ELISA è regina del Forum: ecco il resoconto della spettacolare performance di Milano

elisa

Vi ricordate cosa disse Oscar Wilde sul gentil sesso? “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.
Parole sante se pensiamo alla performance di Elisa del 26 novembre, al Mediolanum Forum.

La Toffoli si presenta al pubblico milanese in tenuta casual, quasi sportiva: un pantalone scuro, una maglia blu scoperta sulle spalle, da cui si intravede uno dei suoi tatuaggi.

Molteplici le sfaccettature che non esita a mettere in luce la cantante friulana, primo tra tutti quello dell’artista completa. E pensare che c’è chi ricorda Elisa come la ragazzina timida, seduta sul suo sgabello e soffice come il panettone di Natale.
La grazia e la leggiadria della vocalità di Elisa si mescolano perfettamente alla carica rock dei suoi brani internazionali. Un sound rivoluzionario e mai sentito nei pezzi appartenenti all’ultimo album ON (qui la nostra recensione del disco) e nelle rivisitazioni di brani come Together.

Elisa si siede, sta vicina al suo pubblico, lo vuole sentire e toccare con mano. Gli suona di fronte, balla per lui sulle note di Love me forever, un brano a cui il pubblico italiano avrebbe dovuto dare maggior peso, visto che è così affezionato alla musica “leggera”. E’ anche vero che quando un’artista impegnata e seria prova a essere più “leggera”, allora lì ci giriamo erroneamente da un’altra parte.

Quelle elencate finora sono solo alcune delle mille sfaccettature della cantautrice italiana che non ci ha privato dei suoi più grandi successi: Luce, Stay, Eppure sentire, Ti vorrei sollevare, Gli ostacoli del cuore, e tra le tante Bruciare per te, la sua ultima perla dedicata al marito Andrea, nata da una poesia scritta nel periodo in cui fece il giudice ad Amici 14.

A proposito di Amici, ospite della serata è Stash (The Kolors), che si esibisce sulle note di Me minus you, a due voci con Elisa. Le capacità vocali, la tecnica e il virtuosismo della cantante emergono qui come nell’omaggio a Leonard Cohen, scomparso il 7 novembre scorso. Hallelujah incanta e irretisce il pubblico. E’ lei la regina di un forum attento, che preferisce applaudire di gusto piuttosto che urlare fanaticamente.

Sullo sfondo si susseguono immagini semplici, spesso tratte da paesaggi naturali, come l’onda che si infrange sulla spiaggia e torna indietro, come il fiore che sboccia a primavera. Le immagini si alternano a messaggi universali: “There’s no loser”, “Equal rights”, “Make heaven”.
Potrei definire Elisa la sintesi italiana tra Amy Lee (cantante degli Evanescence) e Enya: il rock unito all’atmosfera esotica e alle tinte celtiche della sua vocalità.

Il momento più magico è l’omaggio a Mia Martini, Almeno tu nell’universo sono i quattro minuti più emozionanti della serata, lei è così vera, così semplice, così brava.

Elisa è una polistrumentista, ma questo già lo sapevamo: suona il pianoforte, la chitarra (classica ed elettrica), ma non solo; utilizza synth, megafono, hang (uno strumento a percussione).

E’ facile scrivere che “tutto è bello” giusto?” – mi verranno a dire. Bé in questo caso bisognerebbe impegnarsi per trovare qualcosa di negativo. Se proprio vogliamo, l’unico momento “no” è stata la scomparsa per circa 3/5 secondi della voce per problemi tecnici. Ebbene sì si sbaglia, “errare humanum est”.

Vi invito ad andare ad ascoltare Elisa, sono soldi spesi bene, sia per chi conosce la musica, sia per chi vuole passare una serata diversa. E’ l’emblema di come si possa rimanere italiani pur facendo musica spesso diversa da quella italiana. E’ l’esempio di come si possa raggiungere livelli davvero alti e rimanere umile.

Barbara Rocchelli per All Music Italia
Foto di Carolina Amoretti

 

 

  
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