ANTEPRIMA ASCOLTO SINGOLI: Cecile, Irene Fornaciari, Paola Iezzi, Mietta, Syria e tutti gli altri

singoli 17 giugno

Si ricorda che le votazioni espresse al termine della minirecensione sono relative alla carriera dell’artista in questione e non sono da intendere come paragone tra brani di artisti diversi.

Cecile & Kuerty Uyop – Afrofunky

A favore dell’Amref questo testo filastroccato è degno di una conta per bambini, con il suo passo indietro e due avanti. Ci manca solo che si urli: un, due, tre stella”!.. In realtà la canzone nasconde un messaggio di speranza per popolazioni non così abituate a sorridere, di bambini che forse futuro non hanno eppure sorridono. Tradotto? Arriva con leggerezza. Musicalmente è addir poco trascinante.

Sette

Michele Cortese – Prendimi la mano

Si veste di retrò il rock a cui è sempre proteso l’ex Aram Quartet Michele Cortese e lo fa mettendo in mostra sempre la sua bellissima pasta vocale, al servizio però di una canzone che difficilmente potrà aiutarlo ad imporsi. Passa ma non resta ed il problema è chiedersi se lui ci creda veramente in un pezzo del genere.

Quattro

Francesco Di Bella – Tre nummarielle

L’ex leader dei 24 Grana continua la sua corsa solista con questo singolo che disegna in maniera evidente come a volte il colpo di fortuna, quei “tre nummarielle”, siano ciò a cui ci affidiamo per sperare di cambiare il nostro vivere, per regalarci cose più belle. E’ un racconto di vita un po’ di tutti, anche di chi non lo dice. Lieve e piacevole a primo ascolto, può risultare però noiosa ad un secondo.

Sei =

Irene Fornaciari – Questo tempo

Irene continua con il suo personale libro musicale, composto di pagine che sono racconti di storie piene di sentimento, ricordi ed evocazioni che altresì non lasciano gran spazio alla leggerezza, nemmeno alle porte della stagione in cui essa è sovrana. E’ una pagina decisamente buona, ma che difficilmente troverà palchi per esser letta.

Sei ½

Florindo & Stafano De Libertis – Sopra di te

Pop e folk s’incontrano ma il pezzo non esplode; il fatto è dovuto ad un inciso troppo debole sia melodicamente che a livello di testo, che risulta stereotipato. Indubbiamente meglio le strofe ma non basta ad accendere il faro dell’attenzione.

Cinque

Furio – Orietta Berti

Omaggio all’ ”oriettona nazionale” dall’ex Pitura Freska che mantiene ovviamente il suo cantato dialettale ma che poteva riuscire magari più simpatico. La resa invece è un inciso che si ficca in testa ma che alla seconda volta già non lo puoi più sentire. Lui avrà anche perso il senso dell’orientamento, ma io dopo averlo ascoltato mi sento come sceso dai Calci In Culo lanciati a velocità spaziale.

Quattro ½

Paola Iezzi – Lovenight

Paola torna al mood che fu già suo in duo con la sorellina Chiara. Dance con appeal 80 (c’è qualcosa che mi ricorda “The neverending story” di Limhal), ed innesti corali che risultano molto più attuali ma anche stereotipati. Resta comunque un pezzo piacevole e leggero.

Sei

Matteo Markus Bok – E’ diventata primavera

Ancora acerbo ed inconsistente il giovane italo/tedesco approda anche sui nostri lidi dopo aver conquistato la finale di The Voice Kids in Germania. Sarà che mi basta già quello italiano, ma a parte la pazienza dovuta per l’età, non posso che chiedermi perché uno dovrebbe ascoltare un immaturo quattordicenne che quanto meno cambierà voce l’anno prossimo? Avesse almeno una gran canzone…

Tre

Mietta – Another dream

“Another dream” riporta sulle scene Mietta e lo fa non in pompa magna, ma attraverso l’entrata di servizio come colonna sonora di un piccolo film in cui anche lei fa la sua parte. Un buon testo ispirato su chitarra e voce essenziale, sufficiente a ricordarci che è sempre una signora cantante la “danielona”, che spesso si è sprecata in pezzi incantabili anche per una corista di programmi inutili di mezzogiorno! S’intenda che non è questo il caso, anche se difficilmente raccoglierà fasti.

