“Astronave Max”: arriva il nuovo album di MAX PEZZALI (ANTICIPAZIONI)

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Arriverà domani in tutti gli store, digitali e fisici, Astronave Max, il disco che riporta Max Pezzali sul mercato discografico con un progetto di inediti.

Con questo nuovo lavoro, Max Pezzali sale verso lo spazio con la sua astronave, ma rimane coi piedi ben piantati per terra. Cerca una nuova prospettiva per guardare il mondo, uno sguardo dall’alto, ma con gli occhi sempre fissi sulla quotidianità.

Astronave Max è un album definito di canzoni-canzoni, in cui parole e suoni sono radicati nella storia, in quel modo che ha fatto amare a molti la musica del suo autore, ma tutto prende una nuova piega, diversa e varia.

L’album arriva a quattro anni dall’ultimo lavoro di inediti, Terraferma. In questo periodo Max Pezzali ha sperimentato varie strade: dal tributo del rock indipendente italiano nella compilation Con due deca del 2012, la riscrittura in chiave contemporanea degli 883, la collaborazione con i rapper italiani ed il ritorno di Mauro Repetto in Hanno ucciso l’uomo ragno 2012. Poi sono arrivati i duetti con dei grandi della canzone italiana di Max 20, un modo per festeggiare i primi 20 anni di carriera e, allo stesso tempo, un modo per ripartire. Con questo lavoro è tornato in vetta alle classifiche e L’universo tranne noi, uno dei cinque singoli della raccolta, è stata una delle canzoni più trasmesse del 2013, con 18 milioni di visualizzazioni su YouTube tra lyric video e videoclip.

Un successo anche per l’ultimo tour che ha registrato ben 30 sold out, strada che sembra già intrapresa anche dalla prossima serie di concerti, visto che è già stato necessario il raddoppio di Milano con mesi e mesi di anticipo!

Max Pezzali, dopo i duetti, le reinterpretazioni e gli anniversari da festeggiare, aveva voglia di fare musica nuova e di raccontare in libertà le sue storie, senza limiti né sulle parole, né tanto meno di strumenti.

In questo album Max Pezzali spazia dalle citazioni di colleghi famosi (Bon Jovi, Run D.M.C., Rihanna e Jay-Z citati in Come Bonnie e Clyde), ai racconti della provincia (L’astronave Madre) e la sua passione per le moto (La seconda in basso), l’ironizzazione sulla vita di coppia (Fallo tu) o all’esprimere le sensazioni dell’essere un padre che si rivede nel figlio (Niente di grave).

Qualunque realtà io vivo, ho quella lente per vederla e distorcerla un po’”, dice Max Pezzali.

L’astronave è il simbolo del 2015 di Max Pezzali, della sua voglia e necessità di vedere le cose da un punto di vista differente. Nella canzone l’astronave è rappresentata dal centro commerciale, il simbolo della realtà di oggi: “In qualche modo è un’Italia in miniatura, un’Italia che cresce nelle periferie, vicino a raccordi e tangenziali.

Il disco è stato scritto da Max Pezzali, prodotto da Claudio Cecchetto e Pierpa Peroni con Davide Ferrario (già con Franco Battiato, Gianna Nannini, Piero Pelù, Marco Mengoni e cantautore di suo).

La voce è stata curata dallo stesso Max con un’attenzione ancora superiore e registrata tra casa sua e Miami. Le chitarre e le programmazioni sono di Ferrario, il basso di Luca Serpenti (con una comparsata di Saturnino in Ogni giorno una canzone), la batteria di Sergio Carnevale.

Unica special guest del disco è l’amica di sempre Syria in Fallo tu e nei cori di Generazioni.

Il disco si apre col singolo È venerdì e La seconda in basso, brani caratterizzati dal rock FM americano tanto amato da Max. Poi gioca con il pop in brani come Superstar e Come Bonnie e Clyde, per passare ai ritmi contemporanei dell’EDM (Generazioni), con la canzone italiana (L’astronave Madre ricorda i suoni del Battiato pop), fino ad arrivare al country/western de Il treno. Si passa anche dalla new-wave nelle chitarre di Col senno di poi.

È un disco immediato, diretto e con tanti potenziali singoli, ma allo stesso tempo ricco di sfumature che fanno venire voglia di riascoltare le canzoni, tipiche del pop.

Qui di seguito il racconto canzone per canzone dalle parole dell’autore. Buona lettura e (da domani) buon ascolto!

