Conferenza stampa: BUGO racconta il suo nuovo Ep “Arrivano i nostri”

Bugo

Ritorno in grande stile per Bugo, il cantautore che nei suoi quindici anni di attività si è ritagliato coi suoi sette album e due EP uno spazio personalissimo nello scenario musicale italiano.
Il secondo di questi EP è Arrivano i nostri, in uscita proprio oggi in digitale per Carosello Record. Un EP con sei tracce personalissime frutto di un lavoro artigianale, che l’autore stesso in un incontro con la stampa nella sede della sua casa discografica ci illustra nei particolari.

 “Questo disco è stato concepito in India nel corso dell’anno passato, al culmine di un periodo della mia vita iniziato nel 2010 che mi ha portato a frequentare stabilmente questo splendido paese, benché ciò non abbia particolarmente influenzato sound e testi dell’EP. Ho proposto i pezzi, prodotti in Italia, allo storico produttore Matteo Cantaluppi: l’EP era pronto al 50%, ma convinceva già. In genere i miei dischi li produco io, in questo caso sono partito dalla preproduzione.

Nel dettaglio delle singole tracce: spiega in modo più approfondito…

Arrivano i nostri è un titolo importante, per l’EP e l’omonima canzone. Rappresenta un messaggio di attesa, le cose possono cambiare. Come? Non lo so, sinceramente. Ma c’è il desidero, ed è questo l’importante, come nella musica. Vado ma non so è il primo singolo estratto. Il video, girato adesso a Roma, verrà lanciato a brevissimo. È una canzone un po’ manifesto, ora che ho 40 anni ho focalizzato meglio i miei intenti. C’è un desiderio di liberta, per così dire, come in tutto l’album d’altronde. Una canzone che contiene tanta solitudine, insieme a tanta energia.
Tempi acidi è riferita alla nostra epoca, c’è poco da girarci attorno. Per essere precisi al lato più assurdo del vivere contemporaneo, “acido” appunto. Nei tuoi sogni racconto la cosa più bella della mia vita, l’amore che è forza primaria di questo mondo. Il pezzo racconta di un rapporto a distanza, in parte ispirato alla mia vita: non riesco sempre a stare accanto a mia moglie. Siamo lontani, ma continuiamo a sognarci. Sei la donna è poi un pezzo inedito per me, per come canto. Nella canzone guardo una donna che si cambia, si scatena il lato predatore della mia essenza di uomo. Un pezzo difficile da cantare, volevo essere grintoso senza sembrare caricaturale; mi ci è voluta una giornata intera per fare il cantato. Il brano esplode con l’assolo, ci canto assieme, lo prendo per le corna. In chiusura il live di Cosa ne pensi di Sergio è un regalo ai fan, per dare un valore aggiunto a un singolo in circolazione da questa primavera. E poi il live è fondamentale per me, il vero momento in cui sento di fare musica. Sul palco mi emoziono.

A raccontare tutto questo un Bugo scatenato, istrionico e capace di intrattenere i giornalisti durante la conferenza stampa.
C’era una mia vecchia canzone, Casalingo, in cui dicevo com’era bello star tutto il giorno in casa. Ma già all’epoca fuggivo, rinchiudermi in casa da solo è un modo come un altro per fare i conti con me stesso. Inoltre ogni canzone è un fotogramma di un istante della mia vita, non potrei mai rinnegare qualcosa che per me è stato vero anche solo una volta.

In chiusura un commento sulla propria coscienza artistica.

Non so se la musica può cambiare il mondo, ma perlomeno mi fa sognare. Ci fa sognare, tutti noi. Canto per quelli come me, che non vogliono farsi schiacciare da quelli lassù, che ci comandano. Gli artisti sono delle antenne, recepiscono e ritrasmettono: nello specifico il musicista non è un politico, lui tocca la sfera alta delle emozioni. Mi piacerebe trasmettere un senso di rivolta”.

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Il tour di Bugo partirà il 6 novembre, organizzato da Live Nation. Ecco le prime date…

6 novembre Brescia (Latteria Molloy)
7 novembre Prato (Capanno Blackout)
12 novembre Torino (Hiroshima Mon Amour)
13 novembre Roncade – TV (New Age)
14 novembre Modena (Off)
19 novembre Milano (Salumeria della Musica)
20 novembre Roma (Teatro Quirinetta)
21 novembre Colle Val D’Elsa – SI (Sonar)
27 novembre Pordenone (Il Deposito).