“Che ne saje?” di RAIZ: Black Music, Melodia Napoletana e un pizzico di “Swinging London”

raiz_che ne saje

A tre mesi di distanza dal precedente singolo Tu, che ha dato avvio al suo primo progetto solita, Raiz aka Gennaro Della Volpe torna con un nuovo brano intitolato Che ne saje?.
In collaborazione con i produttori D-Ross e Star-T-Uffo per RC Music, continua il viaggio di Raiz nella black music con contaminazioni partenopee. Difatti il nuovo singolo è cantato interamente in dialetto napoletano e, come nelle idee iniziali, al suo interno si fondono insieme black music e melodia napoletana, blues ed ed un pizzico di elettronica, che il Team di Raiz ama definire “elettronica del Golfo”.
A differenza della precedente Tu, però, Che ne saje è ancor più ricca di diverse sonorità, si rifà infatti smaccatamente al suono Stax/Motown della fine degli anni ’60 e ad un certo Northern Soul molto popolare nei locali da ballo della scena “Swinging London”. Così, se nel primo brano si cantava di una storia d’amore irrimediabilmente conclusa, lo spirito di questo secondo pezzo è più individualista ed introspettivo. Attraverso un canto un po’ di difficile comprensione per chi non è napoletano, ma molto affascinante e coinvolgente, quasi arabeggiante, il cantante ed attore napoletano racconta di chi vuole raggiungere un obiettivo a tutti i costi, malgrado le circostanze e le condizioni avverse della vita ed il parere degli altri, le loro chiacchiere e l’invidia, guardando avanti con fiducia. Il personalissimo mantra da seguire per Raiz è: “Me faccio sicco ma nun moro”.

Che ne saje? è dedicata, in altre parole, a chi vuole vivere la vita fino in fondo, a chi continua a guardare avanti nel futuro, nonostante le difficoltà e le negatività del mondo esterno; è dedicata a chi si fa scivolare addosso, con ironico sarcasmo, la cattiveria gratuita e l’odio.

Ad accompagnare il brano anche il videoclip ufficiale; un video minimale che nasce dall’idea del regista Johnny Dama e del DOP Alessandro David di rifarsi, un po’ come per le sonorità, all’atmosfera dei dance club anni ’60 e del film cult Quadrophenia: il bianco e nero . il fascio di luce bianco sul fondo, la silhouette dell’interprete in semplici jeans e t-shirt bianca, che canta e balla.
Girato interamente in studio, il risultato finale è quello di un’esibizione dal vivo incorniciata da una fotografia raffinata ed evocativa.

  Laureato in “Arti e Scienze dello spettacolo”, attualmente frequento il Corso di Laurea Magistrale “Professioni dell’Editoria e del Giornalismo“. Grande appassionato di TV e Musica non mi perderei un Festival di Sanremo per niente al mondo. Prediligo il pop italiano e mi appassionano gli artisti emergenti. Domani vorrei essere un giudice di X-Factor. Scrivere è quello che mi riesce meglio. Segretamente aspirante paroliere.
segui su: