Compilation Area Sanremo: intervista ai CLÀMOR

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Incontriamo oggi i Clàmor, gruppo sardo che grazie al brano Tutti cantanti è riuscito a conquistare un posto tra i finalisti di Area Sanremo, sfiorando la possibilità di gareggiare al Festival di Sanremo. Attraverso il racconto di Marco Camedda, fondatore, autore e tastierista del gruppo, scopriamo questa giovane realtà musicale che con grinta e determinazione si appresta a ultimare il disco d’esordio che li presenterà al grande pubblico. Il racconto di un percorso musicale con un grande avvenire davanti, legato indissolubilmente ai Tazenda, il gruppo musicale sardo più noto e apprezzato sul territorio nazionale. Scopriamo insieme perchè… 

Benvenuto su All Music Italia Marco, ti va di presentare te e i tuoi compagni ai nostri lettori?

I Clàmor sono una band nata nel 2011 dall’incontro artistico tra me e la cantante del gruppo Ilenia Romano, splendida voce dalle sfumature intense già conosciuta nel panorama della musica sarda perché figlia d’ arte, con un padre batterista dello storico gruppo de I Bertas, che non vorrei sbagliarmi ma credo sia uno dei primi gruppi isolani ad aver avuto un successo a livello nazionale. Ilenia ha cantato con i Bertas per 8 anni, girando tutta Italia e parte dell’Europa, una grande fortuna che le ha permesso di avere subito un approccio a livello professionistico con la musica. A tutto ciò si aggiunge la sua grande qualità vocale, il suo background che spazia dal soul al jazz al rhythm blues per arrivare al classic rock. Io e Ilenia abbiamo lavorato soli per un paio d’ anni  ma il duo non funzionava così abbiamo provato a cercare nuovi elementi per formare una band: entra così a far parte della storia dei Clàmor Alessio Piu,  noto come Bubys, chitarrista dotato di  buona tecnica e grande orecchio, nato con la musica folk, e cresciuto con l’ etno-rock e la world music. Per lui il nostro genere è stata una nuova avventura ma direi che abbiamo trovato un’ ottimo equilibrio e una buona identità, aspetto da sempre determinante nelle band. Fin dai primi provini io e Ilenia andavamo a registrare in quel di Perfugas (un paesino nel nord Sardegna) nello studio di Marco Garau detto Hus che è l’ attuale batterista e fonico del gruppo, conosciuto nel 2008, anno in  cui è diventato il batterista dei Tazenda, una persona e un musicista di grande valore che ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo della musica giovanissimo. A 15 anni suonava già in giro per l’isola, dopo essere cresciuto a pane e Jeff Porcaro (mitico batterista dei Toto) Haus è una sicurezza e allo stesso tempo un grande motore dietro la batteria, ma non sono da sottovalutare le sue doti  di fonico e  proprio grazie al suo studio stiamo riuscendo a realizzare a mio avviso un buon disco d’esordio.Credo che Haus sia sempre stato un componente dei Clàmor anche se abbiamo ufficializzato tutto nel 2011. Da due anni si è unito a noi Massimo Canu che ci accompagna (per gentile concessione dei Tazenda) in studio e nelle serate, un bassista vintage di grande esperienza e maestria, ha suonato con diversi gruppi noti nell’isola tra i quali Umiliati e offesi e Chichimeca, un’ enciclopedia umana della musica rock e non solo. Credo che Max sia il miglior bassista con cui abbia suonato fin ora. Per quanto riguarda la composizione poi, nella stesura dei testi collaboro con un bravissimo cantautore sassarese che si chiama Luca Riggio.

Vi incontriamo in occasione dell’uscita della compilation ufficiale di Area Sanremo, dove siete presenti con il brano Tutti cantanti. Come è nata questa canzone? Di cosa parla?

