Addio a GIORGIO CALABRESE: penna storica della musica italiana

giorgiocalabrese

Si è spento a Roma a 86 anni Giorgio Calabrese, uno dei parolieri di spicco della musica leggera italiana.

Nato a Genova, si impose trentenne come autore legato alla scuola di cantautori cresciuti nel capoluogo ligure, donando meravigliose parole all’intramontabile Il nostro concerto di Umberto Bindi.

Fu proprio Calabrese a scoprire e lanciare Orietta Berti, dopo essere diventato direttore artistico dell’etichetta Karim, e a trasformare Ornella Vanoni da cantante sofisticata e di nicchia in interprete da hit da classifica.

La vera svolta arriva nel 1964 quando presenta a Sanremo due pezzi da lui composti: A mezzanotte (l’ultimo tram) cantata da Milva e Frida Boccara e la famosa E se domani, interpretata al Festival di Fausto Cigliano e Gene Pitney. Entrambi i brani non raggiungono la finale ma quest’ultimo sarà tramutato in un enorme successo da Mina, attraverso la sua versione incisa pochi mesi dopo.

Proprio con la tigre di Cremona nasce una proficua collaborazione. Calabrese e Mina condurranno più di duecento puntate dello show radiofonico Pomeriggio con Mina.

Nella seconda parte della sua carriera si occupò soprattutto di traduzioni italiane di brani in francese e portoghese. Collaborò con Bob Dylan, James Taylor, Charles Aznavour, George Harrison, Antonio Carlos Jobim, Chico Barque e Astor Piazzolla.

Foto tratta dal sito ufficiale di Luciana Lanzarotti, attrice e programmista radiofonica e televisiva

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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