Addio a GIAN MARIA TESTA: a 57 anni ci lascia la voce di contadini e migranti

gianmaria testa

La giornata di oggi segna la fine della battaglia di un uomo contro un terribile male e al tempo stesso la perdita di un grande nome della nostra scena musicale, che troppo spesso aveva raccolto i meritati consensi solo aldilà dei confini italiani. Questa mattina è morto il cantautore Gian Maria Testa, una carriera iniziata come strumentista rock con una gavetta di lusso che lo porta ad affiancare grandissimi musicisti come David Lewis (tromba), i fratelli François et Louis Moutin (rispettivamente contrabbasso e batteria) e  Leonardo Sanchez.

Un’attività che gli apre le porte dei palchi che contano soprattutto in terra francese, portandolo a poter essere considerato un’eccellenza artistica italiana della quale andare fieri in campo internazionale.

Il tutto guidato dallo spirito determinato e talentuoso di un artista nato in provincia di Cuneo nel 1958, che lasciò dopo aver cercato tra mille sacrifici di far convivere musica e impiego in ferrovia, un lavoro sicuro per inseguire la sua vera missione, portando con sè una dose massiccia di passione, impegno e determinazione.

Tratti distintivi che lo portano nel 1995 a debuttare sul mercato discografico francese con l’esordio Montgolfierès, seguito l’anno successivo dal secondo disco Extra-Muros con un’etichetta gestita da Warner France.

In pochissimo Testa miete successi che lo portano ad esibirsi all’Olympia di Parigi, con un evento capace di richiamare finalmente l’attenzione sulla sua indole artistica da parte degli addetti ai lavori italiani, oltre che di mezzo mondo, con l’inizio di un percorso fatto di live capaci di presentare il suo mondo musicale con più di 3000 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo.

Seguono una lunga lista di progetti che compongono la sua disocgrafia:  Lampo (1999), Il valzer di un giorno (2000), Altre Latitudini (2003), Da questa parte del mare (2006), il live SOLO – dal vivo (2009), Vitamia (2011) e l’ultimo doppio disco live pubblicato nel 2013, intitolato Men at work.

Un mondo musicale segnato dalle sue origini, con i temi alla base della sua vita (la cultura contadina e l’uso del dialetto), che diventano i pilastri della sua produzione musicale, con un evoluzione che lo vide arrivare a trattare con tocco unico il tema dei migranti, in un toccante parallelo tra quelli di ieri e quelli di oggi al centro di un disco del 2006 intitolato Da questa parte del mare.

Negli ultimi anni aveva arricchito la propria attività artistica dedicandosi al mondo dei bambini attraverso la scrittura di libri in collaborazione con la casa editrice Gallucci,  arrivando a quella che sarà la sua ultima pubblicazione per bambini, tratta dal suo brano Biancaluna e realizzata in collaborazione con il disegnatore Altan nel 2014.

Un anno fa aveva annunciato la sospensione delle sue attività live, dopo alcuni mesi di riflessione e dopo aver scoperto a gennaio – proprio dopo il suo ultimo concerto a New York – di avere un tumore. Un annuncio pieno di speranze e di voglia di battersi per tornare a fare musica che purtroppo oggi sono svanite con l’annuncio apparso in queste ore su facebook che in poche parole rende l’idea della persona che si celava dietro questo cantautore:

“Gianmaria se n’è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico.”

Una perdita e la fine di un percorso che mai più di oggi deve restare vivo negli amanti della musica, oggi che il male ha vinto sull’artista spetta a noi continuare a far suonare la musica di Gian Maria Traversa: un modo per rendere onore al grande artista che oggi ci lascia e al tempo stesso per scoprire una dimensione artistica che non potrà che arricchirci.

Una missione che possiamo iniziare ascoltando la splendida Nient’altro che fiori, pubblicata proprio ieri sulla pagina Facebook del cantautore, quasi fosse il modo per salutare il suo pubblico.

GIANMARIA TESTA – NIENT’ALTRO CHE FIORI 

 

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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  • Sab835

    Nel testo c’è un errore nel cognome dell’artista…non per essere puntigliosi, ma solo per correttezza verso di lui e di chi a scritto questo bel articolo