Il titolo è ironico, nasce anche dalla consapevolezza che di questi tempi forse anche per i talent o ancor prime con l’ avvento massiccio del Karaoke, tutti o quasi vogliono fare i cantanti e converrete con noi che in giro ci sono tanti ma tanti cantanti…e progetti invece? La  nostra non è assolutamente un polemica contro i cantanti ma il titolo Tutti cantanti per noi rappresenta la realtà  che ci circonda e che  viviamo, caratterizzata dalla voglia di apparire o comunque ricoprire cariche e ruoli di una certa importanza e valore  senza studiare, sacrificarsi o impegnarsi,  con troppa approssimazione e superficialità che porta alla mediocrità nel proprio lavoro e non solo. Forse anche perché in questo paese la meritocrazia sembra ormai in via d’ estinzione e passa troppo spesso il concetto che per arrivare da qualche parte sia più importante avere un aspetto gradevole o avere le giuste conoscenze piuttosto che avere meriti reali e lavorare sodo. Tutti cantanti è legato alla musica ma poteva benissimo essere: tutti politici, tutti intellettuali, tutti attori, tutti cuochi, tutti artisti, tutti calciatori etc etc. Tutti cantanti suonava bene nella melodia ed era un ottimo slogan a nostro avviso.

Da dove arriva il nome della vostra band, Clàmor?

Era una cena di Natale a casa dei miei. Non ricordo l’ anno, volevamo trovare questo benedetto nome ma nessuno di quelli proposti ci entusiasmava, sul tavolo una bottiglia di vino rosso con un design meraviglioso e un’ etichetta che riportava L’Amor. Ora non ricordo se ci fosse davvero l’ apostrofo ma rimasi colpito da quel nome e da come fosse bello da vedere scritto. Tra me e me pensai di avere trovato il nome della band….Ma poi cominciai a rifletterci su, il significato sembrava buono ma in effetti forse  troppo melenso per il nostro genere musicale e poi pronunciato così poteva suonare come il nome di un gruppo sudamericano, per non parlare poi del fatto che ci stavamo dando il nome di un vino come i Negramaro, prestandoci ad essere tacciati come i soliti copioni. Inutile dire che l’ euforia iniziale fu subito rimpiazzata da tutte queste perplessità, fu così che qualche reminiscenza liceale risalì a galla e pensai: Clamor, sostantivo latino della terza declinazione che significa clamore. Abbiamo poi messo un’ accento sulla “a” per avere la certezza di non essere confusi per un gruppo di salsa. Alla fine devo ammettere che studiare (per quanto male) il latino a qualcosa sia servito…

Siete un gruppo molto giovane, che in pochi anni ha raggiunto già importanti traguardi. Com’è nata e come è stata la collaborazione con i Tazenda?

Questa domanda per me ha una grande importanza, sono il figlio di uno dei fondatori dei Tazenda ovvero Gigi Camedda il cantante tastierista che oggi risulta essere anche il volto più noto del gruppo.
Crescere in mezzo alla musica e ai musicisti, permettetemi di dire di serie A, è stata una fortuna unica: i miei genitori mi hanno avuto molto giovani ed io ero sempre con mio padre  in sala prove piuttosto che in studio di registrazione o magari a qualche concerto dei Tazenda seduto rigorosamente dietro la pedana del batterista. A casa arrivavano provini “chitarra e voce” di canzoni come Spunta la luna dal monte che io sentivo poi man mano diventare pezzi di successo. Ho avuto modo di vedere e imparare delle cose già da ragazzino che di solito s’ imparano dopo anni d’ esperienza, per questo mi sento un privilegiato. A livello lavorativo ho cominciato  con loro nel 2004, grazie al chitarrista Gino Marielli, autore delle canzoni e fondatore del gruppo insieme a mio padre e Andrea Parodi (il grande e inarrivabile cantante che non è più tra noi), Gino mi ha sempre tenuto d’ occhio, sapeva che studiavo al conservatorio e avevo una buona musicalità, secondo lui era arrivato il mio momento nei Tazenda, ne parlarono con Gigi e mi diedero questa grande possibilità. Se oggi i Clàmor sono tra gli otto vincitori di Area Sanremo  parte del merito è anche dei Tazenda, la collaborazione di Haus con i Tazenda è incominciata nel 2008 quando è diventato il loro batterista, collaborazione molto importante per i Clàmor dato che ha dato modo di farmi conoscere Marco. Nel team dei Tazenda lavora anche il nostro chitarrista Alessio  svolgendo la mansione di back-line e seguendo da vicino il band leader e chitarrista storico dei Tazenda Massimo Cossu, suo maestro e grande musicista che da una grande mano in studio e in sala prove ai Clàmor. Massimo Canu  invece è diventato il bassista dei Tazenda nel 2009.

Siete arrivati in finale ad Area Sanremo, è stata di più la soddisfazione o il rammarico di aver mancato il palco del Festival di Sanremo?