LEGGI QUI L’INTERVISTA  A MAX PEZZALI

MAX PEZZALI racconta Astronave Max (tracklist)

1. È venerdì
Nella realtà del nostro tempo il weekend è talvolta l’ancora di salvezza psicologica cui aggrapparsi per sopravvivere allo stress e alla tensione della settimana.

2. La prima in basso
Amo la motocicletta anche perché il suo equilibrio instabile e “giroscopico” rappresenta una metafora molto calzante della vita.

3. Superstar
Frequentavo un localino a Roma in cui gli avventori di sesso maschile erano letteralmente ipnotizzati dalla cameriera che serviva ai tavoli, bella e sensuale come un’autentica superstar.

4. Sopravviverai
La fine di un amore sembra sempre una barriera insuperabile: ansia, insonnia, ripensamenti. Ma dentro di noi c’è una vocina razionale che queste situazioni le ha già vissute, e che non perde occasione di ripetere alla parte melodrammatica di noi stessi di finirla di commiserarci, perché anche questa volta, come sempre, sopravviveremo.

5. I fiori nel deserto
A volte quando sembra che il cinismo e la disillusione si siano impossessati definitivamente di noi, accade il miracolo: torna la luce, torna la positività, torna l’amore. Un po’ come succede a quei fiori che riescono a nascere e crescere nell’assoluta aridità del deserto.

6. Col senno di poi
Incontrare una propria ex fidanzata e varcare mentalmente le “sliding doors” di come avrebbe potuto essere la nostra vita insieme a lei se la storia non fosse finita, può essere estremamente terapeutico.

7. Niente di grave
L’estate scorsa guardavo mio figlio e mio padre giocare insieme, e ho capito che quel momento rappresentava per me una sorta di passaggio del testimone tra generazioni. Ho rivisto me in mio figlio, e ho rivisto mio padre in me.

8. Generazioni
Mi è capitato diverse volte di andare in un club di musica EDM di recente, e ho capito che, a parte il naturale “disagio ambientale” che uno della mia età possa percepire, tutto sommato le speranze, i sogni e le paure dei giovani d’oggi sono molto simili a quelli che provava la mia generazione.

9. L’astronave Madre
Un po’ me ne vergogno, ma adoro frequentare i centri commerciali. Cercare il parcheggio più vicino alle porte d’ingresso, vagare senza meta guardando vetrine simili tra loro, salire e scendere le scale mobili, alienarmi dentro alla cattedrale scintillante che illumina le periferie del mondo.

10. Fallo tu
Nella dialettica di coppia a volte sorge spontaneo un quesito: se secondo te tutto quello che mi chiedi di fare lo faccio male, perché non te lo fai da sola/o?

11. Come Bonnie e Clyde
Mi capita a volte di osservare le giovani coppie e di rivedere in esse i miei sogni e le mie aspettative di ragazzo sulla soglia dell’età adulta. E di immaginare, come loro, l’Amore complice e assoluto alla “Bonnie & Clyde”.

12. Ogni giorno una canzone
Dare tutto per scontato è uno dei pericoli più insidiosi per le relazioni di coppia. Bisogna (bisognerebbe) riconquistarsi ogni giorno con un gesto, una parola, una canzone.

13. Il treno
Si racconta che una volta David Allan Coe, uno degli outlaw countryman degli anni ‘70, sia andato da un discografico a presentare delle canzoni, e che quello gli abbia detto: “Non vanno bene, la perfetta canzone country parla, che so, di mamma, prigione, pioggia , alcol, camion, treni…”. Così Coe ha aggiunto nel finale di un suo pezzo una strofa in cui il protagonista guida ubriaco un pick up nella pioggia per andare a prendere la madre che è appena uscita di prigione: quando arriva scopre però che è finita sotto un treno.
Strepitoso. Ma questa è un’altra storia. Amo il bluegrass, amo il country, e volevo scrivere una canzone su un tema classico del genere: il treno. I treni che abbiamo perso e non ripassano più, i treni che devono ancora passare e che dobbiamo essere pronti ad afferrare al volo.

14. Astronave Madre (Theme)
Meglio non fare mai un album di tredici canzoni.

ASTRONAVE MAX – MAX PEZZALI – COPERTINA ALBUM

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  Blogger per caso. Così mi si potrebbe definire. Nonostante la mia formazione economica, la musica è sempre stato il sottofondo della mia vita e non solo: nel mio curriculum trovate la gestione di un fan club e una tesi di laurea intitolata “Il marketing degli eventi musicali live“. Vivo a Milano e di lavoro faccio la cattiva: sono quella che, quando andate a chiedere un finanziamento, dice di NO! Blogger per caso su All Music Italia.
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