(un)WANTED: I Ragazzi Italiani

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Non tutto è bene quel che finisce bene.

Ogni lasciata non è necessariamente persa.

Chi si ferma, non sempre è perduto.

Ma ci sono dei fenomeni che, se non ritornano, non dico che sia meglio, ma che va bene lo stesso.

E, tra questi, io ci metto a pieni voti I Ragazzi Italiani.

I Ragazzi Italiani sono stata una boy-band degli anni ’90, formata da un tot di fighi più o meno bravi a cantare e ballare per contrastare il fenomeno anglosassone dei Take That di Gary e Robbie.

I Ragazzi Italiani hanno venduto quasi sicuramente più poster con il Cioè che copie dei loro CD, nonostante il peer-to-peer non ci fosse ancora e noi andavamo ancora in giro con le audiocassette da mandare avanti e indietro con le penne Bic.

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Persino io che compravo i CD di tutti, quello dei Ragazzi Italiani non l’ho preso, ma il poster in camera ho pensato seriamente di appiccicarlo proprio sopra la TV, in modo che fosse la prima cosa che vedevo al mattino appena aperti i miei occhi a palla miopi.

Negli anni ’90 di boy band italiane (se così le possiamo chiamare) ne avevamo due: I Ragazzi Italiani e i Neri Per Caso. Ma capite benissimo che Ciro, Gonzalo, Diego, Domenico, Mario e Massimo rispetto a Alessandro, Attilio, Manolo, Pino e Fabrizio avevano già perso in partenza, già dai nomi!

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E non stiamo parlando di qualità musicali, perché negli anni ’90 era sufficiente avere i capelli lunghi gellati, i Levi’s 501 stretti sul culo atletico, gli stivali 883 e la camicia sbottonata con sotto la t-shirt nera o bianca che eri figo a prescindere, alla faccia delle note e delle melodie che uscivano dalla tua bocca! Il nostro ormone post-adolescenziale non ancora represso si eccitava facilmente.

I discografici (e gli editori di Cioè) lo sapevano benissimo. Così ci hanno servito il piatto pronto.

Ma la questione fondamentale non è proprio questa. Io non ho nulla contro Alessandro, Attilio, Manolo, Pino e Fabrizio. Sarei felicissima (per loro) se continuassero a cantare o se facessero qualsiasi altra cosa che li renda felici e soddisfatti. Ma I Ragazzi Italiani NO.

Il problema è che poi, nell’era del web e del blog facile, se fai una boy band di fighi prima o poi arriva qualcuno che apre una fan page con lo sfondo rosa e tutti i curicini dove capeggia, scritto con il font Comic Sans, il nome del cantante figo o della boy band di fighi (tipo questa che, per fortuna, non è aggiornata dal 2007). Ché il carattere Comic Sans dovrebbero renderlo fuorilegge, così come il rosa confetto sul web, soprattutto se abbinato al verde acqua!

No, io I Ragazzi Italiani non li cerco, perché ho paura che, se li dovessi trovare, troverei anche la pagina con i cuori, scritta in Comic Sans, rosa e verdino acqua. E questo mi terrorizza.

Vostra spaventatissima (e un po’ comic sans).
La Mosca Tze Tze

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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  • Massimiliano Longo (Ideatore, direttore e produttore)

    mamma x che acidità… e su che la vita e bella… l’ironia ci salva e…. Attilio Fontana è contento di fare la vita del cantautore… ne sono certo dopo averci parlato.
    Però firmarsi anonima/X fa davvero fine anni 90… poi vedi te…

  • X

    Eppure i ragazzi italiani mi risulta che li hai cercati per aver trovato la fan page rosa con i cuoricini, il verde acqua e il comic sans… E stando al numero di visite non sei l’unica ;) ma si sa che sei una mosca, e le mosche sono come quei fenomeni che “se non ritornano, non dico che sia meglio ma va bene lo stesso”. Ops No, forse ora che ci penso bene nel tuo caso, le “mosche” sono inutili e fastidiose punto e basta ;)

    • La Mosca Tze Tze (Disturbo della quiete pubblica)

      Certo che li ho cercati!
      E tu mi sa che sei l’admin della pagina rosa comic sans e i cuoricini… :D
      p.s. Se non dessi fastidio, non sarei una mosca…