Sei

Pago & Gipsy Gold – El camino del amor

Parte da lontano questa collaborazione tra il cantautore sardo e la band gitana, erede attuale dei Gipsy Kings. Il ritmo latino cattura e ben si adatta al periodo stagionale e potrebbe regalare a Pago un nuovo successo da classifica che manca da un po’. Purtroppo per lui però, manca ancora la canzone per ricordare i motivi di una carriera. Questa resta un discreto ma ulteriore prendi tempo.

Cinque +

Raige – Domani

Nesli docet! Anche Raige si allontana sempre più dall’hip hop per approdare in un pop cantato e aperto. Il brano in questione ricorda melodicamente ( e solo per melodia ) nell’inciso “Sarà la nostalgia”, hit di oltre 20 anni fa di Sandro Giacobbe. Piacevole ma non memorabile.

Sei +

Shade – Odio le hit estive

Con tutto questo schifo che va in radio, potresti anche passarmi, che disagio”! Messaggio abbastanza chiaro no? Insomma! Bisogna capire se Shade crede di meritare il passaggio perché migliore o se si sente al pari dello schifo. Cosa intenda lui non lo so; so però che il pezzo è piacevole e sufficientemente disincantato, come storia rap vuole.

Sei

Daniele Silvestri & Diodato – Pochi giorni

Un cantautore che continuiamo a pensare come giovane, ma effettivamente non lo è più ed uno di quelli che giovani lo sono per davvero e che avanzano, uniti assieme per un pezzo ipnotico nella sua calma iniziale che straripa in una bella festa finale con fiati. Merita ascolti e non li delude mai, perché ci trovi sempre altro.

Sette ½

Son Pascal – Amore ubriaco

Che sia la volta buona che Pasquale riesce ad ottenere risultati anche nel nostro paese, dopo che la sua musica si è fatta notare in quelli dell’est? “Amore ubriaco” non è l’ottava meraviglia delle sette note, ma è un pezzo sincero e molto simpatico, leggero e cantabile, con chitarre a sostegno. Sarà nato durante l’avventura di Pechino Express? Se avrò occasione glielo chiederò.

Sei ½

Sud 58 – Una fantastica idea

Dopo tanta gavetta, negli ultimi anni mediaticamente sul palco di Made in Sud, i Sud 58 approdano al loro primo singolo e lo fanno unendo tante cose, come ci hanno abituato nelle loro cross cover all’interno del programma. Qui ci sono ritmi latini, fumogeni di reggaeton, ed anche quella sensazione che non proviamo da anni, di quelle atmosfere anni 80, alla Ricchi e Poveri che non ci impegnavano di certo ma ci facevano volare leggeri.

Sei 

Syria – Islanda

Il pubblico continua a non accorgersi di Syria  quanto dovrebbe. Eppure è una cantante in continua evoluzione, mai banale, che scova ritmi, arrangiamenti e racconti che a differenza di tante colleghe non si ripetono. Non sarà in realtà però che a non accorgersi non è il pubblico ma i media, che continuano un immotivato abbandono? Intanto anche Islanda è promossa a pieni voti.

Sette

TheGiornalisti – Il tuo maglione mio

Ispirato pop con effetti elettronici e vocali che lo rendono facilmente ricordabile. Fa un po’ effetto primo Jovanotti, soprattutto nell’incursione rap centrale, con l’unica differenza che Lorenzo all’epoca ci provava solo a cantare e riusciva davvero male. Va inclusa di diritto tra le canzoni che si giocano la loro possibilità di caratterizzare l’estate 2016.

Sei

Tiromancino – Tra di noi

Incalzante pop infarcito di una tastiera che suona dance è la nuova proposta di Federico Zampaglione a capo del progetto Tiromancino, che forse non tira più commercialmente come qualche lustro fa, ma continua a non perdere una capacità di racconto come pochi altri, riconoscibile e mai banale.

Sette

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.