime basi del disco in un progetto che originariamente era pensato come solista.

Bertolino scrive inizia a scrivere i pezzi durante un suo soggiorno a Torino e prosegue nella stesura dopo essersi trasferito a Manchester, ma è soltanto quando reincontra il bassista Tony Guerrieri (con il quale aveva già collaborato in passato) che il lavoro inizia ad acquisire una propria dimensione. Il progetto solista comincia così ad ampliarsi fino ad assumere i connotati di un lavoro da band e a Bertolino e Guerreri si aggiungono in breve Francesco Magaldi alla batteria, Lucio Filizola, Giuseppe Bruno e Giovanni Caruso alle chitarre.

Enjoy The Void si caratterizza come un disco di stampo alternative rock ma eterogeneo e contaminato da più e diverse influenze. Al suo interno infatti si possono riconoscere caratteristiche proprie della black music che riescono ad amalgamarsi con sonorità elettroniche e sfumature pop.

Il lavoro non segue un preciso filone di collegamento ma ogni canzone si evidenzia per essere fine a sé stessa e disunita, sia a livello testuale che musicale, dalle altre presenti nell’album, senza però per questo perdere un certo qual filo conduttore capace di accomunare i pezzi e dare una precisa “targa” al sound della band.
Non per niente riguardo al disco è la stessa band a dire: “la più grande ambizione degli Enjoy The Void è elaborare uno stile personale, originale, che può richiamare tante cose, senza però assomigliare a nulla”.

Sempre a proposito di Enjoy The Void il frontman Sergio Bertolino aggiunge:

Musicalmente parlando il nostro obiettivo era la definizione di uno stile personale, che andasse oltre la rigida classificazione dei generi, proponendo un sound proteiforme, fluido, in grado di adattarsi alla molteplicità dei contenuti, senza però perdere coerenza e identità. Credo che uno dei tratti distintivi del nostro modo d’intendere la musica sia la costruzione ‘concettuale’ degli arrangiamenti. Abbiamo cercato, attraverso il suono, di esprimere gli argomenti, le immagini e le atmosfere suggerite dai testi. La dimensione lirica e testuale è molto importante per noi. Testi e musiche concorrono in egual misura alla comunicazione.

Our Garden, primo singolo estratto da Enjoy The Void è un pezzo molto melodico e coinvolgente e nel video scritto e diretto da Pasquale Dipino il protagonista osserva da una stanza nuda una bella ragazza proiettata sul muro da una cinepresa. Come d’incanto in un attimo gli sguardi dei due sembrano incrociarsi e “parlarsi” al punto che improvvisamente lui si ritrova nel bosco del video insieme a lei. Qui incomincia una di lui rincorsa a perdifiato nel tentativo di raggiungere la ragazza, ma la disillusione è in agguato e quando sarà ormai giunto ad un passo dalla mano della bella si ritroverà risucchiato nella stanza del proiettore e di lei non sarà rimasta nemmeno l’immagine sul muro.

Questa la tracklist di Enjoy The Void

01 – The Most Sublime
02 – Nanaqui
03 – Our Garden
04 – Doubt
05 – The Usual Blues
06 – Something Strange
07 – A Prayer
08 – Night
09 – Don’t Tell Me No
10 – Stay Away
11 – Song For The Forgotten One

 

Prezzo: EUR 9,99

 

  Inizio a scrivere circa 10 anni fa cimentandomi in racconti brevi, prevalentemente in stile thriller/horror perchè è ciò che leggo ed è ciò che mi piace leggere (Stephen King, Dean Koontz, Donato Carrisi, Giorgio Faletti...) Nel 2010 nasce così "Il Gatto", pubblicato dalla casa editrice Albatros. Seguono altri racconti brevi e nel 2010/2011 un secondo romanzo, "La Nebbia Di Pontevecchio", che è tutt'ora inedito. Negli ultimi due anni decido invece di cimentarmi in poesie, per lo più ispirate e contaminate dalla musica che ascolto.