11 Giugno 2015
di Direttore Editoriale
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11 Giugno 2015

Ecco “No place in heaven” di MIKA attraverso gli occhi dei nostri due giornalisti per un giorno

Ieri abbiamo scelto due dei nostri lettori per diventare giornalisti per un giorno e partecipare alla presentazione di "No place in heaven" nuovo cd di Mika

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Ieri, come vi avevamo preannunciato in mattinata, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo album di Mika, No place in heaven, un artista di fama internazionale che, grazie alle sue partecipazioni in qualità di giudice a X-Factor, il popolo italiano ha praticamente adottato e imparato ad amare.

All Music Italia in occasione di questo particolare evento grazie alla collaborazione alla casa discografica dell’artista, la Universal Music, ha organizzato un concorso lampo dando la possibilità a due dei suoi lettori di diventare nostri giornalisti per un giorno assistendo alla conferenza, facendo una domanda a Mika e incontrandolo dopo il concerto.
Ecco il racconto di quest’importante giornata attraverso le parole di Melissa Cesana e Gianluca Chemini.

ARTICOLO di MELISSA CESANA

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Oggi attraverso All Music Italia ho avuto la grande opportunità di poter partecipare alla conferenza stampa di presentazione del nuovo album di Mika..
Lui si è presentato elegantissimo e con il suo sorriso umile che lo ha fatto amare da milioni di fan in tutto il mondo.
Ha risposto con molto entusiasmo a tutte le domande che gli sono state rivolte durante il corso della conferenza, raccontando le sensazioni che sta provando per la pubblicazione di questo album, spiegando che ad ogni uscita di un nuovo disco arriva anche un po’ di malinconia, perché esterna qualcosa che fino a quel momento è stata solo tua.
No place in heaven prende vita dalla voglia di liberarsi dalla paranoia e dalla vergogna, di raccontare chi è Mika, senza doversi nascondere e senza metafore.

Un momento molto intimo, ma allo stesso tempo divertente, è stato quando ha raccontato di avere origini libanesi spiegando che fa parte della cultura libanese provare un po di vergogna parlando di sé: questo disco racconta dell’adulto che è adesso e dell’adulto che vorrebbe diventare
Ha confidato che sua madre è orgogliosa di lui al 90%. Per il restante 10% spiega che a lei piacerebbe poter avere un figlio “come tutti”, amante delle domeniche tradizionali e tranquille a pranzo insieme, con figli … E invece la descrive come “una zingara che deve girare il mondo per seguirlo, per lavorare per lui, per curare gli abiti di scena ( come a X-Factor), senza averlo chiesto”

Per questo suo nuovo album ha lavorato in un ambiente isolato, intimo, sulle colline di Hollywood, in una casa affittata su internet senza sapere che risalisse agli anni ’50 (e che tra l’altro era la casa di Orlando Bloom e di conseguenza veniva scambiato spesso per lui quando la mattina usciva per correre), ha rivelato tra l’altro di aver lavorato al disco anche a L’Isola, lo studio di Eros Ramazzotti, per lui uno dei più belli in Europa.

Ha parlato anche dell’Italia, dicendo che si trova a suo agio perché ci sono molti elementi in comune con le sue origini libanesi… del suo debole per il nostro vino e per le colline piemontesi verdi e misteriose.
Ma ci sono anche cose che proprio del nostro Paese non gradisce: le spiagge e gli aeroporti… con la nostra mania di fare foto e avere degli zoom troppo potenti… 
A proposito dell’Italia gli è stato chiesto come mai nel nuovo disco non siano contenute canzoni in italiano: “Per me è difficile cantare in italiano” spiega “Ci ho provato, per Songbook con Stardust nella versione con Chiara Galiazzo, e mi è stata corretta più volte la pronuncia”

Tra le dichiarazioni che ha rilasciato durante la conferenza mi ha colpita molto questa: A lui piace la leggerezza nel cuore, gli piacciono le persone che l’hanno anche a 85 anni.  Lui ora utilizza la leggerezza del suo cuore. Prima tendeva a tenere tutto a distanza. Mentre ora ha imparato a non vergognarsi più della sua identità.

LA DOMANDA DI MELISSA A MIKA


ARTICOLO di GIANLUCA CHEMINI

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È stato presentato oggi il quarto album di MikaNo Place in Heaven, atteso per il 15 giugno sulle piattaforme digitali e il 16 su supporto fisico.
Un album in cui torna una copertina coloratissima come quella dei suoi primi due dischi, anche se durante l’intervista ha precisato subito che per lui l’uscita di un nuovo album è un evento un po’ triste. Questo perché ogni sua canzone è una cosa intima, che scrive solo per sé, e quando diventa pubblica prova sempre un po’ di malinconia.

Nonostante questo il titolo ha per lui un senso estremamente positivo (anche se ad una prima impressione non sembra così), dice: “non c’è posto in paradiso per me, ma che problema c’è? Chi ci vuole andare? Chissà che noia in paradiso! Poi se per caso c’è ben venga…”.
I temi che sono trattati sono infatti carichi di positività, si respira un’aria di libertà, soprattutto dal senso di vergogna che lo ha imprigionato per tanti anni. Vergogna legata soprattutto alla sua sessualità e al fatto di dare troppa importanza al giudizio degli altri. Ora è cambiato e non ha paura di parlare in questo album dell’adulto che vorrebbe diventare. Ha poi specificato che, rispetto a Origin of Love, questo suo ultimo lavoro è “un punto di rottura… meno intenso ed elaborato, ma molto più personale”.
Le tracce del disco sono molto intime ma nell’insieme molto pop ed emerge tutto con chiarezza: questa volta non ha usato nei testi nessuna metafora, nessuna “deflection”, come dice lui. Musicalmente si ispirato alla musica degli anni ’70, in particolare al primo Elton John e a Carole King.

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Si è parlato molto della canzone Good Guys. Per Mika i “good guys” non sono estinti, ci sono ancora e ha citato come esempio il suo amato Dario Fo. Sono persone controcorrente, anticonvenzionali, persone “punk dentro”. Lui non sa se si può considerare uno di loro, almeno per ora, però questi personaggi (come Whitman, Rimbaud… ma anche James Dean sui cui ha ironizzato alludendo che oltre che per i suoi meriti artistici, è lì anche per un fattore di bellezza estetica per lui irresistibile) sono stati fondamentali per la sua crescita e nella canzone si chiede proprio “where have all the good guys gone”, dove sono andati a finire dentro di lui, nella sua personalità tutti questi artisti che cita nella strofa del brano.

Per la struttura del disco ha detto che ha dovuto fare 8 playlist diverse a seconda delle varie versioni e dei vari paesi e ha parlato delle edizioni “deluxe”, dicendo che per lui sono come un approfondimento, un sguardo più da vicino sui temi trattati nel disco e non comprende quegli artisti che scelgono di cantare cover come bonus track.
Io personalmente ho fatto a Mika proprio la domanda che mi ha permesso di vincere il concorso (e che trovate nel video qui sotto. Ndr).
In conclusione si è parlato anche di talent, che per Mika sono un’opportunità di lavorare con talenti emergenti e di collaborare con loro. Questo non è sempre facile e molto dipende dai talenti che gli sono affidati, non devono essere né troppo deboli né testardi, se ci sono questi presupposti per lui è un piacere lavorarci insieme.

LA DOMANDA DI GIANLUCA A MIKA

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Gianluca e Melissa

Gianluca la sera ovviamente si è recato al concerto che Mika ha tenuto al Fabrique di Milano ( che ha definito “davvero figo“) e ci ha mandato alcuni scatti da lui realizzati che trovate qui sotto.

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