ALE E SHARY: e fu così che “Masterscief” superò le 100.000 visualizzazioni

Ale e Shary

Qualche anno fa Fiorella Mannoia cantava: “Avere vent’anni non è mica facile, ci vuole una vita per imparare…”. Il verso di questa canzone si può tranquillamente associare a molti artisti emergenti che a vent’anni credono di avere una vita musicale davanti fatta di sex, drugs and rock’n’roll solo perchè sanno suonare uno strumento, sono intonati e hanno composto qualche brano nella loro cameretta. Purtroppo sappiamo che la realtà è ben differente… ed oggi vi vorrei parlare di Ale e Shary, due artisti che si possono considerare indie ed emergenti nel senso che mai hanno avuto contratti discografici importanti, ma che dopo 25 anni di musica e live si sono uniti per proporre un progetto divertente e irriverente intitolato Masterscief che in questi giorni ha ottenuto un’importante certificazione: 100’000 visualizzazioni VERE per un videoclip che prende in giro il mondo dei talent di cucina che oggi hanno letteralmente invaso i palinsesti di molte emittenti televisive.

Shary non è altro che Roberto Picatto, leader del progetto Shary Band, il tributo alla dance italiana che ogni estate riempie le piazze di tutto il nord Italia con spettacoli divertenti, coinvolgenti e adatti a ogni età. Brani in cui tutti si riconoscono e uno show con numerosi cambi di scena e fanciulle e fanciulli che senza paura di essere smentito sono una manna per gli occhi.

Ale Ruspini, invece, per vent’anni è stato il leader della band Illeciti Musicali che a cavallo degli anni ’90 e 2000 ha spopolato in ogni evento popolare possibile e immaginabile. E sono in tanti che ricordano le prime limonate estive al ritmo di Dimmi di te o Bla Bla Bla.

Ale e Shary sono l’esempio di chi fa musica senza prendersi troppo sul serio, con una passione che continua a bruciare dentro e con un numero di date che nonostante la crisi della musica dal vivo e la mancanza di locali e location cresce ogni stagione.

La considerazione è che oggi sono tanti, troppi coloro che iniziano a fare musica con mille aspettative e che per arricchire il curriculum inseriscono improbabili partecipazioni a Festival musicali, collaborazioni con sedicenti quotati insegnanti di canto, mentre la risposta dei due quarantenni è lasciata esclusivamente al palco e al pubblico che negli anni ha dimostrato di crescere ed evolversi con loro.

Ale Ruspini negli anni 2000 cantava: “Mi parlavi di un’amore eterno, ma in pieno inverno mi ritrovo all’inferno” e ora “I bambini fanno i giochi, mentre i cuochi fanno i giochi”, dimostrando una capacità di cambiare pelle dalla quale molti dovrebbero imparare.

E di sicuro questo traguardo non cambierà di una virgola l’atteggiamento di Ale e Shary che si preparano a chiudere l’estate con live che non lasciano spazio a nostalgia e malinconia, ma che permettono a chi li ascolta di trascorrere due ore fuori dal tempo, dove il ritmo, i sintetizzatori e le chitarre elettriche sono gli unici padroni.

Ale Ruspini nel frattempo continuerà a promuovere l’album Alevation (il cui titolo è un chiaro omaggio agli U2), che nelle scorse settimane, a un anno e mezzo dall’uscita, ha sfiorato la top 100 degli album più venduti su iTunes.

Ale e Shary

In un momento dove molti si lamentano e si accomodano in poltrona ad aspettare, questo è un esempio che non si può trascurare.

 

Articolo di Simone Zani per All Music Italia

 

  
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