Non neghiamo che non essere passati a Sanremo dopo essere arrivati in finale ci abbia deluso e un pò rammaricato, ma la delusione è durata due/tre giorni perché quando abbiamo realizzato quello che avevamo fatto la delusione è stata soppiantata da una grande carica. Pensiamo che il fatto di essere arrivati in finale sia un segno, c’erano quasi 500  iscritti e noi siamo passati negli ultimi otto, l’ unico gruppo ad avercela fatta: un successo che ci da la conferma che il nostro progetto vale e che i Clàmor parrebbero proprio avere qualcosa da dire.

Qual è stato il ricordo più bello legato a quest’esperienza?

Il ricordo più bello è stato sicuramente la primissima esibizione davanti ai tre giudici, credo siano rimasti piacevolmente colpiti perché le loro facce erano inequivocabili, diciamo pure che in un certo modo li abbiamo “stesi” (ride ndr). “Una botta d’energia” ci ha detto Dargen D’Amico, Giusy Ferreri invece a metà brano comincia a ridere e a muoversi (poi ci farà un sacco di complimenti per la canzone e la voce di Ilenia), ma il ricordo migliore per i Clàmor sono le parole di Roby Facchinetti: “Che dire, ci avete scosso!! Voi siete una bella band e suonate proprio bene, la cantante è impeccabile, il pezzo è molto radiofonico e  il testo azzeccatissimo e ironico al punto giusto, sapete… mi piacerebbe che questo pezzo avesse un successo simile a quello di La mia banda suona il rock” .

CHIARA – CLÀMOR – VIDEO LIVE


Avete legato con qualche artista in particolare, durante lo svolgimento di Area Sanremo?

In realtà abbiamo conosciuto molta gente, ma non abbiamo legato con qualcuno in particolare, è stato piacevole chiacchierare e stare un pò più a contatto con i finalisti. Ricordo una bella chiacchierata con Chanty poco prima che Carlo Conti ci chiamasse per proclamare i due vincitori.

Quale membro della commissione avete sentito più vicino al vostro mondo?

Ma forse Dargen D’Amico perché noi siamo un gruppo pop elettronico che strizza gli occhi a ritmiche e suoni che possono essere riconducibili all’hip-hop, o comunque ad una musica moderna che si discosta alle volte dai canoni sonori della musica italiana attualmente in circolo.

State lavorando al vostro album d’esordio, a che punto siete?

Dopo tanta fatica possiamo dire che ci siamo quasi. Mancano due pezzi, poi verrà mixato e finalmente credo a fine marzo/inizi di aprile avremo in mano il nostro primo disco ultimato.

Cosa si troverà in questo vostro progetto discografico?

E’ difficile rispondere  a questa domanda perché credo che cosa si trova lo dovrebbe dire qualcuno di esterno dopo averlo ascoltato. Noi abbiamo lavorato col massimo impegno per trovare un sound che ci caratterizzi e che ci discosti un pò dalle altre realtà musicali italiane. Le canzoni sono eterogenee ma abbiamo cercato di tenere un filo conduttore in tutto il disco a livello di sound e tematiche, tanta elettronica mista a chitarre elettriche, ritmiche spezzate ma anche super ballad dove il nostro lato melodico italiano e la voce di Ilenia vengono fuori con prepotenza, sai abbiamo come l’ impressione di avere un progetto a medio lungo termine in corso e questo ci da la convinzione di poter avere prima o poi l’ occasione di dimostrarlo. Le nostre sono canzoni che possono essere suonate in spiaggia davanti al falò, però  vestite e contaminate da tutto quello che abbiamo ascoltato e amato, dai Beatles a Nina simone, dai Toto a Peter Gabriel, dai Two Pac a Etta James, passando per grandi artisti italiani come Battisti, Battiato, De Andrè, De Gregori, Lucio Dalla e Pino Daniele.

Ringraziando i Clàmor per questo lungo racconto, vi ricordiamo che per ascoltare la loro Tutti cantanti e supportare la buona musica italiana acquistando la Compilation Area Sanremo 2014, disponibile dal 12 febbraio su Itunes e in tutti gli store digitali, oltre che in rotazione in 800 punti vendita tra centri commerciali e supermercati di tutta Italia, una produzione ApM Progetto Musica che All Music Italia supporta come web partner.

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  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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